Quante bufale!

A dire il vero anche a me sembra impossibile, non c'è alcuna base scientifica

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 09 maggio 2020
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- © Immagine tratta dal web

Le due donne erano ferme all’angolo di una strada, debitamente a distanza. Sul volto due mascherine colorate frutto della loro fantasia.

«Ormai è confermato» disse la prima, che si chiamava Giuseppina ma preferiva farsi chiamare Pippa, come la sorella di kate Middleton, senza scienza che quel nome, alla sorella della futura regina d’Inghilterra, derivasse da Philippa e senza coscienza che Pippa, qui da noi, fosse disdicevole da pronunciare.

«Proprio oggi ho verificato su watsapp» proseguì, «il coronavirus è stato creato in laboratorio dagli alieni che vogliono colonizzare la Terra».

L’altra, che di nome faceva Samantha, con l’acca, come il personaggio della serie televisiva “Vita da Strega” di cui sua madre non si era persa neanche una puntata durante la gravidanza, l’allattamento e anche i primi anni di vita della figlia, l’ascoltava perplessa.

«Che strano» obiettò, «sull’ultima rivista on line “Filtri e pozioni” si dice chiaramente che si tratta di un veleno creato da un gruppo di maghi dissidenti che hanno abbracciato la magia nera».

Ora, ad essere perplessa era Pippa. « E che c’entrano i maghi? Mica siamo nella saga di Harry Potter».

«Dimentichi che sono iscritta, da quando sono nata, al Magnifico albo dell’ordine di Morgana» disse Samantha, confermando così le conseguenze nefaste di quel grave trauma infantile.

Nel frattempo Elettra attraversò la strada e le raggiunse. Barcollava. Da ragazzina aveva messo le dita in una presa di corrente e le era rimasto un tremolio costante come quello di una lampadina che si sta per fulminare.

«Ciaooo.» disse, «Non vi ho riconosciute subito. Queste mascherine sono peggio dei burka. State parlando del coronavirus? Ho appena saputo che è una mutazione genetica del comune virus dell’influenza causata dall’ inquinamento elettromagnetico. Sembra che le tv, le radio, i cellulari, ma anche le reti elettriche siano responsabili della pandemia».

«Ma questa cosa non sta né in cielo, né in terra» esordì Samantha.

«Se dovessimo credere a questa fandonia dovremmo tornare all’età della pietra» aggiunse Pippa.

«A dire il vero, anche a me sembra impossibile, non c’è alcuna base scientifica che la confermi, è solo una teoria. Certo che di questi tempi non si sa più a chi dare retta». E un tremito più forte degli altri la scosse da capo a piedi.

«Va bè, tanto quando arriveranno gli alieni, non penso che useremo più i cellulari, la radio o la televisione. E non avremo neanche bisogno di parlare perché loro ci insegneranno a comunicare col pensiero» disse Pippa.

«Io resto della mia idea» ribadì Samantha, «sono i maghi oscuri la causa di tutto».

Elettra le guardava confusa, avrebbe voluto dire qualcosa, ma non riusciva a trovare le parole. Troppe se ne erano sprecate negli ultimi due mesi. Le ballavano nella testa come tante particelle impazzite e si lanciavano una contro l’altra, creando scintille di cui lei non aveva proprio bisogno.

Si era detto, tra l’altro, che alcuni movimenti politici internazionali, non si capiva bene se della destra o della sinistra, avessero volontariamente creato la pandemia per far cadere governi e rompere alleanze. E anche che la colpa fossa delle multinazionali del farmaco, del petrolio, delle armi e perfino di Google.

E se invece fosse stato semplicemente quello che era? Un virus, come tanti altri migliaia di virus che dalla notte dei tempi popolano la terra?

Non si accorsero, le tre donne, che nel frattempo una pattuglia della polizia si era fermata proprio alle loro spalle.

«Documento prego».

Elettra sussultò. Pippa e Samantha guardarono esterefatte i poliziotti.

«Signore, non sapete che c’è il divieto di assembramento? Dobbiamo elevare la multa. Sono cinquecento euro a testa».


Raffaella Ricci

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