Passioni

E le civette? non credi che ne abbiamo già abbastanza per casa?

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 09 ottobre 2021
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. © immagine tratta dal web

In casa di Alberto e Daria non c’è posto per le loro passioni. Devono trovare una casa più grande oppure rinunciare a qualcosa, alle riviste sui motori di Alberto ad esempio, o a quelle di arredamento di Daria.

Sarebbe così semplice seguire tutto su internet, scegliere gli articoli più interessanti e salvarli in una cartella, ma Alberto e Daria sono… bè diciamo che sono un po’ vintage e al computer preferiscono il giornale da sfogliare, da conservare e da andare a cercare quando più gli aggrada.

Su questo sono d’accordo entrambi, si riconoscono affini, accomunati dalla stessa esigenza. Bene, ma casa più grande o gettare via le vecchie riviste?

«Se comprassimo una casa più grande fra qualche anno saremmo punto e a capo» dice Alberto, «dobbiamo eliminare qualcosa.»

«Che ne dici di tenere in garage le tue riviste» dice Daria, «Compriamo uno scaffale e le tieni lì a portata di mano, visto che il garage è diventato la tua officina personale. Dentro ci tieni 3 moto e il banco del perfetto meccanico e ormai sono costretta a parcheggiare l’auto per strada.»

«Vedi Daria, quando lavoro sulle moto non guardo le riviste, è come per te che non guardi le pagine di arredamento quando spolveri. Dobbiamo trovare un’altra soluzione. Potremmo mettere delle mensole sopra le porte.»

«Mica ci puoi mettere i giornali.»

«I giornali no, ma i tuoi libri sì.»

«Non posso salire su una scala ogni volta che cerco un libro, lo sai che soffro di vertigini.»

«E allora dovrai rinunciare alla tua collezione di civette, le mettiamo in una scatola e vedrai quanto posto viene fuori.»

«Stai scherzando vero? E come se chiedessi a te di rinunciare alla tua collezione di pipe.»

«Non è la stessa cosa, io ho in tutto 30 pipe contro le tue 120 civette.»

«E i tuoi LP? Il tuo giradischi, le casse acustiche e tutte le altre diavolerie?  Non potresti ascoltare la musica su Spotify?»

«Sarebbe un sacrilegio».

E restano entrambi in silenzio, alla ricerca di una soluzione difficile da trovare.

«Ai “pumi” non rinuncio» dice Daria, «e neanche al cavalletto, ai miei colori e alle tele.»

«So quanto ci tieni, non te lo chiederei mai.»

«E neanche io ti chiederei mai di rinunciare alla tua piccola camera oscura, né al tuo studio.»

«La camera degli ospiti vorrai dire.»

«Chiamala come vuoi, ma a questo punto della vita basta con le rinunce, le passioni sono parte integrante di noi, ci completano, ci rendono felici, appagati.»

«E allora?» domanda Alberto.

«Allora dobbiamo comprare una casa più grande.»

«Con quello che costano le case in questa città è praticamente impossibile.»

«Non fare il tirchio adesso, basta comprare qualche rivista di motori in meno.»

«Oppure di arredamento.»

«Magari potresti vendere due moto e trasferire in garage la tua camera oscura.»

«Bè anche tu potresti evitare di comprare altri libri, se non sbaglio ti ho regalato un Kobo due anni fa.»

«Il Kobo non è la stessa cosa di un libro.»

«Ok, non è la stessa cosa. E le civette? non credi che ne abbiamo già abbastanza per casa?»

«Che vuoi dire?» esclama Daria, «che devo rinunciare alle mie civette, ai miei “pumi”, alle mie tele mentre tu… tu…»

«Non è questo il punto.»

«Ecco, bravo, non è questo il punto. Comincia tu a eliminare qualcosa» ed esce dalla stanza sbattendo la porta.

Alberto si lascia andare su una poltrona, inizia a fissare un punto indefinito della parete tappezzata di quadri dipinti da sua moglie e si domanda a cosa dovrebbe rinunciare.

Ma Daria ha ragione, a questo punto della vita, basta con le rinunce. Continua a guardare i dipinti sulla parete, non gli sono mai piaciuti. Chiude gli occhi e dopo qualche minuto reclina il capo. Non è facile capire se sta pensando o si è addormentato.

Un rumore di chiodi e martello lo fa sussultare, sua moglie nell’altra stanza appende un quadro. Si sveglia di colpo e spalanca gli occhi, ma forse stava solo meditando.

«Ho trovato» esclama, «mi trasferisco nella casa che mi hanno lasciato i miei genitori. Come ho fatto a non pensarci prima! È piccola ma per me e le mie cose è più che sufficiente e lei qui avrà tanto spazio in più».

Sì, certamente stava meditando. Si alza dalla poltrona, sorride compiaciuto e con passo veloce va verso la porta, la apre.

«Dariaaaa! ho la soluzione».

 

Raffaella Ricci

 

 

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