Scuola e cittadinanza attiva

Per gli studenti, «il centro antico è una zona poco controllata»

Durante una conferenza stampa, Tiberio Potenza e Alma Di Bari, soci di U'mbracchie, hanno esposto i risultati di un sondaggio condotto nelle seconde medie della "Bianco-Pascoli" / LE FOTO

Attualità
Fasano giovedì 28 maggio 2015
di Marina Pignatelli
Tiberio Potenza
Tiberio Potenza © FasanoLive

Comprendere la percezione che i ragazzi hanno del centro antico per poter migliorare le strategie di sensibilizzazione ed educazione al rispetto del bene comune: è questo l’intento del progetto realizzato dall’associazione “U’mbracchie”, che ha approntato e somministrato un questionario compilato da più di 250 studenti della scuola media “Bianco – Pascoli”.  

I risultati del sondaggio sono stati presentati ieri pomeriggio, 27 maggio, nella Sala di Rappresentanza del Comune di Fasano. Alla conferenza stampa hanno partecipato il sindaco di Fasano,  Lello Di Bari, la dirigente scolastica della scuola media fasanese, Marilena Abbatepaolo e i due soci che hanno relazionato sull’intero progetto, Alma Di Bari e Tiberio Potenza. L’iniziativa ha coinvolto 253 studenti di undici classi, che hanno risposto a sei domande, di cui cinque aperte e una a risposta multipla.

Le domande rivolte agli studenti hanno riguardato tutte il centro antico e i luoghi maggiormente conosciuti. Qual è il centro antico? Quali sono i luoghi del centro antico che conosci meglio? Ci sono luoghi del centro antico in cui trascorri il tuo tempo? Qual è il luogo simbolo del centro antico? A queste domande sono giunte le risposte più varie, che dimostrano una conoscenza più o meno precisa di cosa sia e di dove è ubicato il centro antico, ma una scarsa cultura di quello che accade tra gli antichi vicoli della città.

Se i Portici delle Teresiane rappresentano il luogo più conosciuto e frequentato dai giovani studenti, pochi tra loro conoscono, ad esempio, la biblioteca comunale. Inoltre, alla domanda aperta sulle migliorie che vorrebbero vedere apportate al centro antico, molti di loro, ben 146, hanno risposto che vorrebbero vedere migliorata la condizione delle strade e ne reclamano una maggiore pulizia, in particolare della fontana al centro dei Portici. Fra le righe non sono mancati i paragoni con i centri antichi delle città vicine come Cisternino e Locorotondo, più belli perché animati e ricchi di attrattive come negozi e bar. Ha colpito molto la risposta di 28 studenti che, alla domanda “Secondo te il centro antico di Fasano è…”, hanno risposto  “Una zona poco controllata del paese dove ognuno è libero di fare quello che vuole”.

Insomma, i giovani studenti interpellati non l’hanno mandata a dire e hanno esposto tutte le criticità che secondo loro affliggono gli angoli più belli e antichi della nostra città. Il sindaco ha commentato queste risposte sottolineando come non sia semplice riuscire a dare una risposta a tutti i bisogni dei cittadini, grandi o piccoli che siano e che se i Portici risultano un luogo apprezzato è grazie agli sforzi dei privati, che sono riusciti a dare vita ad un luogo un tempo deserto.

Marilena Abbatepaolo ha raccontato come sia importante lavorare non solo sugli studenti, che saranno gli adulti di domani, ma anche sulle loro famiglie, che devono rappresentare un esempio costruttivo e saper trasmettere ai propri figli il senso civico e il rispetto per il bene comune, come le strade, i muri e i luoghi meno frequentati e proprio per questo spesso deturpati. «Quando quello che abbiamo intorno non è sentito come proprio - ha detto la dirigente - non interessa e di conseguenza non ha un valore. Sta a noi insegnanti e alle famiglie far capire loro, invece, che tutto quello che ci ritroviamo, dalle aule scolastiche alle strade di qualunque zona della città, sono per noi un prestito da tutelare e lasciare in condizioni ancora migliori di quelle attuali». 

L’”U’mbracchie” lotta sin dalla sua nascita contro gli atti di vandalismo, compiuti spesso dagli adolescenti, che scrivono sui muri, lasciano rifiuti per strada e, a volte, scambiano le strade più nascoste in bagni pubblici. «Assistiamo quotidianamente - ha raccontato Alma Di Bari - ad atti di inciviltà che rappresentano un grosso problema per noi residenti. Se ci stiamo rivolgendo ai ragazzi delle scuole medie è perché siamo sicuri di poter avere con loro un dialogo maturo e aperto».

Lascia il tuo commento
commenti