Stiamo tutti a casa - Grande successo della nostra iniziativa

continuate a inviare i vostri racconti a fasanolive.pausacaffe@gmail.com

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - lunedì 23 marzo 2020
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. © Immagine tratta dal web

Ed eccoci al terzo appuntamento. Sono stati molti gli scrittori che, da tutt’Italia, hanno inviato i loro racconti. Anche i nostri lettori hanno inviato alla redazione le loro testimonianze. Da questa settimana per mantenere l’ impegno di pubblicare tutti i vostri contributi, i nostri appuntamenti passano da due a tre. Continuate a scriverci, a condividere le vostre riflessioni e i vostri ricordi, le vostre paure, per esorcizzarle , ma anche le piccole gioie, i momenti di tenerezza, che spuntano come piccoli fiori in un vaso dimenticato sul balcone. Vi diamo appuntamento al lunedì, al mercoledì e al venerdì con le vostre storie, mentre il sabato vi aspetto, come sempre, con un mio racconto. Raffaella Ricci.


Il primo racconto di oggi è quello di Valeria Giannone e arriva da Torino. È la testimonianza intensa di una madre che è costretta a stare lontana dai propri figli. Il secondo racconto è di Annalisa Boggia, di Fasano, mamma di tre bambini che ci racconta come restare a casa le ha fatto riscoprire il piacere di giocare con i propri figli. Infine il racconto di Vera Vecchio che in questo silenzio rarefatto ne ricorda un altro, terribile, del 2012 a Brindisi. Grazie a tutte loro


AFFACCIATA SU UN CORTILE SENZA LUNA

Sono qui, affacciata su un cortile opalescente, senza luna, penso ai miei figli.

A quanto sia strana la vita. Che ti mette alla prova e ti costringe a scegliere.

Vorrei averli vicino, dare loro un po’ della mia forza incosciente e prenderne a mia volta. Ho una scorza dura, mi dicono, ma alla fine di questo periodo non so cosa rimarrà.

Scarnificata dalla solitudine e dai pensieri.

Ma oggi l’unico modo di proteggerli è stare lontana.

Un padre e una madre che farebbero tutto per loro.

E lo fanno. In modo assurdo.

Io, al nord, che rinuncio a prendere l’aereo per restare in una città non mia, silente e vuota e incantata.

Mi sento coraggiosa? No, solo materna e stranamente prudente così, come so.

Senza presunzione.

Non siamo noi i gli eroi , gli eroi non si chiudono nelle loro case, eroi sono coloro che combattono le proprie quotidiane battaglie nelle corsie di un ospedale.

Come il loro padre, che ha dovuto, per questo, allontanarli da sé. Anche lui.

Ora siete soli, in una grande casa. Forse vi sentirete abbandonati.

Forse non sentirete quanto vi vogliamo bene. Ma noi sappiamo farlo solo così.


Valeria Giannone da Torino

Due lauree, funzionario presso la direzione centrale dell’Istituto San Paolo di Torino, ha scritto su noidonne.org e alcuni articoli su Quotidiano. Attualmente scrive per Agenda Brindisi.



QUESTO BRUTTO PERIODO

Ciao sono Annalisa titolare di un parrucchiere a Fasano. Da martedì sono chiusa a casa con la cosa più preziosa che ho i miei 3 figli ...

Non ho mai avuto tutto questo tempo per stare con loro, anzi arrivavo da lavoro e potevo solo cucinare lavare e tornare a lavoro.

Ora finalmente sto avendo il piacere di trascorrere dei giorni con loro senza gridargli contro che è tardi che non devono sporcare perché la mamma deve andar via e non ha tempo ...

Me ne invento tante, dagli esperimenti al cucinare e pasticciare ...

Ho scoperto il piacere di tornare bambina perché a 29 anni un’ attività, un marito, una casa e tre figli me l ‘avevano fatto dimenticare un po’.

Spero che questo maledetto virus sparisca e spero anche che di questo brutto periodo un domani i miei figli ricorderanno solo di aver passato dei giorni belli e spensierati con la loro mamma e il loro papà...

Annalisa Boggia da Fasano



IL RICORDO DEL SILENZIO

Era dal 19 maggio 2012 che la mia città non era in silenzio.

Lo ricordo bene quel silenzio; un silenzio di dolore, un silenzio attonito, un silenzio religioso.

Un silenzio che -paradossalmente- racchiudeva un urlo per una giovane vita spezzata, quella di Melissa Bassi, in seguito ad un attentato avvenuto presso l'istituto scolastico da lei frequentato.

A pensarci ho ancora i brividi.

Oggi come allora: Brindisi tace.

Non tace per scelta, né per commozione e nemmeno per dolore. Tace perché è obbligata a farlo. Tace contagiata , non dal virus ma dalla paura. Teme e attende trepidante le ultime notizie: i bollettini dei morti , dei feriti e dei sopravvissuti. Si, perché questo è un tempo di guerra ...anzi peggio, perché non ci sono alleati e tutti sono dei potenziali nemici.

Così, per riempire questo insolito silenzio, ci si organizza sui balconi ad orari stabiliti: si applaude, si suona, si canta. Il silenzio si spezza, i cuori si uniscono. Una nazione in coro si abbraccia, in attesa di riabbracciarsi per davvero, vittoriosi per aver sconfitto il nemico invisibile.

E poi...ssshhh...torna il silenzio! Tutti nelle nostre mura , uniti da un' unica speranza , da un univoco pensiero e cioè che presto tutto questo passerà e diverrà ricordo: il ricordo del silenzio.

Vera Vecchio da Brindisi

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