La lettera

Questione ospedale: «I fasanesi vogliono certezze e non promesse»

Angelo Sante Trisciuzzi scrive a FasanoLive per tornare sul tema caldo di questi giorni, sulla manifestazione di sabato scorso, ribattere al sindaco Zaccaria e al consigliere regionale Amati. E lancia una provocazione

Attualità
Fasano mercoledì 08 marzo 2017
di Angelo Sante Trisciuzzi
Angelo Sante Trisciuzzi © Giuseppe Fanizza

Caro Direttore,
mi rivolgo a Lei che, comunque, devo ringraziare per l’articolo pubblicato immediatamente dopo la manifestazione tenutasi in piazza Ciaia nella mattinata di sabato scorso; esso è stato misurato ed ha riportato una cronaca puntuale ed onesta. Ancora grazie!

Purtroppo, molti commenti si sono succeduti ed alcuni hanno travisato i fatti, probabilmente, perché o assenti o perché interessati a difendere posizioni o parti politiche. Provo a chiarire alcune questioni che mi hanno coinvolto e che mi hanno offeso perché hanno voluto vedere, in una protesta civile e spontanea, un assalto di “orde barbariche”.

Provo a ricostruire i fatti: la manifestazione di sabato scorso era stata organizzata da un comitato spontaneo nato, solo tre giorni prima, sui social e composto dai cittadini che si oppongono alla totale chiusura dell'ospedale “Umberto I” di Fasano.

Personalmente sono molto sensibile al problema ospedaliero per essere stato, molti anni addietro, anche a capo di un gruppo di volenterosi che rivendicava la piena funzionalità del nostro ospedale che continuava a perdere reparti e posti letto sempre a vantaggio di Ostuni! Inoltre, in quel fatidico agosto 2002 io ero in piazza, insieme a tutta la mia famiglia, a manifestare contro Fitto, presidente della Regione, che era venuto a Fasano a presentare il suo piano di riordino ospedaliero (lui, perlomeno, ci mise la faccia) e ricordo perfettamente chi c’era e chi non c’era!

Sabato scorso, intorno alle dieci, giunto in piazza per assistere alla manifestazione, ho incrociato tutta la maggioranza che amministra il Comune, schierata, quasi in parata; vi erano tutti o quasi, capitanati dal consigliere regionale Fabiano Amati e dal sindaco Francesco Zaccaria: tutti a scrutare e quasi ad intimorire i presenti; molti giovani studenti, infatti, preferivano mantenersi defilati. La cosa mi ha turbato molto e mi sono lamentato, anche animosamente, con un assessore amico, perché in quell’atteggiamento vedevo quasi una provocazione.

Si era radunata parecchia gente e sono stato il primo a parlare ed ho ricordato un po’ di storia ai presenti, molti dei quali erano gli stessi che, anni fa, manifestavano in piazza contro Fitto! Hanno parlato in parecchi e sempre in maniera garbata e serena, anche se con toni accesi, e tutti hanno evidenziato la mancanza di attenzione da parte del sindaco a non voler informare la cittadinanza sul “problema ospedale”!

Infatti, il sindaco, insieme a tutto il Consiglio comunale, circa otto mesi fa, si era impegnato a celebrare un Consiglio comunale monotematico sul nuovo piano di riordino ospedaliero con la presenza del governatore Michele Emiliano e del direttore generale dell’Asl Giuseppe Pasqualone, ma nulla è avvenuto se non continui comunicati stampa di Amati sul nuovo ospedale e sempre pubblicati sul suo giornale personale (FasanoLive, per la precisione, è diretto da Vincenzo Lagalante, non è suo personale, ndr)!

Ho ricordato spesso ad Amati, grande tessitore e dominus dell’attuale Amministrazione, quando, in piazza contro Fitto c’era pure lui come consigliere comunale e protestava forte e chiaro contro un piano ospedaliero scellerato voluto da una politica nella quale Fasano non aveva mai contato un tubo e che prevedeva il ridimensionamento del nostro ospedale.

