Dopo aver parlato con i residenti della zona

La denuncia di Vito Bianchi: «Savelletri invasa dal fetore (e non solo)»

Il consigliere comunale del movimento "in Comune" mette in evidenza la presenza di alghe maleodoranti nella frazione fasanese

Politica
Fasano giovedì 16 luglio 2015
di La redazione
Le foto scattate dal movimento in Comune
Le foto scattate dal movimento in Comune © n.c.

«Bandiere blu, vele blu: ci si riempie la bocca di ipocrisie quando invece, arrivando a Savelletri, si viene accolti da mucchi di alghe maleodoranti, stando ai più accumulate per la non proprio razionale realizzazione dei nuovi moli portuali». È duro il commento di Vito Bianchi, che nelle scorse ore ha incontrato decine e decine di residenti e villeggianti della frazione marinara, inviperiti per lo stato di degrado cui sono stati condannati.

«Eppure, anche se non siamo facoltosi indiani – aggiunge il rappresentante del movimento “in Comune” –, ci consideriamo cittadini fasanesi a tutti gli effetti, paghiamo le tasse e quindi sappiamo che nel capitolato d’appalto per la raccolta dei rifiuti, all’art. 53, punto b, è espressamente scritto che la Tradeco è tenuta a rimuovere i cumuli di alghe almeno una volta a settimana nel periodo compreso fra maggio e settembre: un servizio che, evidentemente, non è stato ancora effettuato, e siamo nel cuore dell’estate».

La denuncia di Vito Bianchi e della popolazione va oltre: «Una discutibile progettazione portuale ha sensibilmente modificato il gioco delle correnti per cui, all’esterno del nuovo molo sud-orientale, si sta assistendo a un insabbiamento rapido e progressivo, all’otturazione delle risorgive e all’accumulo di posidonia che, di per sé, non è inquinante, ma provoca disagi enormi ai bagnanti e alle attività commerciali, con in primis i ristoranti, della frazione marittima. La socialità, le amicizie estive sulla battigia, la stessa economia locale sono state d’improvviso negate. Urge la rimozione delle alghe, il loro accantonamento e il ricollocamento marino in autunno: non si può abbandonare a se stessi i frequentatori e gli abitanti di Savelletri».

«Pertanto, insieme alle persone con cui abbiamo interloquito, noi del movimento “in Comune” chiediamo innanzitutto il rispetto delle regole e del contratto di igiene urbana, con l’immediata rimozione delle alghe poste nella spiaggetta all’entrata di Savelletri. E poi – aggiunge lo scrittore e archeologo – pretendiamo che vengano individuati i tecnici responsabili dei lavori di ristrutturazione del porto, affinché paghino di persona per i danni eventualmente provocati alla comunità. Se hanno preso i soldi pubblici, e dunque i nostri soldi, e se hanno sbagliato, devono rispondere delle loro azioni, pubblicamente. Per inciso, rilevo che, per la superficialità nella messa in sicurezza della passerella creata sul molo di nord-ovest, durante l’inverno, a causa delle mareggiate, sono colate a picco diverse imbarcazioni, investite dai massi che non erano stati rimossi dal ciglio del braccio portuale».

Per Vito Bianchi, Savelletri merita più attenzione: «chi governa la città – afferma – non può ignorare le giuste istanze di coloro che vivono tutto l’anno in zona o che qui trascorrono i mesi estivi. La sollecitudine dei nostri cari amministratori non può essere rivolta solamente verso gli interessi dei soliti feudatari che tendono a privatizzare il territorio, o dei magnati che ne sfruttano la bellezza per qualche giorno di matrimonio, tenendo addirittura in ostaggio la popolazione locale: c’è una cittadinanza che non è più disposta a sopportare simili trattamenti, ed è pronta a scendere in piazza per affermare i propri sacrosanti diritti».

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