Al Teatro Kennedy

A Fasanomusica i pericoli musicali di Nicola Piovani

L’associazione culturale presieduta da Mariolina Patronelli Castellaneta ha ospitato il celebre compositore e musicista romano protagonista di uno trascinante concerto – LE FOTO

Spettacolo
Fasano venerdì 17 febbraio 2017
di Dino Cassone
Nicola Piovani © FasanoLive.com

Se per Nicola Piovani “La musica è pericolosa”, allora il pericolo è il suo mestiere, perché il concerto a cui abbiamo assistito ieri sera, 16 febbraio, al Teatro Kennedy  nell’ambito della trentaquattresima stagione concertistica 2016-2017 di Fasanomusica, è stato davvero molto bello, talmente entusiasmante da meritarsi la standing ovation finale.

Le orchestrazioni di Piovani sono quasi sempre riconoscibili (non raggiungono le vette dell’eclettismo di Morricone, insomma), e nonostante tutto sempre molto trascinanti, evidenziate anche dall’ottima esecuzione dei musicisti (tutti polistrumentisti ad eccezione di uno) che lo hanno accompagnato sul palco: Rossano Baldini alle tastiere e alla fisarmonica, Marina Cesari al sax e al clarinetto, Pasquale Filastò al violoncello, chitarra e mandoloncello, Ivan Gambini alla batteria e alle percussioni e Marco Loddo al contrabbasso.     

Il titolo dello spettacolo è stato mutuato da una frase di Federico Fellini del quale Piovani ha raccontato alcuni gustosi aneddoti frutto di molte collaborazioni artistiche. Ad aprire il concerto, infatti, una suite composta da tre temi di altrettante colonne sonore: “Intervista” e “Ginger e Fred” di Fellini, appunto, “Speriamo che sia femmina” di Mario Monicelli e “Il Marchese del Grillo” di Alberto Sordi.

A seguire una suite ispirata alla pericolosità della mitologia greca (da Orfeo a Ulisse fino alle Sirene e Salomè): “Partenope”, “Il Minotauro” e “La danza dei sette veli”, mentre sullo schermo scorrevano i disegni appositamente realizzati da Milo Manara.

Piccolo sipario dedicato alla musica classica con un’emozionante riscrittura della “Mazurka op.17, n.4” di Frederik Chopin, seguito da un’altra suite dedicata alla pericolosità delle canzoni, con l’esecuzione di “Quanto t’ho amato” (composta per uno spettacolo di Benigni, assieme a quest’ultimo e con il testo di Vincenzo Cerami); “Caminito” con la suggestiva featuring di Marcello Mastroianni nella versione originale incisa per la colonna sonore del film argentino “De eso non se abla” (“Di questo non si parla”) di Maria Luisa Bemberg, e di “Storia di un impiegato” di Fabrizio De Andrè.

Per finire, ancora una suite “cinematografica” questa volta con “Jamòn Jamòn” di Bigas Luna e “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo. Bis scontato: la celebre colonna sonora de “La Vita è Bella” accompagnata da un lunghissimo applauso del numeroso pubblico.

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