Cinema

Tempo d’amore per il Salento Finibus Terrae

A Selva di Fasano ultima serata del Festival Internazionale del Cortometraggio, dedicata alla sezione Reelove in attesa dei vincitori che verranno annunciati questa sera

Cultura
Fasano mercoledì 16 luglio 2014
di Dino Cassone
Foto di gruppo con gli ospiti e gli organizzatori
Foto di gruppo con gli ospiti e gli organizzatori © Mario De Santis

L’amore in tutte le sue varianti è stato il tema dei corti proiettati ieri sera in viale Toledo a Selva di Fasano. Molti gli ospiti presenti nella terza ed ultima serata del Festival diretto da Romeo Conte: Nicola Nocella, Carlotta Natoli (che è stata la presidente di giuria della sezione proiettata durante la serta), Rolando Rovello, Niky Giustini e Antonio Ruscigno. Presente anche il sindaco Lello Di Bari. Undici i cortometraggi, di buon livello in generale, della sezione "Reelove", dunque, provenienti da quattro nazioni: Italia, Spagna, Francia e Olanda. Ma analizziamoli in dettaglio.

“Le premier pas” (“Il primo passo”) di Aurelien Laplace, storia di Eric e della passione per una sua vicina di casa. Simpatico e tenero, con un bravissimo protagonista.

“Meglio se stai zitta” di Elena Bourka, storia di un gruppo di amiche alle prese con la sincerità del loro rapporto minata dal tradimento. Un cast di prim’ordine tutto al femminile (Caudia Pandolfi, Angela Finocchiaro, Valeria Solarino e Claudia Potenza), per una storia “politicamente scorretta”.

“Play/Rec” di Antonio Ruscigno, storia di Francesco e della sua difficoltà di esprimere i suoi sentimenti oltre che di usare una telecamera. Storia banale con un finale prevedibile.

“Short is better” (“Corto è meglio”) di Gèraldine Frèry, storia di una bacio portato alle estreme conseguenze. Cortissimo e frizzante.

“Zugwang” (“Obbligo di muoversi”) di Yolanda Perz Centeno, storia di scelte e decisioni nella vita come in una partita di scacchi. Delizioso film di formazione.

“Serenata” di Daniele Zanzari, storia di tre personaggi le cui vite, per un preciso motivo, si intrecceranno inevitabilmente. Divertente con un finale “diverso”.

“Acaso no me quieres”(“Forse non mi desideri”) di Julio de la Fuente, storia di una donna che cerca disperatamente di capire se suo marito la tradisce o meno. Quando l’amore conta più del sesso. Didascalico.

“Un uccello molto serio” di Lorenza Indovina, storia di un tradimento architettato male e nascosto peggio. Soggetto e montaggio geniali. Cinico e divertente con uno strepitoso Rolando Rovello come protagonista. Il miglior cortometraggio della serata.

“Bella di papà” di Enzo Piglionica, storia di capricci d’amore e difetti tipicamente italiani alle prese con un nuovo tipo di famiglia. Spiritoso e con un messaggio preciso: si fa sempre in tempo a cambiare idea. Anche nelle scelte sessuali.

“Bibliothèque” (“La biblioteca”) di Alessandro Zizzo, storia di un incontro che si trasforma in un breve amore, all’ombra di pagine di libri. Romantico e delicato con un finale aperto che farà felici i sognatori.

 “97%” di Ben Brand, storia di Bert alla disperata e surreale ricerca della ragazza dei suoi sogni. Cortometraggio senza dialoghi, ben montato e con un pizzico di ironia “nordica”.

Annunciato ma non proiettato "Mecs Meufs" di Liam Engle, che tra l'altro era stato citato come presente in sala.

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