Musica

D’Attoma, Solli, Alemanno e Kostadinovic infiammano Fasano Jazz

Sul palco del Teatro Sociale l’eccellente quartetto protagonista di una performance che ha lasciato il segno / FOTOGALLERY

Spettacolo
Fasano lunedì 01 giugno 2015
di Dino Cassone
D'Attoma, Solli, Kostadinovic e Alemanno
D'Attoma, Solli, Kostadinovic e Alemanno © Chicco Saponaro

Seconda serata, ieri 31 maggio, per il Festival diretto da Domenico De Mola e organizzato dall’Ufficio Attività Culturali del Comune di Fasano. Questa volta è scoccata l’ora del jazz puro, grazie alla maestria di Donatello D’Attoma, accompagnato al contrabbasso dall’elegante Luca Alemanno e alla batteria da un trascinante Vladimir Kostadinovic. Ospite d’eccezione, una stella del firmamento jazz mondiale proveniente dall’algida Norvegia, lo strabiliante Bjorn Solli, che con la sua chitarra ha letteralmente acceso il pubblico del Teatro Sociale.

Prima di cominciare, però, un minuto di silenzio chiesto da D'Attoma per ricordare il collega e amico Marco Tamburini, scomparso tragicamente dopo un incidente in moto. Un omaggio che si aggiunge ai tantissimi, in tutta Italia, che ciascun collega, da Bosso a Brecker, ha voluto fare al talentuoso trombettista.

Il quartetto si è poi esibito in alcuni pezzi tratti da “Watchdog” il secondo disco inciso dal compositore pugliese e pubblicato lo scorso anno, un paio di brani composti da Solli e da alcuni standard. Un progetto che guarda al jazz moderno e alla ricercatezza dei suoni, dove comunque a farla da padrone, è la libertà espressiva e d’improvvisazione lasciata a ciascun strumentista. L’effetto è stato di enorme impatto emotivo e premiato da numerosi applausi a scena aperta.

Sei i brani in scaletta. L’apertura, a tutto swing, è stata con “Fascinatin’ Berlin” di D’Attoma; a seguire “Calenture” di Solli; quindi due standard: “Eronel” di Thelonious Monk e “Nothing personal”; quindi un altro brano del pianista di Conversano dal titolo “Eyes around the world” e in conclusione di concerto ancora un pezzo del chitarrista norvegese intitolato “Rabalder”. I quattro ottimi strumentisti hanno poi regalato al pubblico, come bis, una versione originalissima e trascinante della sigla di un telefilm che ebbe successo in Italia nei primi anni ottanta, “Starsky & Hutch”. Come a dire che con il talento si può suonare proprio tutto. 

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