Speciale 44esima edizione, dal 9 al 24 agosto a Selva di Fasano

Mostra dell’artigianato: storia di cuore, mente e arte

Dal 1950 ad oggi l'esposizione storica che ha portato il nome di diversi artigiani in giro per il mondo FOTO STORICHE

Attualità
Fasano lunedì 28 luglio 2014
di Ciccio Cofano
Mostra artigianato, la storia. Immagini recuperate dal sito del Comune di Fasano
Mostra artigianato, la storia. Immagini recuperate dal sito del Comune di Fasano © FasanoLive

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la Mostra dell’Artigianato Fasanese, giunta alla 44^ edizione. A fare da sfondo, dal 9 al 24 agosto, l’ormai consueta location silvana del Palazzo dei congressi. La Mostra si è imposta di prepotenza nel corso dei decenni passati come uno di quegli eventi che scandiscono il calendario della gente, un appuntamento senza il quale lo stesso periodo dell’anno che ne fa da sfondo perderebbe parte del suo fascino. È necessario comunque fermarsi un attimo e riafferrare l’essenza di un “rendez-vous artigiano” legato a doppio filo con l’anima e la sapienza del popolo fasanese affinché la consuetudine non ne svuoti o sminuisca i suoi significati.

San Francesco affermava: “Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani, la sua testa ed il suo cuore è un artista”. Stando alla pura lettera di S. Francesco, gli artieri fasanesi succedutisi nei secoli assurgono allora senza dubbio al rango di artisti, capaci di quel miracoloso connubio tra mente e cuore, abnegazione ed eleganza, maestria ed unicità. Il caleidoscopio della manualità fasanese fattasi ancella dell’arte ha visto riunite in sé le capacità di fabbri, ramai, pittori, vasai, funai, falegnami, mastellai, tutti capaci di trasfondere la loro umanità e passione operaia in oggetti sì utili nella vita quotidiana, ma allo stesso tempo dotati di una indubbia carica artistica, viste le peculiarità di ciascun manufatto. Unicità questa esclusiva del mondo artigiano.

Ma negli anni ’40 il fragore delle bombe prima e l’uniforme incedere delle fabbriche poi, mise a tacere le sempre nuove “sinfonie” degli utensili degli artieri. Fu dunque con l’obiettivo di far rivivere le sopite sapienze artigiane che nell’estate del 1950 vide la luce la prima Mostra dell’Artigianato Fasanese, su iniziativa di donna Maria Chieco Bianchi e idea di Aquilino Giannaccari. E non è un caso che la Mostra nasca quasi contemporaneamente alla cronoscalata Fasano-Selva: le 2 iniziative, seppur agli antipodi l’una dall’altra, rappresentano differenti modi di gettarsi alle spalle il periodo buio della Guerra. La Mostra cerca di ricongiungere Fasano con le sue origini, ridando impulso al settore artigiano che in tutte le sue sfaccettature aveva rappresentato fino all’anteguerra il fiore all’occhiello del paese addirittura a livello nazionale, mentre la Fasano-Selva vuole essere un ideale ponte verso il futuro, dato il protagonismo dell’auto, figlia dell’industria e dunque “antagonista” dell’attività artigiana.

La prima edizione si rivelò un successo, al punto che per qualche mese si coltivò addirittura il sogno di poter realizzare a Fasano un vero e proprio villaggio artigiano: velleità architettonica senza precedenti nel Mezzogiorno. Ben presto però, Fasano fu costretta a tornare sulla terra viste le solite difficoltà burocratiche e amministrative nonché la difficile ricerca di finanziamenti.

Negli anni a venire la Mostra raggiungerà l’apice e legherà il suo nome alla Selva, che ne diventerà tradizionale location: scelta felice che permetterà di creare un duraturo binomio tra turismo e artigianato, di cui quest’ultimo deve e può essere utile veicolo. Ironia della sorte, la manifestazione conoscerà la sua fase calante proprio insieme alla Selva: difficoltà acuite anche dai lavori di restauro del Palazzo dei congressi, sede dell’esposizione. Dopo anni bui, le successive edizioni perdono la consueta “verve” e brillantezza che ne avevano caratterizzato le origini, così come l’artigianato appare la copia sbiadita di quello che era stato il settore trainante del paese.

Sino ad arrivare all’appuntamento attuale, in cui i direttori artistici Gianni Trisciuzzi e Veronica Giannandrea hanno l’arduo compito di restituire alla Mostra l’importanza che le compete, cercando di indirizzare gli espositori verso un nuovo tipo di artigianato che sappia ritrovare la propria ragion d’essere e al contempo essere protagonista nel presente, trovando nella tecnologia e nella modernità dei validi alleati e non degli antagonisti. Significativa in quest’opera di svecchiamento l’istituzione del concorso “Idee a regola d’arte”(novità di quest’anno) che si propone di coniugare artigianato e design attraverso la creazione di un progetto o manufatto.

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