Tra i partner del progetto

Fatto in Bottega a “La notte dei ricercatori e delle ricercatrici 2021”

Dalla collaborazione dell’Associazione con Unisalento e Comune di Fasano, un progetto per trasformare materiali di scarto in oggetti di design

Attualità
Fasano domenica 03 ottobre 2021
di La Redazione
Fatto in Bottega a “La notte dei ricercatori e delle ricercatrici 2021”
Fatto in Bottega a “La notte dei ricercatori e delle ricercatrici 2021” © n.c.

L’associazione culturale Fatto in Bottega, presieduta da Vito Olive, è stata tra i partner del progetto di ricerca dal titolo “Ottimizzazione logistico-produttiva di distributed-and-local recycling di materiali di scarto per la produzione di oggetti di design made in Puglia”, presentato a Lecce lo scorso venerdì 24 settembre in occasione dell’evento “La notte dei ricercatori e delle ricercatrici 2021”. L’appuntamento, promosso nell’ambito del progetto europeo ERN-Apulia3 rifinanziato – per il terzo bando consecutivo – dalla Commissione Europea e coordinato dall’Università del Salento, ha avuto l’obiettivo di far conoscere il mondo della ricerca e dell’innovazione attraverso diverse tipologie di incontri e confronti.

Dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, il Comune di Fasano e Fatto in Bottega sono state sviluppate e presentate strategie innovative per l’ottimizzazione dei processi e dei prodotti aziendali e artigianali di piccole imprese, attraverso la sperimentazione e l’impiego di nuove tecnologie, come la stampa 3D, e lo sviluppo di nuovi materiali. È stato quindi possibile creare oggetti di design e arredo mediante un nuovo bio-filamento per stampa Fused Deposition Modeling, prodotto da scarti di pietra leccese e acido polilattico, impermeabilizzati mediante un rivestimento totalmente ecosostenibile.

Il fine ultimo del progetto presentato è stato quello di sviluppare nuovi materiali partendo proprio dagli scarti di produzione che gli stessi artigiani producono nelle loro botteghe, generalmente smaltiti come rifiuti speciali, con il relativo costo. Rimetterli in circolo per ottenere prodotti stampati in 3D che possano integrarsi o essere complementari alle diverse produzioni può creare, dunque, nuove opportunità di sviluppo e innovazione.

«Sono molto contenta che la nostra associazione abbia avuto l’opportunità di prendere parte ad un progetto di ricerca con una struttura pubblica così importante come l’Università del Salento e i suoi Dipartimenti di Ingegneria dell’Innovazione di Beni Culturali grazie alla volontà del Comune di Fasano e dell’Assessore alle Attività Produttive, Luana Amati, di firmare un Protocollo di intesa con questa Istituzione. Fin da principio la nostra associazione si è posta tra gli obiettivi quello di promuovere e diffondere progetti non solo culturali, ma anche attività didattica e di ricerca in collaborazione con enti pubblici e privati, legati all’arte, all’artigianato e al design – afferma Valentina De Carolis, designer e art director dell’associazione Fatto in Bottega –. L’ottimizzazione dei processi e dei prodotti, anche attraverso la sperimentazione e l’impiego delle nuove tecnologie, la sostenibilità ambientale, l’economia circolare e lo sviluppo economico sostenibile sono temi non solo di grande attualità, ma che ci stanno particolarmente a cuore perché strettamente collegati al lavoro che svolgiamo quotidianamente nelle nostre botteghe e anche al futuro delle stesse. Pur lavorando sulla valorizzazione dell’artigianato e del "fatto a mano" – aggiunge – non possiamo non servirci in parte di strumenti tecnologici che semplificano alcuni aspetti delle produzioni, per cui le nuove tecnologie, come le macchine a controllo numerico CNC o FDM (frese, taglio laser e stampanti 3D per citarne alcune), rappresentano utili strumenti al servizio dell’artigiano, che non tolgono nulla alla qualità del suo lavoro, anzi, offrono l’opportunità di concentrarsi sugli aspetti più creativi del processo».

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