Vestiti, usciamo!

Lo sai che mi piace stare a guardarti mentre ti vesti per uscire

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 08 maggio 2021
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. © immagine tratta dal web

Luisella, da dietro i vetri della finestra, guarda la strada. Sono le sei del pomeriggio ma c’è ancora una luce insistente, che profuma d’estate.

Non sa se esserne contenta.  L’autunno è stato deludente, l’inverno triste e anche la primavera, con le sue giornate piovose, le ha lasciato addosso una impalpabile malinconia, come un velo di polvere sui mobili.

Come fa ora, d’un tratto a pregustare la gioia?

Perché è di questo che parla il tempo tiepido di maggio.

I campi sono una distesa di fiori di acetosella che galleggiano su steli d’erba tenera.

I rami dell’albero di limone, nel giardino, si piegano sotto il peso dei frutti maturi.

Il sole spinge i suoi raggi tra i vicoli e accende di calde sfumature dorate i muri delle case.

«Vestiti, usciamo!».  

Sente le parole di Piero, come se le parlasse dall’altra stanza. Si volta a guardare la foto sul comò, quella scattata ormai troppi anni prima, durante il viaggio di nozze. Com’erano belli, giovani e sorridenti.

Sì, dovrebbe uscire, è stata troppo tempo chiusa in casa, assediata dalla pioggia e dal vento, dalle nubi scure e dal freddo, attanagliata dalla paura, ostaggio della nostalgia.

«Dai vestiti, il tempo è tornato bello».

È difficile dopo tutto il grigio che ha respirato in quei lunghi mesi abituarsi all’esplosione improvvisa della luce. Pensa che quel passaggio avrebbe dovuto essere più graduale per darle il tempo di far scivolare via, poco alla volta, i pensieri tristi che si sono appiccicati sulla pelle come chewing-gum sotto le scarpe.

«Non mi piace tutta questa luce accecante e sfacciata. D’improvviso tutto si colora e fa male agli occhi. Non mi piace» dice, ma non c’è Piero ad ascoltarla.

Da un certo punto in poi la vita è solo un insieme di sottrazioni.

Si ferma, socchiude gli occhi e si vede correre su una spiaggia verso il mare in una giornata di sole. È come un flash che la fa sorridere per un attimo, il tempo di ricordare che allora le piaceva il sole, la sua luce calda, i raggi che le bruciavano la pelle e coloravano di allegria i suoi giorni.

Ora passa la maggior parte del tempo seduta su una sedia a guardare da dietro i vetri il mondo che corre senza di lei e le stagioni che si rincorrono identiche, come i cavallucci sulle giostre di quand’era bambina.

Da quando c’è in giro la pandemia, vive come sotto una campana di vetro e non si raccapezza tra zona rossa, arancione e gialla. Alla televisione hanno detto che torneremo presto alla normalità, che ci sono i vaccini, basta prenotare alla farmacia.

Avrebbe dovuto farlo da tempo.

Potrebbe telefonare, il numero lo conosce a memoria e c’è il ragazzo che le porta le medicine a casa, ma oggi il sole sembra bussare proprio alla sua porta e le basta mettere gli occhiali con le lenti scure per non farsi accecare dalla sua luce ancora così tenace a quest’ora.

Apre la finestra, l’aria tiepida e profumata di fiori pervade la stanza e un pensiero birbante scaccia via a pedate le sue malinconie e i suoi timori.

«Lo sai che mi piace stare a guardarti mentre ti vesti per uscire. Sbrigati, non aspettare che arrivi la sera».

Cerca nell’armadio l’abito più colorato che ha. Si veste, si pettina e mette anche due gocce di profumo ai polsi. Si guarda allo specchio, come per farsi coraggio.

«Ti manca solo un velo di rossetto».

Stende il rossetto sulle labbra, a lui piaceva quella tonalità di rosso, indossa la mascherina, prende le chiavi di casa ed esce sulla via.

 

Raffaella Ricci

 

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I commenti degli utenti
  • Vittoria Alices ha scritto il 08 maggio 2021 alle 14:55 :

    Molto bello. Sintetico chiaro e suggestivo. Fa bene leggerlo. Rispondi a Vittoria Alices

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