10 curiosità sul mondo della borsa

10 cose che non sai sul mondo della Borsa

In questa guida andiamo a spiegare 10 curiosità sulla Borsa che probabilmente non tutti conoscono

Mondo Imprese
Fasano venerdì 23 luglio 2021
di La Redazione
10 cose che non sai sul mondo della Borsa
10 cose che non sai sul mondo della Borsa © n.c.

In questa guida andiamo a spiegare 10 curiosità sulla Borsa che probabilmente non tutti conoscono.

1. I mercati finanziari in Italia
I mercati italiani si dividono in base al collocamento in primari e secondari. I primi sono quelli che consentono di acquistare titoli in fase di collocamento; nei secondi invece avviene la negoziazione strumenti già emessi.
I mercati italiani possono però essere classificati anche in un altro modo. Innanzitutto abbiamo i mercati regolamentati (come le Borse), che sono sottoposti ad una regolamentazione trasparente e chiara e sono gestiti da Borsa Italiana. Poi ci sono i MTF, che invece sono dei mercati a collocazione multilaterale (gestiti da Sim e Banche).
Infine abbiamo gli internalizzatori sistematici, ossia una tipologia di mercati in cui l'intermediario abilitato funge da controparte esclusiva degli ordini imposti dai propri clienti.

2. Il nuovo regolamento Consob
Il grande successo del trading online ha reso necessaria l'implementazione di una maggiore regolamentazione. Nel 1999, infatti, la Consob (che insieme alla Banca d'Italia è il principale organismo di vigilanza sul mercato italiano) ha stabilito di introdurre il Nuovo Regolamento di attivazione del Testo Unico dei Mercati Finanziari. In questo modo, si è resa possibile un'espansione di piccoli e medi investitori, insieme ad un'accelerazione delle innovazioni tecnologiche.

3. Cos'è lo spread e perchè è importante contenerlo
Si sente spesso parlare di spread sui notiziari televisivi, ma ben pochi conoscono il significato di questo termine. Lo spread rappresenta la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani con scadenza decennale (i BTP) e gli equivalenti titoli di stato tedeschi (i Bund).
In altri termini, lo spread è un barometro dello stato di salute dell'economia di un Paese e, nel caso specifico, indica quanto è più rischioso prestare denaro all'Italia rispetto alla Germania, solitamente usata come riferimento in termini solidità economico-finanziaria.
Un aumento dello spread è indicativo di un incremento dei tassi di interessi dei titoli italiani e ciò comporta che lo Stato deve spendere di più per poter finanziare il proprio debito.

4. La crescita dei CFD
L'innovazione digitale e le nuove evoluzioni nel campo della tecnologia hanno permesso al mondo del trading online di attraversare un periodo sensazionale in termini di crescita degli utenti.
I primi servizi di trading online risalgono al 2003, mentre solo negli ultimi anni sono nati nuovi strumenti, come per esempio i CFD (Contracts For Difference), che consentono di investire in azioni senza necessariamente possederle. I CFD nascono nel Regno Unito allo scopo di bypassare la tassa della Regina sui titoli azionari e sono oggi tra gli strumenti più utilizzati da chi decide di investire con il trading online.

5. La crescita dei broker
Si è già detto di quanto sia stata forte la crescita nel mondo del trading online e di come tale boom abbia portato alla nascita di nuovi broker.
Secondo alcune stime recenti, nel mese di Settembre del 2018 erano presenti sul mercato italiano ben 132 broker online (autorizzati dalla Consob), contro i 120 del 2017 e i 115 del 2016.
Si tratta di una crescita esponenziale che segnala come un numero sempre maggiore di investitori si registra sulle piattaforme di trading online per investire i propri risparmi.

6. Le radici antiche del Forex
Non è facile stabilire quando è nato il mercato Forex, ma certamente è possibile sancire una data spartiacque: il 1973. Non è una data casuale, si tratta della fine dei patti di Bretton-Woods.
Altre fonti rivendicano che il Forex abbia radici ancor più remote. I libri di storia sono pieni di riferimenti ai cosiddetti "scambiatori di valute", ossia gli antenati degli odierni Forex Trader. Erano personaggi il cui obiettivo era quello di aiutare mercanti e viaggiatori a cambiare le proprie monete: per questo motivo acquistavano la loro valuta e gli vendevano la valuta locale, dando vita a transazioni tra valute che oggi conosciamo nel Forex.

7. Rischio e rendimento
La relazione tra rischio e rendimento è spesso sconosciuta agli investitori più neofiti. Molti ignorano che in realtà si tratta di due grandezze che crescono insieme.
Nel momento in cui un investitore decide di acquistare un asset con alto rendimento deve essere consapevole che tale rendimento è dovuto ad una maggiore componente di rischio a cui si va incontro.
Il rischio rappresenta il prezzo che si paga per la possibilità di guadagnare maggiormente rispetto ad altre soluzioni di investimento che promettono minori guadagni. No pain, no gain.

8. L'analisi fondamentale
L'analisi fondamentale consiste nello studio delle variabili economiche che possono influenzare l'andamento del prezzo delle azioni di una società.
Sono due, nello specifico, le macro aree che l'analisi fondamentale si riserva di analizzare: la prima è relativa al sistema economico nel suo insieme e comprende variabili come il PIL e il tasso d'inflazione; la seconda è invece basata su un approccio microeconomico e dunque include informazioni relative alla redditività attesa dell'emittente e alla solidità patrimoniale.

9. Le IPO
Le IPO (in inglese Initial Public offering) rappresentano il collocamento dei titoli emessi da una società. Con questo processo, si sancisce il passaggio della società dal privato al pubblico. Prima della quotazione, le azioni della società possono essere acquistate solo dagli investitori iniziali. In seguito all'IPO, la proprietà delle azioni della società quotanda viene immessa in un mercato più ampio.
Quando una società bandisce un'offerta pubblica iniziale lo fa per una serie di motivi, come per esempio aumentare il capitale, incrementare lo spazio di visibilità e incrementare eventuali profitti non distribuiti.

10. Che cos'è il delisting
Si parla di delisting quando una società viene revocata dagli scambi di una borsa valori. In seguito a questa esclusione, si assiste alla rimozione del titolo dal mercato in cui è quotato, manovra che di fatto impedisce la sua negoziazione.
Le ragioni che portano al delisting sono diverse, può avvenire sia per scelta dell'azionista di maggioranza, sia per scelta della Borsa stessa in seguito a irregolarità nelle negoziazioni.

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