Halloween in casa Addams

Sentì qualcosa sfiorarle il sedere e diede uno scatto in avanti insieme a un gridolino, poi si voltò e vide una mano fluttuare nell’aria.

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 30 ottobre 2021
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. © immagine tratta dal web

Tutto era pronto per la festa. Lurch, il maggiordomo aveva sistemato lungo il vialetto che conduceva alla casa una serie di zucche vuote con dentro una candela e aveva allestito in una sala attigua all’ingresso un piccolo buffet: gelatine alla saliva di rospo, bonbon di cioccolata ripieni di occhi di serpente, ali di cavallette caramellate, zampette di topo fritte ricoperte di zucchero, una vera prelibatezza. E infine i biscotti di nonna Frump, una ricetta segreta di cui si conoscevano solo due ingredienti: farina di ossa di drago e cannella. Delle grandi brocche piene di succo di radice sanguinaria e miele erano state sistemate all’angolo del tavolo. Intanto i bambini, giocavano con la dinamite sotto lo sguardo attento della madre.

Il campanello suonò, Mercoledì   con uno scatto insolito per il suo temperamento riuscì ad arrivare al portone di ingresso prima di Lurch. Quando aprì teneva in mano un raro esemplare della sua collezione di ragni, mentre una vedova nera le passeggiava sull’omero.

«Dolcetto o scherzetto?» esclamarono in coro tre bambini, accompagnati dalle loro mamme.

«Mammaaa» chiamò Mercoledì, e fissò i suoi occhi tristi sui nuovi arrivati. Uno  era vestito da zombie e uno da fantasma, mentre l’unica bambina del gruppo era vestita da strega, con una gonna fatta di strisce di velo multicolore su una tuta nera.

«Non si vestono così le streghe» commentò Mercoledì.

La bimba vestita da strega fissò Mercoledì, i suoi capelli neri come la notte raccolti in due lunghe trecce, la pelle bianca più della farina, il vestito nero,  tutto abbottonato, i grandi occhi  contornati da ombre scure, e la bocca esangue.

«E tu come ti sei vestita?» domandò

«Io sono vestita da me».

La bambina la guardò ancora un po’, sorrise e disse:

«Bello!» poi mostrò il piccolo cestino che stringeva tra le mani, «dolcetto o scherzetto?».

Intanto alla porta si erano presentati Lurch, Pugsley e Morticia.

I bambini pensarono come sarebbe stato bello se anche le loro mamme si fossero vestite per Halloween.

Morticia sorrise, «Abitiamo qui da quasi un anno e non conosciamo ancora i nostri vicini. Quale magnifica occasione per stringere amicizia. Prego entrate, abbiamo preparato un piccolo buffet.»

«Io sono Meg Miller» disse una delle mamme stringendo la mano a Morticia «e lei è la mia amica Susan Brown».

Entrarono nel grande ingresso della famiglia Addams.  Notarono che anche la casa era stata decorata per Halloween. Ragnatele agli angoli dei muri, mobili impolverati, botole sul pavimento, fioche luci di candele.

La signora Miller sentì qualcosa sfiorarle il sedere e diede uno scatto in avanti insieme a un gridolino, poi si voltò e vide una mano fluttuare nell’aria.

 Morticia intervenne: «Mano! smetti di importunare le nostre ospiti».

Le ospiti pensarono si trattasse di un giocattolo telecomandato.

«Incredibile! Ma dove lo ha comprato?»

«Mano è sempre stato con noi, ma prego accomodatevi».

Quando entrarono nella sala dove era stato allestito il buffet, furono raggiunti dal padrone di casa. “Che uomo affascinante” pensarono. Si riempirono un piatto di dolcetti e si accomodarono sul divano. I bambini iniziarono a giocare. «Pugsley» disse Morticia, «non usare la ghigliottina e tu Mercoledì togli di mezzo i veleni». Tutti risero e trascorsero un’ora di conversazione piacevolissima.

La signora Brown si alzò per prendere altri dolcetti.

«Che buoni! mi piacerebbe avere la ricetta.»

«È una ricetta segreta di mia madre, purtroppo non ce l’ho neanche io».

Quando andarono via, le due signore ringraziarono Morticia per la squisita ospitalità e la signora Miller la invitò addirittura a prendere un caffè da lei il pomeriggio successivo, insieme ai suoi adorabili bambini, naturalmente. Lanciarono un’ultima occhiata furtiva al padrone di casa, «Gomez, chiamatemi pure Gomez», e ripresero il loro giro.

La famiglia Addams si riunì in salotto.Elettrizzata.

Per la prima volta nella loro vita si sentirono accettati. «Pugsley, lascia quell’accetta!». Fantasticarono che non sarebbero stati più costretti a fare le loro passeggiate solo di notte, che la gente non li avrebbe additati e non sarebbe scappata incontrandoli per strada.

Il pomeriggio successivo indossarono tutti il loro abito migliore, rigorosamente nero. Solo Pugsley infilò una delle sue magliette a righe. La sua preferita, quella che lo faceva sembrare più grasso.

Morticia si spruzzò anche due gocce di Maliarda, il costosissimo e raro profumo fatto arrivare espressamente dalla Transilvania che riservava solo alle occasioni speciali.

Prima di uscire intimò ai suoi figli: «Mercoledì, lascia tutti i tuoi ragni a casa e tu Pugsley le tue armi, compreso il coltello a serramanico che nascondi sotto la maglietta».

Camminarono per i viali del quartiere salutando tutti quelli che incontravano. Alcuni si spostavano sull’altro marciapiede, altri pensavano che non si fossero tolti il costume del giorno prima, qualcuno sobbalzava spaventato.

Bussarono alla porta della signora Miller che venne subito ad aprire. L’ampio sorriso che si era stampato sulle labbra svanì non appena vide i suoi ospiti. Le venne il dubbio che fossero un po’ strani, sperò non pericolosi. Ma ormi c’erano e li fece accomodare, offrì il caffè e una squisita torta al cioccolato. Succo di frutta per i bambini. I signori Addams furono affabili e brillanti, Mercoledì e Pugsley composti ed educati. Praticamente perfetti. Ma la signora Miller li guardava stranita senza sapere che dire, i suoi bambini che la sera prima avevano giocato, riso e scherzato, se ne stavano seduti sul divano stretti da un lato e dall’altro alla loro mamma, la quale non trovava più Gomez tanto affascinante. Il pallore della famiglia Addams era insostenibile.

«Come mai avete ancora indosso i vestiti di Hallowen?» domandò a un certo punto.

«Ma noi ci vestiamo sempre così» rispose Morticia.

La signora Miller guardò i suoi figli, «bambini, andate nelle vostre stanze, è ora di fare i compiti»

Poi si alzò dal divano con un movimento scomposto, le mani le tremavano.

«Mi dispiace, ma ieri avevo dimenticato di avere un impegno. Li accompagnò alla porta e quando furono usciti, la chiuse a chiave.

Gli Addams se ne tornarono a casa un po’ delusi. La gente faceva spazio al loro passaggio. Una lacrima silenziosa scivolò sulla guancia di Morticia. Gomez le prese la mano e gliela baciò.

«Cherì» sospirò lei, guardandolo con occhi cadaverici.

«Torniamo nella nostra splendida tetra casa» le sussurrò Gomes, «possiamo stare fra la gente comune solo una volta all’anno e non è detto che sia un male».

Raffaella Ricci

 

 

 

 

 

   

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