Avvenuto nella notte del 2 agosto scorso

Un raid in piena regola: continuano le indagini dei Carabinieri

Sono stati ben nove i colpi di arma da fuoco sparati anche ad altezza d’uomo dai quattro indagati

Cronaca
Fasano martedì 06 agosto 2019
di La Redazione
Carabinieri
Carabinieri © n.c.

Un “raid” in piena regola, la lista dei danni causati si allunga vi è anche un televisore andato in frantumi e varie suppellettili presenti nell’abitazione che risultano danneggiati. Uno dei colpi ha attinto un armadio all’interno del quale si erano rifugiate alcune tra le 11 persone presenti all’interno della villa, tra le quali due minori, tutti fortunatamente illesi, ad eccezione di uno, colpito più volte al capo con il calcio della pistola, ha riportato escoriazioni multiple con 15 giorni di prognosi.

E’ stata una vera e propria scorribanda armata annunciata dal potente rombo di motore di un’autovettura di grossa cilindrata che si avvicinava alla villa. Il capofamiglia intuendo probabilmente l’imminente pericolo aveva iniziato ad urlare a tutti i presenti di rifugiarsi dentro casa o di fuggire. Infatti alcuni sono riusciti ad entrare in casa, altri hanno cercato di nascondersi in un fossato, altri ancora sotto il letto e all’interno di un armadio. Nel frattempo le tre autovetture presenti nello spiazzo antistante venivano incendiate.

In tale contesto il gruppo armato si è anche appropriato, dopo aver frantumato il vetro posteriore della Peugeot, di una valigia con all’interno effetti personali, un computer i documenti e la somma contante di 2.500,00€.

I reati contestati sono molto gravi, vanno dal tentato omicidio, al porto abusivo di armi clandestine, esplosioni pericolose, danneggiamento seguito da incendio e danneggiamento aggravato, rapina aggravata dalla violazione di domicilio, rissa e lesioni aggravate.

Varie sono le ipotesi al vaglio per quanto concerne il movente, le attività investigative sono tuttora in corso, al fine di escludere il coinvolgimento di ulteriori correi nell’incursione e soprattutto individuare eventuali soggetti che avrebbero favorito gli arrestati nel sottrarsi alle ricerche.

Nel gruppo degli assalitori anche M. O., sottoposto alla misura di sicurezza della “obbligo di dimora”, applicata a coloro i quali sia stata riconosciuta una certa pericolosità sociale da parte di un Tribunale.

L’applicazione della misura infatti contempla una serie di limitazioni alla libertà personale dell’individuo finalizzate ad impedire il ripetersi di condotte violente e pericolose favorendo il suo reinserimento sociale. Le misure variano da soggetto a soggetto, in genere contemplano l’obbligo di dimora e del lavoro, il divieto di possedere o usare armi, nonché altri obblighi di buona condotta.

Nel febbraio dello scorso anno il M. era stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Brindisi, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Brindisi, unitamente ad altre quattordici persone ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione e cessione in concorso di sostanze stupefacenti e ricettazione, tentata estorsione, rapina, nonché detenzione e porto abusivi di armi da fuoco.

Nel contesto operativo venivano sequestrati complessivamente 800 kg di marijuana, documentate le diverse modalità di trasporto, mediante l'utilizzo di natanti (per il trasporto dall'Albania alle coste pugliesi) e mediante l'utilizzo di tir (per il trasporto in ambito nazionale).

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