Stiamo tutti a casa - il racconto di Alessandro Fort

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Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - giovedì 19 marzo 2020
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. © Immagine tratta dal web


Lo scrittore Alessandro Fort, mestrino, ha accolto l'invito della rubrica "pausa caffè" a scrivere un racconto per i nostri lettori. Come sapete il Veneto è una delle regioni più colpite dal Covid19 e i suoi abitanti già da tempo vivono l'esperienza della spesa al supermercato in un'atmosfera rarefatta e surreale.


LA ZOMBIE SPESA


Questa mattina sono andato al supermercato con guanti e mascherina, entrata contingentata, una persona alla volta, una sola per nucleo familiare. In fila non ci si parlava, eravamo estranei col nostro carrello e anche se ci si conosceva eravamo estranei lo stesso. Ci si guardava sospettosi per il timore che quello prima o quello dopo fosse contagiato e temendo che quello davanti avrebbe potuto prendere l’ultima porzione di carne o scatola di pasta disponibile sugli scaffali.

Quando arrivò il mio turno mi venne da fare un sospiro, ma lo evitai sapendo che al sospiro avrei dovuto replicare con una grande ispirazione, preferii non farlo, sospirai appena appena. Avrei quasi quasi tentato l’apnea o al limite una microrespirazione.

Gli scaffali sono tutti pieni, ma la gente è silenziosa, prende frutta e verdura e la ripone nei sacchetti con l’aria di chi vuol rubare e scappare, non come clienti di un negozio di alimentari. E in questo furtivo muoversi di ladri di frutta e di verdura m’infilo il guanto di plastica obbligatorio.

Ha senso mettersi un guanto di plastica sopra un altro guanto? Ma sì, meglio abbondare!

Passo al banco e qui rimango a distanza di sicurezza. Siamo sette, forse otto… in ordine sparso, mi ricordano i pezzi sulla scacchiera.

“Serviamo il numero 46”.

Controllo il mio… “52”. Sette persone… speriamo che facciano presto. Intanto mi chiedo se sono un pedone, un cavallo o una torre e mentre penso a queste idiozie, i numeri vanno avanti.

“52”… tocca a me. Ah sì, la lista, eccola. Frutta presa, verdura presa… prosciutto cotto, due etti… e via, mi sento fortunato. Tutti ci sentiamo privilegiati quando tocca a noi e godiamo degli sguardi invidiosi degli altri, pur sentendo la loro speranza, che si faccia presto e ci si tolga dalle balle.

Vado nelle corsie e scorro gli scaffali, prendo, scelgo, cambio idea, ripongo… sembra una spesa normale, eppure vedo solo volti bassi, veloci, furtivi. Incrocio il viso di una persona che conosco.

Imbarazzo.

Il saluto è legale? O Non si può? O forse si può ma a distanza?

Faccio un cenno con la testa, quello risponde appena e fugge.

Una signora è ferma davanti alle confezioni di riso, le passo accanto, mi osserva da dietro i suoi occhiali senza dire nulla.

“Ha bisogno di aiuto?”

“Scuote la testa, non apre bocca, ha paura e si attacca allo scaffale per fuggire dalla mia presenza. Proseguo, non vorrei che infilasse la testa fra l’Originario e il Basmati pur di stare lontana.

Nell’area dell’igiene personale c’è un anziano che osserva i dentifrici. Faccio bene a passargli accanto? Cambio corsia? Passo lo stesso ma con la faccia dalla parte opposta?

Passo e per un istante ci guardiamo e azzardo un “Salve”, accenno con la testa, sorrido un po’ e lui – senza mascherina – sorride e risponde: “buon giorno”.

Vado verso la cassa, ci sono due persone prima di me, rimango a distanza. La signora davanti si volta appena ed io la saluto, ma lei si volta, non risponde. Vabbè, pazienza.

Un paio di secondi dopo si gira e mi parla: “Che giornate strane, eh?”

Un ragazzo della fila parallela approva con la testa, l’uomo dietro di lui fa un commento: “Sembra di essere diretti al plotone di esecuzione”.

La signora lo guarda e con il capo annuisce.

La fila avanza, la cassiera ha la fronte corrucciata, la si capisce, con centinaia di clienti. La signora le regala un sorriso e le parla: “Buon giorno, come va?”

E la cassiera risponde: “Cosa vuole, va!”.

Ma intanto le scompaiono le rughe sulla fronte e la spesa diventa più normale e scopriamo di non essere degli zombie.


Alessandro Fort (Mestre 1963), psicologo formatore e docente di Scienze Umane, appassionato di cultura cinese ed escursionismo in montagna, è autore di pubblicazioni caratterizzate da temi esistenziali fra cui i romanzi “Sul bufalo d’acqua”, “Yuan e Xin Li” “Il mio sentiero”, “I silenzi di Fumegai”. Ha scritto numerosi racconti in antologie di AA.VV. e curato rubriche su riviste. Scrive per passione, ma più ancora per esprimere quello che sente e pensa della realtà e del suo mondo interiore! Per Info: Facebook e https://fortalessandropensiero.blogspot.c

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