Masterclass Fasanolive: intervista a...

"Se puoi sognarlo, puoi farlo!"

Due chiacchiere con Teresa Cecere: la vita, i sogni, i traguardi...

Cultura
Fasano giovedì 16 maggio 2019
di Angelica Fanizza
Teresa Cecere
Teresa Cecere © N.C.

Cominciamo questa chiacchierata con una domanda semplice ma profonda: chi è Teresa Cecere?

“Il mio sogno era lo spettacolo. Ma 25 anni fa per far questo bisognava andare altrove. La mia famiglia non poteva permetterselo. Ho cercato di conciliare gli studi, un piccolo lavoro ed esperienze formative. Mi sono innamorata del musical quando ho visto “Cantando sotto la pioggia” di Paganini. Ho integrato la mia formazione sviluppando competenze. Ho concluso gli studi in lettere insegnando. Ad un certo punto ho deciso di tentare la carriera professionale facendo un’audizione al Teatro Sistina a Roma: sono diventata viceregista. Col passare del tempo la valigia sul letto non mi andava più bene: sono tornata a Fasano.”

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”: inizia così “Il signor musical”. Che valore ha avuto questa citazione di Walt Disney nella sua vita e nella corsa verso i suoi sogni?

“Sono 17 anni che assisto ad un continuo cambio generazionale. Ho visto tanti ragazzi realizzarsi in ambito professionale. Ed in ognuno dei loro successi ho trovato un pezzettino di me. Ma ciò che continuo a fare è rinnovare la motivazione. Molte volte ripeto questa frase a me stessa: che un sogno si realizzi è una cosa meravigliosa. Il libro raccoglie i miei appunti collezionati nel corso degli anni. Il teatro, la danza, la musica sono strumenti che ci permettono di raccontare delle storie.”

Poche settimane fa ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del CD “Semplicemente accade”. Cosa è per lei questo prodotto?

“Questo progetto è legato allo spettacolo “Sarò vostra figlia se non mi fate mangiare le zucchine”, tratto da un romanzo di Tommy Dibari che ha adottato una bambina. Ho preso a cuore questa storia e ne ho scritto uno spettacolo per sensibilizzare riguardo al tema dell’adozione. Poi è venuta l’idea del CD. Ad ogni capitolo corrisponde una canzone che il padre dedica alla figlia. La canzone “Semplicemente accade” tratta il tema dell’amore e dà il nome al CD. Il nostro primo lavoro discografico ha riscontrato più successo di quanto ci aspettavamo. Il ricavato andrà al CIAI. Non vi nascondo che si vocifera di una collaborazione col Teatro Pubblico Pugliese.”

Crede nel teatro come catarsi dell’anima o lo ritiene puro diletto?

“Per me il teatro è piacere. Da qualche anno, però, avverto la necessità di fare del teatro uno strumento di riflessione.Adesso si lavora sull’emigrazione. Ho conosciuto due fumettisti che hanno deciso d’imbarcarsi per collaborare all’azione di salvataggio. Ne hanno fatto un prodotto giornalistico ed io, prendendone spunto, ne ho fatto un lavoro teatrale: il teatro diventa uno strumento con cui lavorare sulle emozioni per formare le coscienze.

Nel corso di questi anni ha accompagnato i ragazzi in viaggi: da “Grease” a “Il tempo delle cattedrali”, dalla follia di Pirandello a “Moulin Rouge”. E lei: in quale mondo è rimasta prigioniera?

“Io non guardo mai video dei miei spettacoli. Ogni volta che lo spettacolo va in scena io sono triste perché devo lasciarlo andare. Ci sono alcune storie che mi hanno toccata più di altre. Ma incastrata no perché non riuscirei ad andare avanti. Se dovessi scegliere, opterei per “Romeo e Giulietta” perché ha segnato la storia “Glitter” e la mia realizzazione personale. Il Glitter nasce come gruppo di amici uniti dall’arte. Partecipammo ad un concorso nazionale dove vincemmo 12 premi su 14. Il direttore dell’Accademia Nazionale ci consigliò di dar vita ad una scuola. Questo accadeva a febbraio: a settembre nasceva il Glitter!”

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