Momenti di profonda commozione

I racconti del "Treno della Memoria" all'Istituto Professionale Alberghiero "Salvemini"

Si è svolta lunedì 27 gennaio nella palestra "Franco Zizzi" la manifestazione conclusiva del progetto

Cultura
Fasano martedì 28 gennaio 2020
di La Redazione
Treno della Memoria
Treno della Memoria © n.c.

Si è svolta lunedì 27 gennaio nella palestra "Franco Zizzi" dell'Istituto Professionale Alberghiero "Gaetano Salvemini" di Fasano, la manifestazione conclusiva del progetto "Treno della Memoria".

Gli studenti dell'I.I.S.S. "G. Salvemini", rientrati dalla Polonia, a seguito della partecipazione al progetto "Treno della Memoria", si sono riuniti in assemblea plenaria presso la sede dell'Istituto Alberghiero, e hanno raccontato ai loro compagni di scuola la forte esperienza vissuta nei luoghi della cosiddetta "Memoria", con riflessioni e immagini toccanti, che hanno fotografato la parte più oscura e tragica del Novecento.

I numerosi messaggi letti dagli studenti del "Salvemini" hanno toccatole le corde più profonde della sensibilità dei ragazzi presenti: l'emozione si tagliava a fette e non sono mancati momenti di profonda commozione.

«Il segnale più forte - dice la professoressa Giusi Guarini, dell'Istituto Professionale Alberghiero "G. Salvemini" di Fasano - lanciato dagli studenti che hanno partecipato al progetto "Treno della Memoria", è stato quello che è necessario ricordare e non rimanere indifferenti di fronte a tali atrocità, seguire la luce ed essere giusti».

Anche la dirigente scolastica dell'I.I.S.S. "G. Salvemini" di Fasano, Maria Convertino, ha espresso un plauso incondizionato agli studenti che hanno partecipato al progetto "Treno della Memoria", evidenziando la necessità di ricordare sempre una delle più immani tragedie della storia.

Gli studenti dell'I.I.S.S. "G. Salvemini" hanno seguito con interesse, partecipazione e religioso silenzio l'evento svoltosi nella palestra Zizzi.

I docenti coordinatori del "Progetto della Memoria" sono stati Sabina Colella, Giusi Guarini, Anna Paola Nardelli e Gabriella Greco.

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