Italianiiii!

Italianiiii!

Echi dal passato

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 17 agosto 2019
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. © Immagine tratta dal web

Cammino sul bagnasciuga, il mare trasparente e affollato da un lato, la spiaggia pure, dall’altro. Gli ombrelloni allineati e bianchi del resort si alternano agli ombrelloni variopinti e scomposti della spiaggia libera, lettini comodi, sempre rigorosamente bianchi, a spiaggine di vari modelli, gente con i braccialetti blu a gente senza braccialetti.

Ma il bagnasciuga è di tutti e tra bambini che corrono verso il mare, ragazzi che giocano con i racchettoni, gruppi di famiglia in posa per una foto ricordo delle indimenticabili vacanze in Puglia, animatori che organizzano giochi in acqua,io passeggio sulla battigia senza pensieri, o almeno senza pensieri apparenti.

La signora magrissima stesa ad arrostirsi al sole.Non ho messo la crema solare che poi anche con la crema solare mi scotto la pelle. Il ragazzo sulla canoa che si allontana dalla riva, mare calmo, cielo fermo, celeste intenso o azzurro? Ahi! Uno spuntone di roccia sotto la sabbia. La giovane donna di colore che fa le treccine a una ragazza, il movimento delle sue mani nere sui capelli biondi.“Coccobello” mi supera con la sua borsa frigo. Caldo, mi bagno fino al collo, i capelli no.Una radio a tutto volume. Un uomo che legge il giornale, in prima pagina il ministro sulla spiaggia, overdose mediatica.Una donna africana con il suo bambino in spalla e una cesta in testa zigzaga tra gli ombrelloni, la fronte imperlata di sudore, sabbia del deserto, fame, guerra, migrante. Il bambino in spalla dorme. Navi dell’ONG, yacht dell’emiro del Qatar, pattino rosso di salvataggio.Non vedo il mio ombrellone blu. Eccolo. Proseguo. Da questo lato la spiaggia è meno affollata, la posidonia spiaggiata allontana i turisti, la spiaggia è viva, praterie nel mare ondeggiano tra le correnti. Ondeggiamo anche noi ancora vivi mentre andiamo alla deriva. Un bambino sotto l’ombrellone gioca con l’iPad. Punto. Facebook. Twitter. Sole, sabbia, mare. I miei piedi nell’acqua, continuo a camminare. Vorrei il silenzio e invece il flusso di coscienza continua a macinare sensazioni, a richiamare in superficie parole che si sono staccate da tante altre sentite e si sono sedimentate da qualche parte nella mia testa.

Datemi pieni poteri!

Ma che cavolo, anche qui! Su questa spiaggia dove vorrei…

Stai sereno!

Ma sereno non sto in questo paese che si sveglia razzista, xenofobo e sempre più povero mentre chi dovrebbe pensare al bene dell'Italia gioca a like sulla nostra pelle.

Un ambulante, forse pachistano o marocchino, non so, si ferma a pochi passi da me, posa il suo stand carico di abiti, e si asciuga la fronte. Il volto segnato dalla fatica e dalla tristezza.

Un uomo seduto sotto un ombrellone si alza e gli porge due albicocche, l’ambulante ringrazia e addenta le due albicocche, il suo viso si rilassa, la sua tristezza si placa, ma la fatica rimane lì, fusa con il suo corpo. Sorride, saluta l’uomo sotto l’ombrellone e si rimette lo stand sulle spalle.

Porti chiusi.

Per fortuna ci sono Uomini sotto l’ombrellone.

Continuo a camminare, arrivo dove finisce la spiaggia e torno indietro.

Ora niente pensieri, neanche quelli liberi che affiorano da soli, quelli non articolati, non organizzati. Niente pensieri ribelli o spaventati, niente paure del futuro. Qui e ora. Voglio godermi questo sole d’agosto, rilassarmi, almeno ora che sono in vacanza. Chiudo gli occhi, inalo il profumo del mare, sento sulla pelle il caldo del sole, la sabbia umida sotto i piedi e un vociare confuso di sottofondo. Li riapro. L'orizzonte è limpido, il sole è alto, neanche una nuvola in cielo…

Italianiiii!