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Accasadi... Laura De Mola

Nel secondo appuntamento, ad aprirci la porta è stato l'Assessore alle Politiche per la promozione del territorio, dello Sport e delle Pari opportunità

Cultura
Fasano domenica 22 giugno 2014
di Pasquale Ancona
Laura De Mola
Laura De Mola © Fasanolive.com

La particolarità, il non usuale, il dettaglio introvabile. È questa la fasanese Laura De Mola. È questo quello di cui parla la sua casa, i suoi mobili, i suoi libri, i suoi dischi e i suoi dvd. Ci fa accomodare su un confortevole divano e comincia con una confessione: «io colleziono scatole». E questo basterebbe per identificare quanto poco convenevoli siano gli antri del gusto di questa donna manager con un ruolo rilevante anche in politica. La sua stanza preferita? Il guardaroba, che ci mostra fiera, subito dopo.

Quella delle scatole è solo una delle passioni, e quando le viene posta la domanda in merito al suo libro preferito ci dice:
«Io amo John Grisham. Ho tutti i suoi libri, come potete vedere. Lo leggo perché adoro le sue storie, adoro il modo che mi dà di evadere dalla mia quotidianità, di staccare la spina. Mi capita spesso di andare a dormire anche a notte fonda, verso le tre o le quattro del mattino pur di finire un libro. E poi c’è Danielle Steel, che con i suoi bestsellers mi tiene incollata col naso sui libri. La mia passione per la lettura è nata davvero per curiosità, c’era un titolo della Christie, che m’incuriosiva. Allora, all’età di sette anni, iniziai a leggerlo e lo finii tutto d’un fiato, iniziando così ad amare la lettura. E di lì è partita poi una grande carrellata di letture che mi ha fatto appassionare a qualsiasi genere di libri, spaziando dai romanzi gialli, ai saggi e all’attualità. I libri sono la mia seconda realtà.»

Cambiamo argomento, veniamo alla musica. Se dovessi farci il titolo di una canzone?
«Il titolo di una canzone? Beh francamente sarebbe impossibile. Davvero impossibile. I miei primi approcci con la musica li ho avuti a sette anni, quando, per RadioFasano, conducevo un programma di musica per bambini che si chiamava ‘Babydisco’. Lavorando poi per anni in radio, ho ascoltato tanta musica, affinando i miei gusti, identificandomi in alcuni nomi, ma rimango comunque amante di tutta la musica. Se però dovessi farvi proprio dei nomi, beh David Crosby, Judy Garland, e comunque tutta la musica americana di quegli anni, perché io sono un po’ antica, perché mi piace tutto quello che è spettacolo di quegli anni. Da piccola guardavo solo musical americani, ed infatti amo molto il cinema americano. Questo per quanto riguarda la musica internazionale. Per la musica italiana, come tutti sanno, il mio cantante preferito è Biagio Antonacci. Lo seguo per tutta l’Italia, in ogni suo concerto. E se proprio sono costretta a darvi un suo titolo, vi direi ‘Così presto no’. Ma la bellezza è proprio che io in macchina non ascolto solo Biagio, anzi, ascolto anche Strauss, così come Massimo Ranieri, come le opere della Callas. Mi piace spaziare».

E per quanto riguarda il cinema?
«Anche qui la scelta è vasta. Partiamo dal titolo stavolta: il mio film preferito è ‘Qualcosa di personale’ con Robert Redford e Michelle Pfeiffer. È il mio film per il mio passato da giornalista, il mio film per tutto quello che il giornalismo mi ha dato, soprattutto. Amo questo film perché ritengo sia il film che ogni giornalista o aspirante giornalista dovrebbe vedere. Mi ha insegnato come fare giornalismo, mi ha insegnato che bisogna dare la notizia. E poi ci sono i musical, i musical americani che rivedo ogni mese. Il mio preferito è ‘Sette spose per sette fratelli’, è il mio musical perché lo vedo da quando ero piccolina e non vi nascondo che anche ora, a distanza di anni, lo rivedo spesso. Quest’anno ho visto il musical in teatro sei volte, conosco la colonna sonora a memoria, e la sua bellezza mi meraviglia sempre».

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