La nota politica

“in Comune” Fasano: «La vicenda di Palazzo Pezzolla è una vergogna per l’amministrazione»

«Avevamo chiesto di restituire Palazzo Pezzolla all’uso sancito dal testamento del donatore e dalla successiva delibera del commissario prefettizio», dichiara il locale movimento

Cronaca
Fasano mercoledì 10 luglio 2019
di La Redazione
L ingresso di Palazzo Pezzolla
L ingresso di Palazzo Pezzolla © FasanoLive.com

«Avevamo chiesto di restituire Palazzo Pezzolla all’uso sancito dal testamento del donatore e dalla successiva delibera del commissario prefettizio: ci è stato risposto di no dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Zaccaria. La riteniamo una vergogna, istituzionale e morale».

A dichiararlo è il movimento “in Comune” di Fasano.

«Mesi fa, tramite una mozione presentata in consiglio comunale dal nostro rappresentante, il prof. Vito Bianchi, intendevamo sanare l’incresciosa situazione legata all’uso di Palazzo Pezzolla. Avevamo chiesto ufficialmente, infatti, che l’immobile venisse finalmente utilizzato secondo quelle che erano le volontà testamentarie del donatore, l’avv. Ottavio Pezzolla, e secondo la deliberazione del Commissario Straordinario del Comune di Fasano, dott. Mario Giannuzzi, risalente al 2002. In effetti, l’avv. Pezzolla aveva donato al Comune di Fasano la sua casa di abitazione facendo obbligo di destinare la struttura perennemente a sede di una sezione della Biblioteca “Ignazio Ciaia”, dando inoltre vita a un Ente di Cultura, con luogo di riunioni nel “salone degli antenati”.

Successivamente, una volta acquisito il bene, il Comune di Fasano, con deliberazione appunto dell’allora Commissario Straordinario, dott. Mario Giannuzzi, nel gennaio del 2002 aveva stabilito “… di destinare perennemente il Palazzo Pezzolla, oggetto di donazione, come sede della Biblioteca Comunale “Ignazio Ciaia” per realizzare una Sezione specializzata in arte con annessa Galleria Civica di Arte Moderna; di favorire la istituzione di un Ente o Associazione di Cultura intitolato a Ottavio Pezzolla che avrà tra i suoi compiti quello di valorizzare il lavoro culturale dei giovani fasanesi”. Nella stessa deliberazione si sottolineava, rispetto all’uso di Palazzo Pezzolla, “… l’intento di dare vita ad una sezione libraria specializzata in arte, con annessa Galleria Civica di Arte Contemporanea, con la consapevolezza che una tale struttura sarebbe frequentata sia dai cittadini fasanesi, ma anche da turisti e studiosi interessati che potrebbero visitare nelle varie sale una mostra permanente di pittura e scultura e, nel contempo, poter approfondire lo studio degli artisti presenti in un connubio, biblioteca specializzata e galleria d’arte, che in Puglia non ha simili”.

Lo stesso prof. Vito Bianchi aveva proposto, in consiglio comunale, di esporre in Palazzo Pezzolla le tele di Ernest Verner donate al Comune di Fasano, che tuttora giacciono accatastate e mancano di un’adeguata sede. E invece, dapprima la richiesta è stata lasciata in sospeso per settimane e poi, nonostante le rassicurazioni inizialmente fornite, con un incredibile voltafaccia, l’amministrazione del sindaco Zaccaria ha spudoratamente negato il rispetto delle volontà testamentarie e degli atti istituzionali, rifiutando la restituzione di Palazzo Pezzolla all’uso per cui il donatore lo aveva legato al Comune di Fasano e che era stato riconosciuto e perfezionato con la delibera del commissario prefettizio.

È il tradimento, gravissimo, di un testamento e di uno specifico atto comunale, che, peraltro, manifesta la cifra distintiva del livello morale e istituzionale in cui vegeta l’amministrazione Zaccaria. Il tutto, mentre restano attive le concessioni appannaggio di quelle associazioni cui è stato permesso di utilizzare le sale dell’immobile in difformità rispetto a quanto precisamente disposto per testamento dall’avv. Pezzolla e per delibera dal commissario prefettizio: si pensi, per esempio, all’A.Ge., l’associazione-genitori, presieduta dal marito dell’assessore Cinzia Caroli, che continua a usufruire di Palazzo Pezzolla senza problemi. Una vicenda, a nostro modo di vedere, che aggiunge imbarazzo al vergognoso atteggiamento di un’amministrazione non solo miope e improvvisata, ma anche, purtroppo, carente di un minimo di valori etici».

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