Suicidio a Fasano

Ha un nome l'uomo suicida alla stazione di Fasano

E' stata data un'identità all'uomo che ieri ha deciso di porre fine alla sua vita sui binari della stazione di fasano sotto gli occhi attoniti dei passeggeri in attesa sulla banchina

Cronaca
Fasano lunedì 19 marzo 2018
di La Redazione
Stazione di Fasano
Stazione di Fasano © Fasanolive


Ha un'identità l'uomo che nel pomeriggio di ieri (18 marzo) ha compiuto l’estremo gesto di togliersi la vita lanciandosi contro il Frecciabianca Milano-Lecce che attraversava a grande velocità la stazione di Fasano.

I testimoni presenti in quel momento sulla banchina hanno raccontato che l’uomo passeggiava nervosamente ben oltre la linea di sicurezza e che qualcuno, ignaro delle sue oscure intenzioni, gli abbia addirittura consigliato di allontanarsi per prudenza dai binari.

L’uomo, invece, all'arrivo del convoglio si è gettato sui binari, facendosi tranciare sulle rotaie, davanti agli occhi increduli e inorriditi dei presenti.

A nulle è servito il tentativo, effettuato dal macchinista, di bloccare la corsa del treno: l’impatto violentissimo non ha lasciato scampo alla povera vittima, trascinando il suo corpo per alcune centinaia di metri.

I sanitari del 118, immediatamente avvertiti dai presenti, giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare la morte dell’uomo, mentre i carabinieri hanno assunto sommarie informazioni prima dell’arrivo della Polfer, reparto speciale della Polizia di Stato competente per le indagini sugli incidenti ferroviari.

Una volta concessa l'autorizzazione dal giudice e dal medico legale, è toccato alle onoranze funebri F.lli Vinci l’ingrato e difficoltoso compito di recuperare la salma e trasportarla nel vicino obitorio di Ostuni.

Le condizioni del corpo, dilaniato dall’impatto, non hanno permesso l’immediato riconoscimento dell’uomo: alla sua identità si è risaliti inizialmente da un frammento del suo codice fiscale trovato sui binari dopo molte ore di lavoro da parte della polizia, che ha setacciato l’area in cerca di una prova in grado di dare un nome alla vittima.

Solo nella tarda mattinata di oggi è stato possibile attribuire un nome allo sfortunato protagonista di questa triste storia.

Il suicida, un fasanese sensantenne del quale preferiamo non pubblicare il nome come gesto di rispetto nei confronti suoi e del dolore della famiglia, viene descritto da chi lo conosceva, una persona tranquilla dal carattere timido e riservato, come egli stesso si definisce sulla sua pagina Facebook.

Non si conoscono, al momento, le ragioni che hanno indotto l’uomo a togliersi volontariamente e consapevolmente la vita; non è semplice affrontare un argomento drammatico come il suicidio, amici e familiari difficilmente riescono a comprendere le cause di un gesto così estremo che lascia un senso di vuoto e sgomento in coloro che restano

Spesso a rendere più difficile la perdita della persona cara è l'inevitabile senso di colpa per non aver compreso fino infondo il disagio che stava vivendo, di non aver colto un dolore tanto grande da spingere il proprio caro a preferire la morte alla vita.

Ci si chiede se nei gesti, nei comportamenti e nelle parole degli ultimi tempi della persona amata si potessero cogliere dei messaggi premonitori, se fosse possibile offrire un conforto maggiore per impedire l'atto estremo di darsi la morte.

Episodi così drammatici non lasciano sgomenti solo le famiglie e gli amici della vittima, ma l'intera comunità che si interroga sulla fragilità di ogni singola esistenza e sulle ragioni che possono spingere un uomo a ritenere la propria vita priva di senso e immeritevole d'essere vissuta.


Lascia il tuo commento
commenti