A gran voce i fasanesi, me compreso, lo votarono in Regione per tutelare proprio il nostro ospedale e lui ben ricorda che anche il suo Nichi Vendola venne eletto grazie alla polemica ospedaliera cresciuta in tutta la Puglia e ricorderà anche che i voti di Fasano e di Terlizzi - paese di Vendola - furono determinanti! Ma il primo atto di Vendola sul riordino ospedaliero in Puglia fu la riconferma, nello stesso ruolo, della stessa persona che lo aveva preparato in nome e per conto dell’Amministrazione Fitto!

La politica dei presidenti Pd della Regione, comunque, ha continuato ad affossare il nostro ospedale, danneggiando tutto il territorio provinciale concentrato solo su Brindisi e Francavilla. E come è possibile che nessuno dei politici Pd della provincia di Brindisi ha notato in questa scelta un gravissimo errore per tutta la sanità provinciale?

Qualcuno, poi, si è inventato un nuovo ospedale a nord di Brindisi (Speziale), la qual cosa avrebbe avuto un senso, ma Ostuni, con i suoi politici di spessore, si opposero e si passò dal nord di Brindisi al sud di Bari. D’altronde, sabato scorso anche ad Ostuni c’è stata una manifestazione di protesta ed il sindaco di quella Città ha sfilato con la fascia tricolore alla testa di un lungo corteo! Il nostro, invece, è rimasto in disparte e silente per avvicinarsi alla fine e bisbigliare che è inutile protestare per il vecchio, “presto” ne avremo uno nuovo, grande e bello, nel territorio di Monopoli.

Da sempre Amati (parla solo lui) ha raccontato ai quattro venti che nessun reparto dell’Umberto I sarebbe stato chiuso prima dell’apertura del nuovo; tutta la campagna elettorale, anche da parte di medici e non, è stata incentrata sul mantenimento dello statu quo.  A me sembra che il quadro strategico sia molto chiaro: eccellenze a Bari e Brindisi, il resto deserto. Solo ambulanze che correranno da destra a sinistra a sirene spiegate, mentre continuerà a crescere la sanità privata.

Ma sabato, alla fine della manifestazione, ecco un’altra dichiarazione, questa volta sparata direttamente dal sindaco: «Nelle prossime ore, sicuramente ad inizio settimana prossima, firmeremo un protocollo d'intesa con l'Asl Bari affinché anche i cittadini fasanesi che ne dovessero aver bisogno possano essere trasportati in ambulanza 118 al pronto soccorso dell'ospedale "San Giacomo" di Monopoli (leggi QUI)».

Ma già il solito Amati lo aveva annunciato circa un anno fa, con foto di una postilla manoscritta dallo stesso Amati, sul testo del riassetto ospedaliero. Siamo alle comiche: c’è sempre la risposta pronta e fuorviante ad ogni legittima richiesta che riguarda il nostro ospedale. Ma qualcuno è andato a vedere come sta funzionando l’ospedale di Monopoli, anch’esso sottodimensionato?

Avrebbero dovuto capirlo da lungo tempo: ai fasanesi interessa il funzionamento h24 di un minimo di servizi di base presso il nostro ospedale, così come era non molto tempo fa! Tutti noi non vogliamo essere sbattuti fuori dalla nostra Città. Inoltre, qualcuno mi può spiegare perché il cittadino di Ostuni o di Francavilla continuerà ad avere un ospedale in città e noi fasanesi, invece, non possiamo più averlo? Cosa ci manca per non poter godere del servizio di base più importante?

I partecipanti alla manifestazione, inoltre, sono stati chiamati “neofascisti” dal nostro sindaco: “no” signor sindaco, lei non può chiamare “neofascista” chi non la pensa come lei, né coloro che non la pensano come i rappresentanti del suo partito: la mia storia, la storia della mia famiglia, la storia di tanti cittadini presenti in piazza a protestare, non possono essere liquidati in questo modo, né io, né i partecipanti alla manifestazione glielo possono permettere! Deve avere rispetto e ascoltare chi non la pensa come lei, come Amati o come Latorre o come tutta la sua giunta e suoi consiglieri!

Qualcuno dei sostenitori di questa Amministrazione, poi, ha lamentato che la manifestazione ha assunto toni politici: è evidente, tutto determina una scelta politica e tutti hanno il diritto di esprimere la propria opinione, anche chi è in Consiglio a pieno titolo e non per grazia ricevuta in base ad una legge truffaldina e che oggi, solo oggi, siedono in cattedra a dispensare critiche e pseudo consigli di correttezza.

