Carola

Carola

Carola Rackete e la sua decisione di entrare nelle acque territoriali italiane

Raffaella Ricci Pausa Caffè
Fasano - sabato 27 luglio 2019
Carola Rackete
Carola Rackete © Immagine tratta dal web

Carola guida un nave. Non ha tempo per mettersi lo smalto alle unghie. Non lo desidera nemmeno, ha cose più importanti da fare. Carola vuole cambiare il mondo. Ha esattamente l’età in cui si vuole cambiare il mondo, fare qualcosa, dare l’esempio.

Quando la mattina si sveglia, nella sua cabina, raccoglie i lunghi capelli rasta sulla nuca e si guarda in un lembo di specchio, sul lavandino, ma senza interesse, quasi per caso. Non ha tempo per pensare alla peluria che le cresce sulle labbra.

Invece pensa continuamente a quanto sia stata fortunata. Fortunata a nascere nel posto giusto. Perché ci sono posti giusti in cui nascere e posti sbagliati.

Capitano, abbiamo avvistato un’imbarcazione alla deriva!

Posti di fame e posti di guerra. Posti violati e depredati. Posti abusati, dimenticati o cancellati. C’è una lunga storia di disumanità che l’uomo si porta appresso.

— Facciamo rotta verso quell'area!

E tutte le opportunità di una vita al riparo, una brillante carriera, un futuro agiato, le sembrano oltraggiose nei confronti di chi non ha avuto la sua fortuna.

Ferma sulla tolda della nave, Carola scruta il mare. Le onde si susseguono come pieghe liquide entro le quali cerca di scorgere qualcosa o qualcuno. Il giorno segue il suo corso, indifferente. Il buio arriva e nel buio il richiamo degli abissi o il canto infido delle sirene.

— Bisogna far presto, la notte avanza.

Voci, lamenti, pianti. A cui dare un corpo, a cui dare un nome.

Persone.

Al sicuro, finalmente!

Con gli occhi sbarrati e i corpi febbricitanti salgono a bordo uomini, donne e bambini,ognuno con il peso della propria storia da raccontare o anche no. A chi vuoi che importi la storia di una vita in fuga.

A Carola importa.

L’alito freddo del mare la aggredisce. Infila una felpa sulla sua canottiera e cammina sul ponte tra i naufraghi stesi su materassi di fortuna. A ognuno una coperta e una dose di speranza. Sale la scaletta a prua e va sul ponte di comando.

Carola ha i brufoli sul viso, forse la tensione, forse gli ormoni, ma non può preoccuparsene ora. Ora deve portare in salvo quelle persone. Un marinaio le porta una tazza di tè caldo, ne beve un sorso e inizia la sua lunga notte nel Mediterraneo, alla ricerca di un porto amico.

Quanto può durare una notte?

Il tempo regolato dalle albe e dai tramonti diventa un concetto inutile mentre la speranza si consuma insieme ai corpi inariditi dal sole e dal sale. E la notte dura il tempo estenuante dell’attesa.

Poche ore di sonno. Agitate, stanche, pregne di tensione. Carola apre gli occhi a un’altra alba. Dall’oblò della sua cabina vede il mare quieto e la costa. La stessa che ha visto ieri e l’altro ieri e l’altro ieri ancora. Lampedusa è così vicina!

Indossa velocemente un pantalone e una maglietta, non una divisa. A lei non importa la divisa, importa la sostanza, il significato. Sfiora con la mano il ciondolo della collana che porta al collo, i pensieri sfiorano un ricordo. Una passeggiata. Un bacio. Una promessa. Ci rivedremo. Un sorriso che dura un attimo. È bella Carola quando sorride come tutte le ragazze innamorate. Una pausa che sospende la tensione, i pensieri cupi, la decisione da prendere.

Un respiro profondo. Sale sulla plancia di comando per un ultimo appello:

— Ciao, sono Carola, il capitano della Sea Watch 3…

Resta in silenzio, smette di respirare, chiude gli occhi e cerca di captare dall'altra parte della radio un segnale, una voce.

Che non arriva.

Poi esce dalla cabina di comando e guarda i volti stanchi che si sollevano verso lei.

Tutta la sua vita in gioco. Ma non può sottrarsi a quell'ondata di disperazione che la travolge.

Devo fare la cosa giusta. dice.

Ed entra nelle acque territoriali.


Oh Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,

la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambito premio è conquistato… (Walt Whitman)

Altri articoli
Gli articoli più letti