Ho una teoria

E va bene, visto che insistete ve la dico, ma poi non ne voglio più parlare

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 18 settembre 2021
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. © immagine tratta dal web

«Ho una teoria» disse Maribel.

Le sue amiche la guardarono stupite, non era mai capitato che Maribel avesse una teoria. Del loro gruppo ad avere teorie erano Simona e Pamela, Luisa aveva dei dubbi, Stefania dei desideri e Maribel era rimasta sempre e solo ad ascoltarle, senza esprimere pareri o arrivare a conclusioni e neanche fornire consigli nel caso qualcuna di loro ne avesse avuto bisogno.

Lei viveva alla giornata, non faceva programmi e se ne faceva li cambiava così come cambiava il vento. Di bello c'era che era allegra, raccontava barzellette e aveva sempre un regalino per ciascuna di loro, come la penna con il tappo di piume di struzzo rosa, o il porta monetine di strass, che nessuna aveva mai usato. Ma lei non se ne curava e continuava a sorridere e ad ascoltarle.

Per cui la circostanza che avesse una teoria le spiazzò. La guardarono come si guarda un’extraterrestre, si scambiarono anche uno sguardo interrogativo tra di loro e all’unisono ripeterono: «Una teoria?».

In quel momento Maribel stava guardando un vestitino azzurro in una vetrina, perché quello era il loro giorno delle vetrine. Gli piaceva andare tutte insieme una volta alla settimana a guardare le vetrine, provare gli abiti e magari non comprare niente a meno che non ci fosse qualcosa di veramente strepitoso. Per cui il contesto in cui Maribel disse: «Ho una teoria» era piuttosto inusuale e la sua esternazione inopportuna. In genere le teorie richiedevano sacralità e venivano espresse quando tutte e cinque si trovavano in casa dell’una o dell’altra intorno a un tavolo a bersi un caffè o sedute sul divano a non far niente. Simona una volta aveva espresso una teoria in una chiamata di gruppo su WhatsApp,  e Pamela quella volta che erano andate a trovare Stefania in ospedale, che aveva battuto la testa cadendo dalla bici, ma mai quando erano in giro per shopping. Non si può unire il sacro col profano.

Maribel quindi stravolgeva il luogo, il modo e il tempo, ma soprattutto stravolgeva una regola, dava uno spintone a un punto fermo, facendole sprofondare in un pantano di perché e di come mai.

Le teorie avevano bisogno di tempo tutto per loro, di ore per essere esaminate, analizzate, confutate, accettate e archiviate. Ora tutto questo non si poteva fare, ma lei aveva detto “ho una teoria” e loro volevano assolutamente sapere quale fosse.

«Avete visto com’è carino quell’abito?» disse Maribel, incurante del fatto che le sue amiche si erano chiuse in cerchio intorno a lei per sentire quale teoria avesse da esprimere.

 «Che dite, lo provo?».

Solo allora si accorse che Simona, Pamela, Luisa e Stefania la fissavano. In un modo strano, a dire la verità.

«Bè, che c’è?» domandò.

«Aspettiamo di conoscere la tua teoria» disse Luisa per tutte.

«No, ma dai, è solo un pensiero così.»

«Così come?» disse Stefania.

«Già, così come?» ripeterono in coro.

«Sentite era solo una riflessione, oggi è il giorno delle vetrine.»

«Appunto! Allora perché hai voluto sconvolgere le nostre abitudini con questa storia della teoria.»

«È che mi è venuta in mente all’improvviso. In realtà è da un po' che ci giro intorno, ma solo ora, un attimo prima di vedere il vestito in vetrina, mi è stata perfettamente chiara. Comunque  la mia era più un’esclamazione che un’affermazione.  Non sono io la specialista delle teorie, magari ne parliamo a casa mia uno di questi giorni, con l’ultimo album di Beyonce come sottofondo.»

«Lascia stare l’album di Beyonce, adesso».

Maribel colse in quell’ultima interlocuzione una vibrazione negativa. Sbuffò.

«E va bene, visto che insistete ve la dico, ma poi non ne voglio più parlare».

Stette un attimo a fissare un punto indefinito oltre la recinzione di un cantiere edile per riordinare i pensieri,  si soffermò sui pilastri in cemento armato  come se potessero aiutarla a trovare un modo per iniziare, quindi seguì il movimento del braccio di una gru, si schiarì la gola e disse:

«Ecco, la mia teoria è che…»

Il rumore assordante di un martello pneumatico, impedì a tutte, per quanti sforzi facessero, di sentire quello che Maribel stava dicendo. e di cui in seguito non avrebbe parlato più.

Peccato sarebbe piaciuto anche a noi conoscere la sua teoria.

Raffaella Ricci

 

 

 

 

 

 

 

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