Un’eccezionale testimonianza della storia paleocristiana del nostro territorio

L’archeologa fasanese Angela Sciatti nel team di indagine archeologica delle catacombe canosine

Si è svolto sabato, 3 novembre 2018 l’incontro “Catacombe che rinascono. Nuovi scavi e recenti scoperte a Canosa (Località Lamapopoli)” che ha reso noti i risultati dei lavari

Cultura
Fasano martedì 06 novembre 2018
di La Redazione
L’archeologa fasanese Angela Sciatti nel team di indagine archeologica delle catacombe canosine
L’archeologa fasanese Angela Sciatti nel team di indagine archeologica delle catacombe canosine © n.c.

Si è svolto sabato, 3 novembre 2018, a Canosa l’incontro “Catacombe che rinascono. Nuovi scavi e recenti scoperte a Canosa (Località Lamapopoli)”.

L’evento, organizzato dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, a cui due anni fa sono stati affidati i lavori di ricerca, valorizzazione e fruizione del sito archeologico, ha permesso di rendere noti i risultati delle indagini archeologiche, eseguite nel complesso catacombale di Lamapopoli (Canosa di Puglia) quest’anno.
I lavori sono stati possibili grazie all’autorevole direzione della prof.ssa Paola De Santis (Ispettore delle Catacombe della Puglia e membro della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra); i responsabili dello scavo Ginevra Panzarino, Marco Campese e Velia Polito; le archeologhe Angela Sciatti (nostra concittadina), Marta Marzocca, Maria Nunzia Labarbuta, Natasha Antonino, Maria Cornacchia.

L’archeologa fasanese Angela Sciatti, insieme al team della Pontificia Commissione, ha preso parte ai lavori di indagine archeologica e ha portato nella sua città l’esperienza di conoscenza diretta di un così importante patrimonio del nostro territorio che necessita di essere valorizzato, anche oltre i propri confini.
Le catacombe canosine rappresentano un’eccezionale testimonianza della storia paleocristiana del nostro territorio: sono in effetti un unicum nella nostra regione (metà IV - VI secolo d.C.). Si pensi che le catacombe attualmente note in Italia sono quelle di Roma, quelle presenti in Campania ed in Sicilia.
Il termine antico per designare questi monumenti è coemeterium, che deriva dal greco e significa "dormitorio". Esse sono, per lo più, scavate nel tufo. Nelle pareti delle gallerie sono sistemati i “loculi”, ossia le sepolture dei cristiani ordinari realizzate nel senso della lunghezza. Vi si trovano anche tombe più complesse, come gli arcosoli, che comportano lo scavo di un arco sulla cassa di tufo, e i cubicoli, che sono vere e proprie camere sepolcrali. Queste aree funerarie sono solitamente decorate con affreschi parietali ed iscrizioni, testimonianze dell’uso e riuso del luogo da parte dei cristiani.
A partecipare all’incontro, c’erano il sindaco di Canosa, Roberto Morra; l’Assessore alla Programmazione Territoriale, SUE, Archeologia, Politiche della casa, Sabina Lenoci; la Sopraintendente ad interim Archeologia Belle Arti e Paesaggio BAT e Foggia, Maria Giulia Picchione, il direttore del Polo Museale della Puglia, Mariastella Margozzi e ha moderato mons. Felice Bacco, parroco della concattedrale Basilica di San Sabino.
Al termine dell’evento, mons. Pasquale Iacobone (Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra) ha provveduto a consegnare ai partecipanti ai lavori e dunque anche alla nostra archeologa, Angela Sciatti, le pergamene di ringraziamento, da parte del Vaticano, per la partecipazione alle attività di scavo di quest’anno.

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