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Tradeco a processo per truffa, Trisciuzzi: «I fasanesi sono stati truffati dal 2012 ad oggi»

«La Procura sembra aver prestato ascolto alla denunce degli attivisti e del portavoce del Movimento 5 Stelle Raffaele Trisciuzzi», si legge nella nota

Politica
Fasano domenica 03 marzo 2019
di La Redazione
Raffaele Trisciuzzi
Raffaele Trisciuzzi © Elena Potenza

«Dopo aver denunciato decine di volte in Consiglio Comunale le violazioni e le inadempienze della Tradeco, davanti all'indifferenza del sindaco, la derisione della maggioranza e spesso l’indifferenza della stampa, la ditta è a processo per truffa il prossimo 6 giugno».

Queste le dichiarazione del Movimento 5 Stelle Fasano.

«La Procura sembra aver prestato ascolto alla denunce degli attivisti e del portavoce del Movimento 5 Stelle Raffaele Trisciuzzi, che hanno cercato di tutelare i fasanesi dalla grande truffa Tradeco, andata avanti per anni e sottovalutata dall'attuale Amministrazione.

Le numerose inadempienze contrattuali hanno sempre caratterizzato il rapporto con la ditta altamurana, e questo era chiaro a tutti senza però destare alcun intervento da parte di chi ha promesso alla Città un taglio col passato.
“Questo processo è l'ennesima prova che avevamo ragione: i fasanesi sono stati truffati, dal 2012 ad oggi - aggiunge Raffaele Trisciuzzi -, abbiamo pagato servizi inesistenti con una Amministrazione che ha fatto, e fa ancora finta di nulla sulla gestione rifiuti. Tant’è che tre giorni fa ha approvato alla cieca 8 milioni e 400 mila euro di servizi per il 2019.”

Ecco i servizi su cui i fasanesi sono stati truffati, e di cui è imputata la Tradeco:

- mancato allestimento del veicolo “eco-point mobile”;

- mancata effettuazione nel periodo estivo del servizio itinerante “eco-point mobile” nei centri urbani di Fasano e frazione;

- mancata fornitura di pulisci spiaggia;

- mancata fornitura di 659 roll-container rispetto a quelli previsti dal progetto nel numero di 699 unità;

- mancato posizionamento di 30 cestini getta rifiuti da 70 litri in pietra, tipo dissuasori del traffico;

- mancata fornitura di 600 contenitori tipo “maialino” per la raccolta di pannolini;
- mancata fornitura di eco-compattatori;

- mancata fornitura ai netturbini di 28 tablet-palmari;

- mancata fornitura di 5028 buste mercato in materiale biodegradabile;

- mancata distribuzione di sacchi per la raccolta di carcasse animali;

- mancata gestione di 2 aree verdi di rondò stradali;

- mancata applicazione del sistema di controllo e monitoraggio delle utenze;

- mancata implementazione del sistema web based “Amica integrata” e fornitura di relative tessere, presupposto della Tariffazione Puntuale;

- mancata fornitura di 10 telecamere per il monitoraggio dei siti degradati;

- la mancata dotazione di un sistema di pesatura per l’utenza presso la sede aziendale.

Tutti servizi mai prestati ma pagati coi soldi dei cittadini, che da subito avevano contestato la truffa dei rifiuti.

Numerose sono state le proteste e le iniziative per ottenere il rispetto del contratto e la riduzione dei costi esorbitanti e ingiustificati della Tari.

A nulla sono valse interrogazioni e mozioni presentanti nei Consigli Comunali.
La truffa iniziata con l’amministrazione Di Bari è proseguita ed è stata clamorosamente prorogata dall’amministrazione Zaccaria. In totale continuità.

È chiaro che se i cittadini fasanesi avessero pagato soltanto i servizi realmente prestati, avrebbero risparmiato una cifra notevole, e con la tariffazione puntuale il territorio non si sarebbe riempito di immondizia.

Adesso speriamo nel seguito di questa nostra azione legale, è giunto il momento che la Città chiedano e ottengano giustizia, e che questa amministrazione decida finalmente da che parte stare».

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