Musica

Il trio Casarano-Bardoscia-Savoldelli apre ufficialmente Fasano Jazz

Al Teatro Sociale l’affascinante rilettura di uno dei dischi più belli dei Pink Floyd, entrato nella leggenda / LE FOTO

Spettacolo
Fasano domenica 31 maggio 2015
di Dino Cassone
Il trio Savoldelli-Bardoscia-Casarano
Il trio Savoldelli-Bardoscia-Casarano © Chicco Saponaro

Fasano Jazz è un contenitore musicale ricco di emozioni e di sorprese sempre nuove. Non ha fatto eccezione il primo appuntamento che si è tenuto ieri sera, 30 maggio, al Teatro Sociale, dove “The Great Jazz Gig in the Sky” ha aperto ufficialmente l’edizione 2015 del festival diretto da Domenico De Mola. A esibirsi nella particolare rilettura del disco “The Dark Side of the Moon” pubblicato nel 1973 dai Pink Floyd è stato il trio composto da Raffaele Casarano al sax, Marco Bardoscia al basso e la voce di Boris Savoldelli.

Un disco dei record quello della storica band inglese: oltre cinquanta milioni di copie vendute e oltre mille e cinquecento settimane consecutive in classifica. Un concept album straordinario, con dieci tracce che rappresentano una perfetta e ininterrotta composizione musicale. Non un tributo al disco o alla leggendaria band, quanto piuttosto una reinterpretazione basata sulla contaminazione di vari generi: il jazz con il rock, l’elettronica con la musica psichedelica. I brani immortali dei Pink Floyd al servizio dell’improvvisazione che è tipica del jazz, di tre musicisti di altissimo livello: Casarano spingendo i suoi strumenti a fiato a note irraggiungibili e infinite; Bardoscia che ha fatto “vivere” il suo contrabbasso in ogni maniera possibile, canonica e non solo; mentre Savoldelli con le sue corde vocali ha davvero strabiliato il pubblico. Impossibile dimenticare i gorgheggi fatti con la bocca piena d'acqua durante "Us and them".

Un concerto (che i tre hanno voluto dedicare al trombettista Marco Tamburini, scomparso nella notte tra venerdì e sabato, a causa di un incidente stradale, amico oltre che collega) dove la raffinatezza si è amalgamata alla perfezione con sonorità nuove e sperimentazioni che hanno regalato, se possibile, una nuova linfa a brani ormai entrati nella storia della musica e considerati “intoccabili”. Un progetto di altissimo livello che lo stesso Roger Waters, come ha annunciato a sorpresa il critico musicale Donato Zoppo ad apertura di serata, ne ha autorizzata l’incisione di un cd, che vedrà la luce nei prossimi mesi.

Un progetto il cui risultato è stato assolutamente affascinante. Il trio ha proposto in un’unica ininterrotta suite le dieci perle contenute nell’album: “Speak to me”, “Breathe”, “On the run”, quindi “Time” con l’intro della sola voce di Savoldelli, una versione irriconoscibile di “The Great Gig in the sky”, “Money”, un’ipnotica versione di “Us and Them”, “Any color you like” eseguita solamente da Bardoscia, e infine “Brain demage”. Il bis concesso è stato la versione “acustica” e divertente (il trio l’ha suonata e cantata tra il pubblico), di “Eclipse”, che chiude anche il disco originale. E per non farsi mancare nulla, il coup de foudre di Savoldelli che ha recitato la frase pronunciata dal portiere degli studi di Abbey Road sul finire dell’incisione del 1973: «There is no dark side in the moon, really. Matter of fact it's all dark». «In realtà non c'è nessun lato oscuro della luna. Di fatto è tutta scura». Ma a illuminarla idealmente, ieri sera, è stata la buona musica.

 

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