Festival "Di Scena a Fasano"

“Nel nome del padre”: il primo spettacolo in concorso per la rassegna “Di scena a Fasano”

Rosemary e Aldo, costretti in un limbo, compiono un viaggio dentro se stessi, travolgendo il pubblico

Cultura
Fasano lunedì 08 ottobre 2018
di Madia Lucia Colucci
Festival
Festival "Di scena a Fasano" Spettacolo “Nel nome del padre” Data 07-10-2018 © nc

Si è aperta ufficialmente ieri, domenica 7 ottobre, al Teatro Sociale, la rassegna “Di scena a Fasano” con il primo spettacolo in concorso: “Nel nome del padre” di Luigi Lunari, portato in scena egregiamente dalla compagnia teatrale “La corte dei folli” di Fossano (CN).

Solo due attori sul palcoscenico, Cristina Viglietta e Pinuccio Bellone, rispettivamente Rosemary e Aldo, che in un atto unico da 100 minuti hanno presentato al pubblico l’autentica drammaticità dei personaggi da loro interpretati, in una climax crescente di emozioni e rivelazioni, in cui si sono spogliati dei pesi di una vita irrimediabilmente schiacciata dalle personalità e dalle ambizioni paterne.

I due protagonisti compiono, mano nella mano, un viaggio dentro se stessi, costretti in un limbo, un “non-luogo” e “non-tempo”, in cui le loro personalità, nella loro diversità e pur sembrando all’apparenza divergenti, risultano essere complementari e indispensabili per far sì che entrambi si liberino dei mostri del passato, che entrambi si sentano giusti anche se “non attrezzati per la vita”. “Dio li fa e poi li appaia”, ripete più volte Aldo, ed è proprio così.

Ieri gli attori ci hanno mostrato, in modo inaspettatamente realistico, un behind the scene della vita di due personaggi storici, che mai si sono incontrati nella vita reale, ma che grazie alle studiate parole e alla fantasia travolgente di Luigi Lunari hanno trovato, nel comune addormentarsi nella morte, la serenità affannosamente rincorsa in vita.

Il prossimo appuntamento sarà domenica 14 ottobre alle 19 con lo spettacolo “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, portato in scena dalla compagnia “Giardini dell’Arte” di Firenze.

Lascia il tuo commento
commenti