Il Festival

Salento Finibus Terrae, e adesso cinema!

Si è svolta ieri sera la seconda tappa del Festival Internazionale del Cortometraggio nella suggestiva cornice del “Savelletri Resort Hotel”

Cultura
Fasano martedì 15 luglio 2014
di Dino Cassone
L'attore Teodosio Barresi e Romeo Conte
L'attore Teodosio Barresi e Romeo Conte © Mario De Santis

Peccato per la pioggia, ma questi sono i rischi dell’estate e delle manifestazioni all’aperto. Non una folla oceanica ieri sera per la proiezione della seconda parte della Sezione Corti Italia del Salento Finibus Terrae. Ma un pubblico attento e appassionato, il classico “pochi ma buoni”. Romeo Conte, il direttore artistico del Festival ha introdotto la serata presentando agli spettatori tre protagonisti in gara: l’attore Niki Giustini, qui in qualità di regista, l’attore pugliese Teodosio Barresi e il giovane attore e regista Andrea Simonetti.

Undici i corti in gara. “Taxi” di Marco Arturo Messina, storia di un uomo che filtra la propria vita attraverso un cellulare. Sconclusionato, pseudofilosofico e noioso. “Carrozzella negra” di Mario Savina ed Emanuele Lucci, storia di tre giovani alle prese con il cortometraggio perfetto. Cinico quanto basta e molto simpatico. “Piccola storia di mare” di Dario Di Viesto, storia di un vecchio pescatore malato alle prese con un pesciolino da salvare. Stupenda la fotografia al servizio di un piccolo capolavoro poetico che ispira tanta tenerezza. Bravo il protagonista Teodosio Barresi. Il miglior corto visto durante la serata. “Rose Rosse” di Sole Tonnini, storia di un rapporto di coppia minato dal timore di rovinare una vecchia amicizia. Divertente con un montaggio efficace. Finale che lascia a desiderare. “Malatedda” di Diego Monfredini, storia di Adele e della sua follia. Spiazzante, con un fulgido bianco e nero che cattura lo spettatore. “Alle corde” di Andrea Simonetti, storia di Cosimo, lavoratore dell’Ilva con il sogno di diventare pugile professionista. Dramma all’ombra dello stabilimento maledetto. Ben confezionato ma con poco pathos. “ Il gol di Remo” di Niki Giustini, storia di un ex calciatore alle prese con il suo primo ed unico gol. Brevissimo, troppo poco per trasmettere qualche emozione. Indefinibile. “Insieme” di Annamaria Liguori, storia di due sorelle alle prese con il cancro di una delle due. Seppure ben recitato, risulta troppo didattico, quasi uno spot sulla cura del cancro. “Io…donna” di Pino Quartullo, storia di Clara alle prese con il “riassunto” della sua vita. Cast stellare eccellente (Margherita Buy, Sergio rubini, Massimo Werthmuller, Giampaolo Morelli e Nicola Nocella), per una sceneggiatura impeccabile e una regia potente. Il miglior Quartullo. “Ad esempio” di Silvio Governi, storia di una famiglia con problemi di lavoro e ad una scelta “impensabile” per risolverli. Un dramma comune visto con l’innocenza degli occhi di un bambino. Finale aperto sulle porte di “tutto è bene quel che finisce bene”. Carino. “Buon San Valentino” di Cristiano Anania, storia di un amore senza fine e di una ricorrenza indimenticabile. Diretto con mano leggera fino al duro colpo di scena finale.            

  

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