Si è svolto in sala Agape dell'Istituto Professionale Alberghiero "G. Salvemini" di Fasano

Un intenso incontro con lo scrittore Carlo Greppi all’Istituto "G. Salvemini"

L'interazione in aula tra l'autore e gli alunni dell'Istituto Alberghiero ha toccato temi non solo strettamente legati ai due testi letti, ma anche altri concernenti l'esistenza in senso lato e la morte

Cultura
Fasano mercoledì 23 gennaio 2019
di La Redazione
Carlo Greppi
Carlo Greppi © n.c.

Si è svolto in sala Agape dell'Istituto Professionale Alberghiero "G. Salvemini" di Fasano, presieduto da Rosanna Cirasino, l'incontro tra lo scrittore Carlo Greppi e gli studenti nell'ambito del progetto "Letture in corso", coordinato dalle docenti Sabina Colella, Angelica Brunetti e Angela Ranieri Dellino.

Gli studenti, dopo aver letto i libri "Bruciare la frontiera" e "Non restare indietro" di Carlo Greppi, hanno posto diverse e articolate domande sui personaggi e sulle vicende narrate nei due testi, riguardanti la tragedia della Shoah. «Vi dico solo – ha detto visibilmente emozionato Carlo Greppi agli studenti dell’Istituto Alberghiero di Fasano – che ho vissuto un’esperienza drammatica quando sono stato ad Auschwitz. Ho pianto a dirotto, è stato qualcosa di sconvolgente che non si può rappresentare appieno con l’oralità e neppure con la parola scritta. Mi ha segnato profondamente. Da due anni non ci vado e non so se ci tornerò».

Greppi ha sempre risposto con un tocco di originalità alle domande degli studenti: l'interazione in aula tra l'autore e gli alunni dell'Istituto Alberghiero ha toccato temi non solo strettamente legati ai due testi letti, ma anche altri concernenti l'esistenza in senso lato e la morte.

«Argomento tabù - ha detto Greppi - che però invito a trattare nel corso delle lezioni. Ognuno può dare il proprio contributo sviscerando un tema che spesso è fonte di profonde crisi. L'elaborazione del lutto richiede operazioni complesse che possono protrarsi per anni».

Greppi ha poi raccontato agli studenti di essere stato in passato un po' discolo e poco propenso allo studio delle materie scientifiche. «E non a caso - ha aggiunto Greppi - oggi il mio lavoro si fonda sulle mie passioni letterarie. Ma ho il rimpianto di non aver approfondito, quando era il caso di farlo, le conoscenze scientifiche, che oggi mi sarebbero state molto utili».

Nel corso dell’incontro in sala Agape si è anche discusso del problema, di scottante attualità, delle migrazioni. «I migranti - ha detto Greppi - non possono spostarsi dai propri paesi in modo regolare. Possono farlo solo ed esclusivamente affidandosi a scafisti che potrebbero essere definiti trafficanti di esseri umani. I migranti sono maltrattati, stuprati, violentati ma sono costretti a lasciare la terra di origine perché vivono in una sorta di inferno. Ci sono molte similitudini con gli ebrei e la Shoah, inutile nasconderlo. Riflettiamo insieme su questo ed altro e poi forse potremo meglio comprendere le tragedie di tanti uomini, donne, bambini che rischiano la vita pur di trasferirsi in un altro paese».

A conclusione dell’incontro le docenti Colella, Brunetti e Ranieri Dellino hanno ringraziato Carlo Greppi per essere intervenuto e quest’ultimo ha ricambiato dicendo di essere stato quasi “rapito” dall’interesse e dalla partecipazione degli studenti sui temi trattati.

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