Al teatro Sociale

Applausi per “Il visitatore” nel secondo appuntamento del festival ″Di scena a Fasano″

Il gruppo teatrale "La betulla" porta in scena uno spettacolo in cui Sigmund Freud riceve la visita di uno sconosciuto: Dio o un matto?

Spettacolo
Fasano domenica 22 ottobre 2017
di Madia Lucia Colucci
"Il visitatore" - Gruppo Teatrale "La Betulla © FasanoLive

Ieri, sabato 21 ottobre, è stato portato in scena dal gruppo teatrale "La Betulla" lo spettacolo “Il visistatore” di Éric-Emmanuel Schmitt per il secondo appuntamento della IX edizione del festival nazionale di teatro “Di scena a Fasano”.

Nel suo studio a Vienna, in un’Austria annessa da un mese al Terzo Reich, Sigmund Freud (Bruno Frusca), affranto per la figlia Anna (Mariasole Bannò), portata via da un ufficiale della Gestapo (Nicola Delbono), riceve la visita di uno sconosciuto (Pino Navarretta).

L’intero spettacolo è un dubbio, la ricerca continua di una verità inarrivabile. È la metafora dell’indagine filosofica: il ricercare continuo senza cedere mai, perché «cedere anestetizza lo spirito», come afferma lo stesso Freud. Ogni spettatore, durante l’intera rappresentazione, ha cercato, tentato, sperato, anche inconsciamente, di giungere – come in un giallo – ad una verità, di capire chi davvero fosse il personaggio brillante che scuote la mente del vecchio psicanalista: Dio, un mitomane, un sogno, la pazzia o la sua stessa coscienza?

La piéce è stata caratterizzata da una forte dinamicità nell’azione, nonostante la presenza di un’unica scenografia e di pochi personaggi, i quali sono stati i grado di riempire ed animare il palcoscenico attraverso pochi, semplici e studiati movimenti accompagnati e, soprattutto, sostenuti da un fiume di parole che arrivano dritte alla coscienza dello spettatore e riaccendono la capacità primordiale di ognuno di filosofare, di porsi domande, di avere dubbi, di scegliere di cambiare idea.

Molti temi attuali sono stati trattati, anche velatamente, dall’opera teatrale: l’odio raziale, il quale proviene anche dalla consapevolezza di essere mediocre e dal bisogno di attribuire la responsabilità di tutto al diverso, e la crisi spirituale che caratterizza il nostro secolo, la stessa crisi che vede contrapporsi in Freud l’essere ateo e il bisogno di cercare delle certezze.

Per non spezzare l’incantesimo venutosi a creare, gli applausi, a lungo trattenuti, sono scoppiati fragorosamente solo durante gli inchini finali.

Il direttore artistico Mimmo Capozzi ha informato che la Compagnia "I Navig@ttori" di Bologna non prenderà più parte al festival, pertanto lo spettacolo "L'importanza di chiamarsi Ernesto", previsto per domenica 29 ottobre, sarà sostituito con la commedia brillante "Cornuti e contenti" (adattamento di "Toccata e fuga" di Derek Benfield), rappresentato, come spettacolo fuori concorso, da "La Banda degli onesti" di Altamura.

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