Tutto il dire di questa maggioranza si basa su un futuro incerto e fumoso: incontreremo, parleremo, firmeremo, delibereremo ed altro, i fasanesi sul problema sanitario, come anche su altri problemi importanti come Tradeco, tutti ancora irrisolti, vogliono certezze e non promesse!

Prendo spunto dalla dichiarazione del sindaco per lanciare una proposta che è politica ed è alla portata di questa Amministrazione con i suoi grandi appoggi da Fasano, a Bari, a Roma (almeno così dite): Referendum subito, per passare nell’Area Metropolitana di Bari, ed atti concreti ed immediati per risolvere tutti i nostri problemi amministrativi! Da sempre, nella provincia di Brindisi non abbiamo contato nulla e, ritengo, che non abbiamo nessun motivo per restarci.

Grazie ancora, Direttore, per avermi concesso ospitalità.

Lascia il tuo commento
I commenti degli utenti
  • Marco Lacirignola ha scritto il 08 marzo 2017 alle 11:57 :

    Santino, come sempre sei stato preciso e nello stesso tempo incisivo nello spiegare i vari accadimenti. Ma ormai siamo alla mercé di politici che della salute pubblica se ne infischiano, pensando ai loro vitalizi (esistono sempre). Io attendo sempre una risposta dai politici di Ostuni( Sen Zizza e Consigliere Continelli) che ci avevano chiamati a raccolta per bloccare la S.S.379 in difesa del loro Ospedale. I nostri POLITICI da 18 anni (in grandissima parte medici) oltre a non muovere un dito, non ci hanno fatto mai capire perché FASANO e non OSTUNI o FRANCAVILLA doveva perdere il proprio Ospedale pur essendo il più popoloso Comune della Provincia dopo il Capoluogo e quello con il più alto numero di presenze turistiche. Mi fermo qui perché in fatto di uffici pubblici trasferiti nelle CITTA’ BIANCHE ce ne sarebbe da parlare per un anno. Saluti Rispondi a Marco Lacirignola

  • giovanni pastore ha scritto il 08 marzo 2017 alle 12:44 :

    Io non appartengo più a nessun partito politico perchè dopo averlo fatto dalla prima volta che è stato possibile votare non ho più voglia di far parte di una incessante e continua battaglia dove il vero si mescola al falso e la buona alla cattiva fede.Desidero commentare solo per amore della verità ,perchè nell’articolo ci sono giusti riferimenti che dovrebbero far riflettere.Anche io in quel fatidico pomeriggio di agosto 2002 ero in piazza Ciaia.Il Presidente Fitto fu costretto a non parlare e ad andarsene dopo essere rimasto,per circa mezz’ora, insieme a un gruppo di simpatizzanti davanti al bar di fronte al Comune.Dalla parte opposta, da un palco, esponenti dell’opposizione di allora ,in tono quasi minaccioso, usando il microfono gridavano ripetutamente :"Fitto vattene,Fitto Vattene,i nostri figli devono nascere nella nostra città a Fasano,Fitto vattene".Fitto se ne andò. Rispondi a giovanni pastore

  • Angelo montanaro ha scritto il 08 marzo 2017 alle 13:37 :

    No ti conosco personalmente ma ai fatto una analisi perfetta non si preoccupi tanto sono alla fine tutti sti cessi piddini devono andare a casa da soli se anno un pochino di dignita’ altrimenti ci penseremo noi. Anno ancora la faccia di prenderci per lil culo, mo ci vogliono far capire di mandarci a monopoli, che stanno piu’precipitati di noi ma andate a cacare fatevi rispettare se volete acquistare la fiducia dei cittadini. Cit. Martina Grotaglie. ecc.ecc.non vi vergognate ne loro confronto io come cittadino fasanese si grazie. Rispondi a Angelo montanaro

  • ivana potenza ha scritto il 09 marzo 2017 alle 10:43 :

    Ho condiviso e ammirato il suo discorso in piazza sabato e mi complimento ancora per l’analisi proposta in questo articolo, rispecchia il mio pensiero! Rispondi a ivana potenza

Le più commentate
Le più lette