Natale in famiglia.

Buon Natale Marta - Buon Natale Fabio

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 21 dicembre 2019
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. © Immagine tratta dal web

Forse dovrei raccontarvi una bella storia di Natale.

Una di quelle storie di famiglie felici.

Dove i personaggi si scambiano doni, che non sono riciclati ma pensati proprio per chi deve riceverli.

E tutti, con i loro volti sorridenti e i loro vestiti eleganti, si siedono attorno a una tavola riccamente imbandita.

Anche la padrona di casa (che non ha la cameriera) ha un viso sorridente.

E Il nonno, seduto su una comoda poltrona vicino al camino scoppiettante, tiene sulle ginocchia i nipotini che recitano le poesie di Natale.

Sotto al grande albero luccicante ci sono tanti pacchi colorati.

Ma nessuno pensa ai regali.

È il momento di vivere lo spirito del Natale.

Una musica si diffonde, dolce come un cielo stellato attraversato da una cometa.

Solo che questa è la pubblicità di un panettone!

Quindi vi auguro con tutto il cuore che possiate trascorrere un Natale perfetto come quello della pubblicità.

Ma io ho un altro Natale in famiglia da raccontare.

Ed è quello di Marta che la vigilia di Natale smette di lavorare alle cinque. Corre al supermercato a fare la spesa e poi a casa a preparare la cena.

Posa le buste sul tavolo in cucina e riesce a malapena a togliersi le scarpe e a infilare un paio di ciabatte.

Quindi inforna il polpettone con le patate, mette sul fuoco il brodo di pollo e apparecchia la tavola in soggiorno.

Ma è anche il Natale di Fabio che esce dall’ufficio alle sette e va a prendere i bambini che sono dai nonni.

Prende anche i nonni.

I nonni sono distrutti e, nonostante questo sia pure il loro Natale, preferirebbero restarsene a casa, perché i bambini sono stati tutto il giorno iperattivi e non c’è stato verso di farli dormire un po’ nel pomeriggio.

Marta intanto ha preparato la macedonia e una crema chantilly.

Va in bagno a darsi una rinfrescata e quando si guarda nello specchio si vede brutta anche se è solo stanca.

Torna in cucina, Fabio apre la porta di casa. I bambini entrano gridando, la nonna si lamenta e il nonno va in cerca di una poltrona dove sedersi, possibilmente il più lontano possibile dai suoi nipoti, perché in quella giornata ne ha avuto già abbastanza.

Fabio mette in frigo lo spumante che ha comprato al volo all’enoteca sotto casa e saluta con un sorriso tirato sua moglie.

Ha avuto una pessima giornata ma è la vigilia di Natale e i bambini ci tengono tanto.

“Non ho preso un regalo per Marta” pensa, mentre automaticamente la bacia su una guancia e le chiede — Com’è andata oggi?

“Non ho preso un regalo per Fabio” pensa Marta, mentre gli risponde — Fammi una domanda di riserva.

I bambini sono troppo eccitati. In fondo questo è prima di tutto il loro Natale.

— Quando apriamo i regali? — domandano come due mitragliette che sparano colpi a ripetizione.

Il nonno sulla poltrona si è addormentato sfinito e ha cominciato a russare, la nonna continua a lamentarsi mentre porta a tavola le bottiglie dell’acqua, il pane, e il parmigiano.

Bussano alla porta. Luigi, il fratello di Fabio con sua moglie Enrica e i figli entrano. Ora i bambini sovraeccitati sono quattro, il più piccolo piange, non si capisce bene per cosa, gli altri tre si inseguono intorno al tavolo. Cade una sedia, il nonno si sveglia di soprassalto, la nonna si lamenta, Luigi mette i suoi pacchi sotto l’albero.

— Anche voi Spelacchio? — dice, convinto di essere spiritoso. Marta si domanda perché anche Luigi debba far parte del suo Natale.

Enrica pensa “Speriamo che Marta non si accorga che il regalo che le ho portato è riciclato”.

Anche Enrica è stanca. La vigilia ha sempre il turno che finisce alle otto.

"Lo chiede lei, così ha una buona scusa per farsi invitare” pensa Marta con una punta di cattiveria e sfodera uno dei suoi migliori sorrisi falsi.

"Chissà quale dei regali che ha ricevuto l'anno scorso mi sta rifilando".

Enrica ha portato un panettone. È lo stesso della pubblicità.

Ma a parte il panettone nulla è come vorremmo che fosse o come ce lo siamo sempre immaginato.

E quindi...

Tanti auguri al nostro Natale imperfetto, alle corse al supermercato, ai nostri piedi stanchi, a noi che non abbiamo fatto in tempo a comprare un regalo per la persona che amiamo, alle nostre giornate stressanti, ai bambini chiassosi, al nonno che russa in poltrona e alla nonna che si lamenta. Tanti auguri al nostro brutto albero di Natale, al cognato "spiritoso", ai regali riciclati, a chi fa in modo di farsi invitare, alla confusione, allo spumante comprato all’ultimo momento e al panettone della pubblicità. Anche se preferiamo il pandoro.

— Buon Natale Marta. Non ho fatto in tempo a prenderti un regalo.

— Buon Natale Fabio. Neanch’io.

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