Cinema

Il Salento Finibus Terrae omaggia Pasolini

Proiettato ieri a Selva di Fasano l’ultimo film diretto da Abel Ferrara sulle ultime controverse ore di vita dell’artista italiano barbaramente ucciso

Cultura
Fasano domenica 26 luglio 2015
di Dino Cassone
Abel Ferrara
Abel Ferrara © FasanoLive.com

Un tributo alla figura di Pier Paolo Pasolini, intellettuale, scrittore e regista a quarant’anni dalla sua barbara uccisione, arriva dal Salento Finibus Terrae. Il festival nazionale dei cortometraggi diretto da Romeo Conte, ieri sera, 25 luglio, nella tappa a Selva di Fasano ha infatti proiettato il film “Pasolini” diretto dall’americano Abel Ferrara con Willem Dafoe nei panni dell’artista friulano. 

Prima della proiezione il giornalista e cantante Giovanni Bogani ha interpretato con il solo ausilio della sua chitarra due brani scritti in memoria di Pasolini: “Una storia sbagliata” della accoppiata De Andrè – Bubola e “A Pa” di Francesco De Gregori. Ospite di questo “prologo” il bravissimo attore Giacomo Rizzo (“L’amico di famiglia” di Paolo Sorrentino), già presente lo scorso anno, che ha rilasciato una sua personale testimonianza su Pasolini, avendo avuto la fortuna di lavorarci in un suo film “Il Decamerone di Boccaccio”.

A seguire il film “Pasolini”. La pellicola uscita nelle sale italiane lo scorso anno e che vede tra i protagonisti anche gli italiani Riccardo Scamarcio, Ninetto Davoli (storico “pupillo” proprio di Pasolini), Valerio Mastrandrea e Adriana Asti, racconta le ultime ore di Pasolini in quel primo novembre 1975. Un racconto circolare che si apre sul sorriso di una madre che bacia il suo amato figlio e si chiude sul suo volto devastato da un muto e disperato dolore. Una giornata densa quell’ultima di Pasolini, fatta di incontri culturali e scambi intensi, che si chiuderà nel buio inferno di Ostia. Un inferno che il poeta conosce bene, fatto di sguardi furtivi e di carnalità. Un inferno che se per tante volte lo ha cullato, quel maledetto giorno assisterà, in silenzio, alla sua fine.

A portare i saluti istituzionali è salita sul palco, ancora una volta, l’assessore Laura De Mola, mentre il compito di intervistare il cineasta americano che è giunto quasi a fine proiezione a causa di un ritardo di volo, è stato il giornalista Paolo Calcagno, il quale aveva peraltro introdotto lo stesso film a inizio serata. Peccato per la traduzione parziale offertaci dall’interprete ingaggiata che ha reso meno gradevole l’interessante punto di vista di Ferrara sulla filmografia pasoliniana e sulla sua scarsa divulgazione sui canali televisivi.

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