Lo spettacolo deve continuare

Ma questa sera non vorrei essere qui, vorrei essere dove sei tu per tutte le volte che non ci sono stato.

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 17 aprile 2021
-
- © immagine tratta dal web

È un teatro la vita, un teatro gremito di gente che cerca il suo posto a sedere. Poltronissima, poltrona, galleria. Anche stasera si alzerà il sipario, le luci si spegneranno e il vociare degli spettatori sfumerà nel buio della sala. Le maschere con le torce puntate sul pavimento accompagneranno gli ultimi ritardatari, mentre le grandi tende rosse si apriranno su un palcoscenico vuoto. Sarà allora che io entrerò in scena per recitare la parte che mi è stata assegnata.

Ma questa sera non vorrei essere qui, vorrei essere dove sei tu per tutte le volte che non ci sono stato.

E invece continuo ad aspettare dietro le quinte che si apra il sipario.

Lo spettacolo deve continuare. Lo hai detto anche tu, sin dai miei primi vagiti di attore.

E lo hai ripetuto come un mantra così tante volte che lo sento inciso sulla  pelle e sulla carne fino alle ossa. Lo spettacolo deve continuare.     

Il più delle volte mi sembra logico seguire il copione che conosco a memoria e andare avanti ora con una battuta, ora con un silenzio, uno sberleffo, una risata, anche con una lacrima quando richiesto. Fine primo tempo, applausi. Secondo tempo, applausi e chiamata alla ribalta. Sì, mi sembra logico il successo della prima serata e di tutte le repliche che seguiranno.   

Ma quando un imprevisto, come una piccola pietra in cui inciampo o un masso che blocca la via, mi costringe a fermarmi, allora mi domando perché salgo ogni sera sul palcoscenico, e tra supposizioni e deduzioni, mi smarrisco.  Dopotutto non sono neanche questo grande attore e forse non vale la pena darmi tanto da fare per nulla, fare progetti su un futuro che non mi aspetterà e inseguire chimere al tramonto.

Manca poco all’inizio, la sala reclama il suo rito, ma invece di ripetere una parte che ormai conosco a memoria, parlo con te.

Ti ricordi le nostre passeggiate in riva al mare? E i pranzi della domenica? I caffè al bar sulla piazza e i gelati l’estate? Ti ricordi quanto ti amavo? Te ne ricorderai ancora ora che sei andata via?

Temo di averti perduta per sempre.

«Tra dieci minuti in scena».

Mi accendo un’ultima sigaretta e chiudo gli occhi.

Rivedo i tuoi sorrisi, i tuoi sguardi lucenti di contentezza o infuocati di rabbia, ombrati a volte da un velo di tristezza. Rivedo le tue mani, in cucina, volteggiare tra fornelli e lavandino, le tue dita che spingono la stoffa sotto l’ago della tua vecchia Singer, mentre il piede preme sul pedale. E ti sento cantare.

Ricordo tutte le parole che mi hai sempre detto quando mi sentivo invincibile come un dio o affranto come un eroe sconfitto.

“Siamo tutti attori sul palcoscenico della vita, a volte siamo il protagonista, altre un comprimario o l’antagonista e altre ancora una semplice comparsa oppure uno spettatore, ma ogni volta il nostro personaggio reclama la nostra migliore interpretazione. Che sia un vincitore o un vinto, un potente o un umile, un maestro o un allievo, non dobbiamo esaltarci o arrenderci, perchè siamo chiamati di volta in volta a interpretare tutti i ruoli. Ciò che conta veramente è lo spettacolo della vita e lo spettacolo deve continuare fino all’ultima replica, fino a quando per l’ultima volta non calerà il sipario".

So che mi hai amato più del possibile, più di quanto qualsiasi uomo o donna possa amare qualcuno, e non immaginavo potesse essere così devastante la mancanza, così alienante il vuoto, così deprimente salire sul palcoscenico per recitare una parte.

Ma sono un attore e lo spettacolo deve continuare.

Raffaella Ricci

 

Lascia il tuo commento
commenti