La camera degli ospiti

Bè, si sa che le donne vivono più a lungo e poi tu hai sei anni più di me, è logico che sia io a restare vedova

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 02 ottobre 2021
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. © immagine tratta dal web

Quando si sono trasferiti nella nuova casa, più piccola della precedente perché i figli sono andati a vivere per conto loro, Alberto ha voluto lo studio e Daria la camera degli ospiti.

«Voglio lo studio per consultare i miei libri, leggere il giornale, tenere in ordine le bollette, controllare le utenze e compilare la dichiarazione dei redditi.»

«Ci serve la camera degli ospiti per ospitare i nipoti, per mia cugina Claudia quando viene a trovarci, e anche per quando avrò bisogno di una badante».

Alberto l’ha guardata sollevando un solo sopracciglio, «Che vuol dire quando avrai bisogno della badante?»

«Bè, si sa che le donne vivono più a lungo e poi tu hai sei anni più di me, è logico che sia io a restare vedova».

E qui Alberto, senza scendere nei dettagli, ha fatto un gesto scaramantico piuttosto vigoroso, Daria ha continuato:

«Chi, chi si occuperà di me quando sarò incapace di badare a me stessa? Tu avrai la fortuna di essere accudito amorevolmente, di stringere la mia mano mentre esalerai l’ultimo respiro…»

«Non esagerare adesso.»

«Non esagero, siamo invecchiati sai? Tu più di me. E poi prendi tante pillole, per il colesterolo, l’artrosi cervicale, la circolazione e anche la pressione, mentre io prendo solo la vitamina D, un integratore. No dico ti rendi conto. A volte penso che mi lascerai davvero troppo presto e cosa ne sarà di me? Dimmi, cosa ne sarà?».

Alberto ha spalancato gli occhi, le palpebre immobili, la bocca socchiusa con la lingua protrusa tra le labbra, e si è domandato come ha fatto a suo tempo a innamorarsi di una donna così insensibile. Ma Daria non si è accorta del suo sconcerto ed è restata in attesa di una risposta in merito a cosa farà lei dopo la morte di lui.

Quando si è ripreso è riuscito a dire:  

«Io ho 63 anni e tu 57, non ti sembra un po’ prematuro pensare a queste cose? E poi lo studio, in seguito, si può sempre trasformare in camera degli ospiti». Gli è costato molto usare la locuzione “in seguito”, quindi si è voltato, ha preso la giacca ed è andato a fare una passeggiata.

Per Daria quello è stato il segnale che Alberto fosse d’accordo per la camera degli ospiti.

Ma poiché è profondamente convinta di essere una persona altruista, generosa e sensibile, e qui ci fermiamo perché se fosse per lei non basterebbe il vocabolario per elencare tutti i suoi pregi, nella nuova casa c’è la camera degli ospiti con un piccolo scrittoio e la libreria sul lato corto della stanza, non è proprio quello che Alberto avrebbe voluto, ma bisogna sapersi accontentare e lui con Daria ha imparato a farlo.

Solo che, dopo cinque anni la cugina Claudia non è mai andata a trovarli, i nipoti non sono neanche arrivati e Alberto usa il tavolo da pranzo per aprire i suoi libri, prendere appunti e fare tutto quello che avrebbe voluto fare nello studio.

L’altra sera mentre si infilava il pigiama per andare a letto, Daria, in camicia da notte, ha preso il suo cuscino è ha detto:

«Vado a dormire nella camera degli ospiti, russi come un orso in letargo. Neanche i calci che ti do ogni notte ti fanno cambiare posizione».

Alberto si è infilato sotto le coperte, ha spento la luce e chiuso gli occhi, ha sorriso e, un attimo prima di addormentarsi, ha pensato che In fondo la camera degli ospiti serve a qualcosa.

Raffaella Ricci

 

 

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