Una ragazza timida

Non sempre la verità è trasparente come l'acqua

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 02 gennaio 2021
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. © immagine tratta dal web

Mirella se ne stava seduta, con le mani in mano, a un tavolo da dodici a cui avevano aggiunto una sedia per lei, e ora, mentre tutti ballavano, si domandava perché avesse accettato di andare a quella festa. 

«Balla?»

L’uomo si era avvicinato col passo felpato di un felino, o forse era stata la musica ad alto volume che non le aveva consentito di accorgersi di lui.

Sobbalzò sulla sedia  e si portò le mani al petto.

«Mi scusi, non volevo spaventarla».

Arrossì. Arrossiva sempre.

Era un tipo niente male. Alto, bruno, sguardo intenso e mascella volitiva. Anche le labbra erotiche aveva, oltre le spalle larghe e il fisico asciutto. Si sentì subito attratta, e allo stesso tempo in pericolo.

«No grazie, non ballo», rispose.

«Ah!» disse l’uomo deluso, «mi era sembrato…» e fece per allontanarsi.

«Cosa le è sembrato, scusi?» lo apostrofò, alla stregua di un pubblico ministero.

L’imputato sembrava sconcertato.

«Da lontano, mi era sembrato che muovesse i piedi come a seguire i passi del ballo, ma forse mi sono sbagliato».

«Sì, si è sbagliato» concluse secca e tornò a guardare le coppie nella sala che ballavano un fox trot.

Nessuno avrebbe detto che in quel momento stava combattendo una difficile battaglia contro sé stessa.

«Mio Dio, il fox trot» sospirò. 

«Era questo che intendevo» disse l’uomo, «quando ascolta la musica lei fatica a stare ferma, perché dice che non balla?»

 Arrossì. Arrossiva sempre.

Avvertì un sapore dolce tra le labbra e le aumentò la salivazione.

Aveva otto anni, c'era un bar, un'orchestrina suonava un fox, una coppia ballava  tra i tavolini  e un bambino si era fermato davanti a lei con un cono alla fragola in mano. Dalla bocca gli scendevano rivoli rossi che gocciolavano sulla sua maglietta bianca. Un gatto randagio all'angolo del vicolo aveva azzannato un topo sul collo e la fissava con i suoi occhi gialli. " Non guardare"  le aveva detto sua madre ed era passata oltre.

Doveva passare oltre anche lei.

L’uomo approfittò di quel momento in cui i pensieri più strani le si erano affastellati nella testa lasciandola muta a fissarlo.

«Mi chiamo Alberto» disse, sedendosi a una sedia vicino alla sua, «Non sia timida, la sto invitando solo a ballare».

Se c'era una cosa che desiderava più di ogni altra era ballare,ma non poteva e non sapeva neanche come spiegarglielo. La verità non sempre è trasparente come l’acqua. Provò una sensazione di perdita come quando devi lasciare andare qualcosa che hai agognato per tanto tempo.

«Mi piace la musica ma non so ballare» rispose.

«Lei deve solo essere leggera e seguirmi, il resto lo faccio io».

Abbassò lo sguardo e sentì un calore incendiarle il volto, «No guardi proprio non posso, mi succedono cose strane quando ballo».

«Vuole rimanere seduta tutta sola a un tavolo vuoto?».

La prese per mano e si lanciò con lei in un ballo appassionato. Non oppose resistenza.

«Ha visto? Sa ballare benissimo».

Ormai non poteva più fermarsi.

I loro corpi si intrecciarono in circonvoluzioni pericolose, le loro bocche quasi si sfiorarono e nelle narici di Mirella penetrò l’odore maschio e sensuale del suo ballerino. Cominciò ad ansimare, le sue braccia si avvinghiarono alle spalle di lui mentre la teneva stretta a sé. Ebbri uno dell’altra, percorsero tutta la sala a passi di danza e si fermarono nella penombra. Alberto la condusse dietro un separé.

«Ti desidero» disse.

E la baciò sulle labbra, sul collo, sul seno.

Mirella sentì un fremito percorrerle il corpo come una scossa elettrica, poi un’ondata di piacere spazzò via tutti i suoi freni inibitori.

«Ora tocca a me» disse e lo spinse contro un muro, «ti desidero anch’io».

Lui la guardò piacevolmente sorpreso. Sorrise, immaginando l'appagamento che quella ragazza apparentemente timida gli avrebbe procurato.

Sorrise anche lei: «Te l’avevo detto che mi succedono cose strane quando ballo».

Dischiuse le labbra e si lanciò, bramosa, sul collo dell’uomo.

 Sulla sua giugulare esattamente.

RR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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