Buon compleanno Marta...

Devo rinunciare al tubino che avevo deciso di indossare in un momento di inspiegabile ottimismo

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 10 ottobre 2020
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. © immagine tratta dal web

Sono mesi che penso a questo mio compleanno.A volte mi sveglio e sento tutto il peso del tempo che passa e sinceramente non ho nessuna voglia di festeggiare e ancor meno di spegnere sessanta candeline. - Lo so che quando sono troppe ne basta simbolicamente una, ma quell'unica, posta come un vessillo al centro della torta, ha un peso ponderale maggiore di sessanta. - Altre mi alzo e mi guardo allo specchio. Decido di mettermi a dieta, perché in fondo mi basta perdere solo quattro chili per tornare ad essere la strafiga di un tempo, quattro chili depositati sui fianchi. A questa età non vanno via neanche con le cannonate. Basta un biscotto non contemplato, 30 calorie in più, un cioccolatino, per far accomodare un etto di grasso su ogni fianco, ma poi devi osservare almeno 15 giorni di dieta severa per riuscire a perderli. Questo se intervieni in tempo, altrimenti se lasci passare qualche mese la dieta severissima dovrà essere minimo di quaranta giorni.

Ad ogni modo ho deciso di perdere questi quattro chili cinque mesi prima del mio sessantesimo compleanno. Se mi impegno posso farcela, ho pensato, abbinerò un po' di attività fisica supplementare alla palestra e alle camminate tre volte alla settimana. E invece dopo cinque mesi due chili sono ancora lì, uno su un fianco, uno sull'altro.

Devo rinunciare al tubino che avevo deciso di indossare in un momento di inspiegabile ottimismo, metterebbe inesorabilmente in evidenza quei rotolini, si impone una scelta meno grintosa, magari un abito di chiffon morbido sui fianchi, che li accarezzi e li nasconda e valorizzi il punto vita, che è rimasto, bontà sua, sottile.

Per quanto riguarda la location ho scelto un posto anticonvenzionale, un antico stabilimento vinicolo che ha una splendida terrazza vista mare, dove degusteremo vini e piatti della nostra cucina tradizionale. Ci sarà anche un gruppo di musicisti e ballerini di pizzica con cui balleremo le antiche danze popolari. Che ve ne pare?

A me sembrava una bella idea, originale anche. Ecco, a pensarci bene questa scelta della cantina potrebbe dare adito a commenti tipo beve per dimenticare. E sia.

Ormai non posso più cambiare idea, neanche sugli invitati.

Appunto.

Mi sono accorta che su 40 invitati ci sono 24 donne e 16 uomini. Un gap terribile che non so come colmare.

Mi domando perché noi siamo sempre di più, single e di più. Sarà per quel detto, conosciuto già ai tempi di mia nonna, che per ogni uomo ci sono sette donne? O forse anche che le donne vivono più a lungo. Ma questa considerazione va bene per una ottuagenaria non per una sessantenne.

All'appello mancano nove uomini e non so proprio dove trovarli. «Potresti invitare Paolo», mi ha suggerito Stefania, «e magari gli dici di portare i suoi amici».

Niente di più probabile che Paolo invece degli amici si porti appresso le amiche. Inviterò qualche collega libero, anche di seconda mano.

Quindi location, menù, invitati, abito ok, ora mi basta una seduta dall'estetista e una dal parrucchiere per iniziare. Oh no! Non ho ancora scelto la torta, la mia splendida, sontuosa torta di compleanno, perché a sessant'anni hai il diritto di avere una torta sontuosa.

Una fantastica torta a due piani, ricoperta di pasta di mandorle di un tenue color verde acqua su cui spiccheranno 60 piccole margherite gialle che partiranno dal bordo esterno e si adageranno sulla base del primo livello per poi arrampicarsi sino al secondo in un fantastico tripudio di fiori. Nessuna indicazione dell’età, ma solo la scritta Buon compleanno Marta.

Bene ora anche la torta è a posto. Anche se il pasticciere mi ha detto che se deve essere trasportata i due piani corrono qualche rischio.

Che stress organizzare questa festa!

Ed ecco il mio grande giorno. Mi sveglio, come quando ero bambina, con tante aspettative e il desiderio di essere felice.

Tanti beep su whatsapp. Sono le mie amiche che mi fanno gli auguri. Il telefono squilla.

«Pronto?» rispondo senza guardare.

«Buon compleanno Marta…mi sei mancata».

No! Lui no. C'è voluta una vita per dimenticarlo.

Mi sento come uno scoiattolo puntato da una volpe, una lepre stanata da un lupo, un cerbiatto che avverte l’odore del cacciatore. Scatto in piedi, pronta a fuggire, e faccio volare il telefono sul tappeto. Arrivo sino alla porta di casa, ansimo. Questa giornata non è cominciata nel migliore dei modi.

Apro d’istinto la porta e…

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