Ho tante cose da dirti

Ho tante cose da dirti

C'eravamo tanto amati

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 31 agosto 2019
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- © Immagine tratta dal web

Ho tante cose da dirti che se provo a contarle a un certo punto mi perdo e devo ricominciare.

Ho tante cose da dirti che non so da dove iniziare. E non so neanche, tra tutte, qual è la cosa giusta, più giusta di tutte le altre, da dirti.

La cosa che vuoi sentirti dire qual è?

E allora sto zitta perché vorrei dirti qualcosa che nessuna ti ha mai detto, oppure qualcosa di semplice ma intenso come “ti amo”.

Ho tante cose da dirti mentre ti guardo parlarmi e non ti sento. O forse ti sento anche se non vorrei e poi le cose che voglio dirti affollano la mia testa che mi riesce difficile decifrare le tue parole. Ma so, so, di cosa stai parlando.

Succede sai di non aver bisogno di ascoltare perché le cose dette sono già state ripetute infinite volte da saperle a memoria.

Ho tante cose da dirti mentre muovi le mani nell ’aria per farmi capire le tue ragioni e io invece seguo i ghirigori che disegni inconsapevolmente davanti ai miei occhi e a ogni linea, a ogni curva affido una delle tante cose che vorrei dirti e la lascio andare. Così faccio un po’ di pulizia nei miei pensieri, metto ordine e creo un piccolo spazio vuoto dove tutte le altre cose che ho da dirti possono stare più comode e, magari, venire fuori piano piano.

Ho tante cose da dirti mentre ti seguo in camera da letto e ti vedo aprire l’armadio e infilare tutta la tua roba in una valigia. Ma una valigia non basta a portarti via tutti questi anni vissuti insieme e allora vorrei dirti che ti farò avere tutta la tua roba prima o poi e invece resto muta a osservare i tuoi movimenti che stanno cancellando le tracce di te nella mia vita. E quindi che senso ha ora dirti tutte le cose che vorrei dirti. Non servirebbero a farti restare e le cancello, una a una, con un tratto rosso, come su una pagina piena di errori.

Ho tante cose da dirti mentre mi abbracci come se stessi solo partendo per uno dei tuoi viaggi di lavoro e dovessi tornare dopo una o due settimane. Sappiamo entrambi che non tornerai. Forse mi telefonerai per chiedermi come sto, ma solo i primi tempi fino a quando i sensi di colpa lasceranno il posto a nuove emozioni, nuovi amori e ti metterai l’anima in pace dicendoti che ce la faccio da sola. Ed è vero, da sola ce la faccio ma non sto con te perché ho bisogno di qualcuno che faccia le cose per me.

Ecco! Forse questo te lo potrei dire, ma tu hai già aperto la porta e stai andando via.

Ho tante cose da dirti mente percorri il piccolo viale davanti alla casa. Le tue spalle sono incassate come quelle di un ragazzo scoperto a fare qualcosa che non doveva o forse è solo il peso delle valigie che ti porti appresso a farti apparire così colpevole. Potrei ancora correrti dietro, bloccarti per dirti tutte le cose che ho da dirti,che poi, a pensarci bene, non sono più neanche tante, ormai.

Ma sono troppo stanca per correrti dietro.

Ho tante cose da dirti, continuo a ripetermi anche se non è vero, quando, arrivato all’ auto, ti volti a salutarmi. Apri lo sportello ed entri. Abbassi il finestrino, lo fai sempre, in qualsiasi stagione,perché ti manca l’aria ogni volta che entri nell’ auto. Alzi ancora una volta lo sguardo verso di me, poi metti in moto e riscaldi il motore prima di partire.

E allora…allora comincio a correre lungo il viale per raggiungerti e dirti quell’ ultima cosa che mi è rimasta da dirti, l’unica che valga veramente la pena, prima che tu vada via per sempre dalla mia vita.

Hai quell ’espressione soddisfatta che assumi quando pensi di poter essere il solo a consolarmi come se in questo caso tu fossi un altro da te, un altro dall’ uomo che mi ha appena mollata. Sei pronto perfino a offrirmi la tua spalla, a sostenermi in questo momento così difficile per me.

Ti ho raggiunto.

Ansimo.

Mi chiedi che succede mentre il tuo ego ipertrofico fa gonfiare anche l’auto.

Lo sai che questa è l’ ultima possibilità che ho per provare a fermarti.

Sono piegata in due.

Con la mano ti faccio cenno di attendere che l’aria ritorni a respirarmi.

Finalmente il battito si placa, ora le parole possono scorrere insieme al fiato che mi riempie i polmoni e ti dico la sola cosa che mi preme dirti, l’unica che conti davvero:

— Hai dimenticato di restituirmi le chiavi di casa!

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