Condanna

Condannato a 30 anni il fasanese Francesco Carrieri per l’omicidio della compagna Michela di Pompeo

Disposto anche il sequestro dei conti e del TFR del reo confesso in vista della decisione del Giudice civile che dovrà stabilire il risarcimento ai familiari della vittima.

Attualità
Fasano martedì 09 ottobre 2018
di Nicola Ingrosso
francesco carrieri
francesco carrieri © nc

Condannato a 30 anni di reclusione il 56enne Francesco Carrieri, direttore di banca di origine fasanese, che il primo maggio del 2017 uccise per banali motivi di gelosia la compagna Michela Di Pompeo in via del Babuino in pieno centro a Roma. E’ questa la sentenza del GUP Elvira Tamburelli al termine del giudizio con rito abbreviato. Il GUP ha inoltre, disposto il sequestro dei conti e del TFR del Carrieri in vista della decisione del giudice civile che dovrà stabilire il risarcimento ai familiari della vittima.

La vicenda risale alla notte tra il 30 aprile e il 1° maggio del 2017, al culmine di una lite. A scatenare il raptus omicida del Carrieri fu un messaggio letto sul telefono della sua convivente, la 47enne Michela Di Pompeo, insegnante alla scuola tedesca Deutsche Schule di Roma. Si trattava semplicemente di un banale messaggio di amicizia, senza alcun riferimento che potesse far pensare ad un ritorno di fiamma tra l’insegnante originaria di Desenzano sul Garda e il suo ex con cui aveva avuto una storia lunga dieci anni. Solo pochi caratteri che hanno fatto esplodere nella mente del direttore del Banco Popolare di Novara il germe della gelosia. Di notte, mentre lei dormiva, ho deciso di spiare il suo telefonino e ho trovato il messaggio del suo ex - si legge nei verbali -. Ho perso la testa. L’ho svegliata e le ho chiesto conto. Lei ha prima detto che quel messaggio era nulla, poi si è arrabbiata per quella violazione della sua privacy. Ma l’ultimo gesto compiuto da Carrieri fa arrabbiare molto l’insegnante che urla al suo compagno di volerlo lasciare, stanca delle continue scenate di gelosia a cui deve far fronte. Carrieri ormai accecato dalla gelosia la massacrò colpendola più volte con un manubrio da palestra.

Dopo l’omicidio il Carrieri andò alla caserma dei carabinieri più vicina per costituirsi: Correte, ho ucciso la mia fidanzata.

Per l'uomo inizialmente erano stati chiesti 12 anni di carcere dopo che gli era stata riconosciuta la semi infermità mentale. Al momento della sua confessione aveva dichiarato: “Negli ultimi due mesi, ho sofferto di depressione. Ho anche provato alcune volte a togliermi la vita. Ero cambiato, non ero più come una volta, anche se prendevo alcuni farmaci per aiutarmi a guarire. Forse anche per questo Michela aveva deciso di lasciarmi. Una successiva perizia psichiatrica disposta dal GUP su richiesta della parte civile ha riconosciuto il Carrieri capace di intendere e di volere al momento del fatto, pur essendo affetto da disturbo bipolare. E’ stata così accolta la richiesta di 30 anni di carcere presentata dal pm Pantaleo Polifemo.

"Non c'è gioia per questa sentenza che non ci restituirà nostra sorella ma abbiamo la consapevolezza che è stata fatta giustizia" ha commentato il fratello della vittima, Luca Di Pompeo, assistito dall'avvocato Luca Petrucci.

Al di là della follia omicida, e dell’insano gesto compiuto dal Carrieri, torna prepotentemente l’amaro risultato della ricerca del Pew Research Center, su base americana, secondo la quale gli smartphone fanno male alla coppia. Secondo gli studi compiuti l'uso della tecnologia logorerebbe le storie d'amore fino a portarle alla rottura. La tecnologia unisce la coppia a distanza grazie a messaggi e videochiamate, ma spesso l’uso eccessivo e la frequentazione assidua dei social network a volte fa litigare col partner anche pesantemente, e porta ad una distrazione” nella relazione e nella vita di coppia. L’aumento delle separazioni e dei divorzi a colpa dei Social Network è il quadro inconfutabile che emerge dall’Istat.
Ovviamente l’omicidio compiuto da Carrieri è un caso limite, ma l’utilizzo moderato e consapevole della tecnologia e dei Social non farebbe che bene alla vita di coppia. E’ questo un consiglio che ci va di dare.

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