«La Puglia un esempio per tutto il sud»

Enzo Bianco a Fasano ricorda l’operazione “Primavera”: «Ora la Puglia è la locomotiva del sud»

L'ex Ministro degli Interni, ora sindaco di Catania, ha trascorso alcuni giorni nel nostro territorio e ha parlato dei meriti che ha avuto quell'operazione nel far rinascere questa terra / L'INTERVISTA

Attualità
Fasano martedì 05 gennaio 2016
di Vincenzo Lagalante
Enzo Bianco con l'ex sindaco Lello Di Bari
Enzo Bianco con l'ex sindaco Lello Di Bari © FasanoLive.com

L’ex ministro degli Interni Enzo Bianco, ora sindaco di Catania e alla guida della delegazione italiana del Comitato delle Regioni, ha salutato ieri sera alcuni amici di Fasano al termine della sua breve vacanza nel nostro territorio. Bianco, come ricordiamo, ha origini fasanesi e ha molti parenti nella nostra città: fra tutti il giornalista Gino Bianco. L’ex ministro è anche cittadino onorario di Fasano e ha colto ieri l’occasione per parlare della nostra bella regione, «bonificata – ha detto alla stampa prima della cena – dall’operazione Primavera di 16 anni fa, che ha eliminato il contrabbando di sigarette da questo splendido territorio».

Al tavolo con lui - in un ristorante di Savelletri - sedevano, oltre alla sua famiglia, anche l’ex sindaco Lello Di Bari (invitato perché gli ha concesso la cittadinanza onoraria), Giuseppe De Tomaso (direttore de “La gazzetta del mezzogiorno”) e gli imprenditori Gianni Lepore (a capo della “Lepore Mare spa” e Pierluigi Punzi (amministratore delegato della “Sicme Energy & Gas srl”), aziende che in Sicilia (regione di Bianco) fanno un grosso volume di fatturato.

Enzo Bianco in questi giorni ha visitato il nostro territorio e ad Alberobello, due sere fa, ha incontrato un militare della Guardia di Finanza che faceva parte dell’equipaggio che fu speronato dai contrabbandieri a Jaddico (Brindisi) nel 2000: unico sopravvissuto ed episodio che diede il via all’operazione “Primavera”.

Cosa ricorda ancora oggi di quei giorni?
«Ricordo il giorno in cui decisi di mettere su l’operazione “Primavera”: ricorreva il mio compleanno, ho un ricordo nitido. Il giorno prima mi arrivò la notizia dell’ennesimo attacco allo Stato (l’incidente tra contrabbandieri e finanzieri sulla statale 379 a Brindisi e che causò la morte di due militari). In Sicilia, ad esempio, era stato sottovalutato un fenomeno di degenerazione gravissima, una terra ricca e nobile come quella aveva letteralmente cambiato patrimonio genetico. Temevo che la stessa cosa potesse verificarsi in questa zona. Ad un attacco così duro bisognava dare una risposta altrettanto forte, dovevamo dimostrare che lo Stato era più forte. Mi consultai con il presidente del Consiglio e con le forze dell’ordine e ordinai di mettere in piedi la più importante operazione di polizia congiunta mai realizzata nella storia della Repubblica Italiana. In poche settimane feci preparare seimila uomini, con un comando unificato. Chiamai quell’operazione “Primavera” nel ricordo della tradizione di famiglia che è quella che a Pasqua si fanno le pulizie straordinarie.

I risultati arrivarono immediatamente.
«Direi impensabili, la realtà superò la fantasia. Il vecchio tradizionale contrabbando era diventata una vera e propria potente operazione criminale, che poteva sconvolgere il tessuto sano di questa bellissima regione. Il canale del contrabbando lo stavano utilizzando anche per trafficare armi e droga. Quello che vidi con i miei occhi in quei giorni fu impressionante. Vidi torri radio di 25 metri oppure scavati nel terreno nascondigli con le pompe idrauliche e cemento armato. E poi quante armi. Quello che mi segnalarono i servizi di intelligence era vero, ma era cinque volte più imponente. Ma sono soddisfatto per le scelte fatte, i fatti mi hanno dato ragione perché per anni mi è stato sconsigliato di tornare nella mia terra. E un motivo ci sarà».

Domenica sera ha incontrato l’unico finanziere sopravvissuto di quell’equipaggio buttato letteralmente in aria dai contrabbandieri a Jaddico. Cosa ha provato?
«Quando ho incontrato questo vicebrigadiere, che tra l’altro è catanese come me, mi ha raccontato l’emozione profonda che aveva provato quando - in qualche modo - avevamo reso giustizia ai suoi due commilitoni, morti in quel drammatico incidente: mi sono venute le lacrime agli occhi. E anche a lui. L’ho ringraziato, onorando con lui tutti i servitori dello Stato che difendono la legalità in questo Paese. E se oggi la Puglia è diventata la locomotiva del Sud ed esempio dell’Italia meridionale, un po’ è anche merito del fatto che abbiamo bonificato per tempo un qualcosa che poteva diventare deleterio come un tumore».

Ritiene che l’operazione “Primavera” è stata la più importante operazione di tutti i tempi e che dopo di essa mai nessun’altra del genere è stata messa in atto?
«Non è facile mettere su un’operazione del genere, anche in altre regioni dove ci sarebbe l’esigenza di farla non è stato fatto. Questa terra merita un’attenzione particolare, rinnovata da parte dello Stato perché sta facendo dei grandi passi in avanti e può diventare d’esempio per tutto il sud. La risposta italiana all’operazione “Primavera” fu molto buona, della Puglia invece differente. C’è chi era felice e chi era clamorosamente contrario. A Fasano, come in tante altre città della zona, c’era gente che campava grazie al contrabbando e s’arricchiva con questa economia malata. Intorno a chi ti dà ricchezza c’è anche un consenso sociale. Mi è stato sconsigliato di tornare in Puglia per diversi anni e ora sono felice di essere qui e di vedere un terra che sta risplendendo. A Capodanno c’è stato il pienone di turisti: certo, ci sono mille problemi e non dobbiamo nasconderli, ma questa regione è un grande esempio per tutti». 

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