Domenica 11 marzo

Prima uscita a Fasano dei neoeletti parlamentari grillini

Per i pentastellati neoeletti la vittoria elettorale rappresenta una grande occasione per scardine il vecchio sistema a favore di idee nuove e valori da riscoprire

Politica
Fasano lunedì 12 marzo 2018
di Graziana Lacirignola
La neosenatrice L'Abbate a Fasano
La neosenatrice L'Abbate a Fasano © Elena Potenza

Come preannunciato nei giorni scorsi, si è tenuto ieri mattina (domenica 11 marzo), presso i Portici delle Teresiane a Fasano, “L’Agorà dei 5 stelle”.

L’impressione che probabilmente in molti hanno avuto giungendo sul posto, è che non si trattasse della “prima uscita” di neo eletti alle più alte cariche istituzionali nazionali.

Ciò, innanzitutto, per il numero di partecipanti all’incontro, in netto contrasto con la valanga di voti ottenuti, anche nel nostro paese, dai candidati pentastellati: ad ascoltare Raffaele Trisciuzzi, Antonella Laricchia e ad applaudire la Senatrice Patty L’Abbate e gli Onorevoli Anna Macina e Giovanni Vianello, non c’era che un manipolo di cittadini, per lo più attivisti del Movimento stesso.

Un dato che stride, ad esempio, con i 7.656 voti (cioè il 37% delle preferenze) ottenuti proprio a Fasano dalla ricercatrice universitaria castellanese candidata al Senato.

Forse l’incontro, in virtù dello straordinario risultato elettorale, meritava di svolgersi nell’agorà (nella piazza principale della polis) che però oggi era occupata da un (affollatissimo) raduno di auto storiche.

La prima riflessione riguarda, dunque, uno degli obiettivi primari del M5s, cioè la partecipazione alla sua vita politica non solo degli iscritti, ma di tutti i cittadini che votandoli sperano in un cambiamento radicale del sistema istituzionale.

Quindi una partecipazione auspicata non solo dai rappresentanti pentastellati, ma da tutti coloro che, votando il movimento, si suppone condividano tale linea guida.

In questa prospettiva, l’incontro di oggi può definirsi, anche se solo formalmente, un inizio deludente: per comprendere se i cittadini hanno una reale volontà di partecipare, socializzare e collaborare su progetti condivisi o se il loro voto vada semplicemente letto come una protesta verso la “vecchia” classe politica, bisognerà probabilmente attendere i prossimi accadimenti sia in ambito nazionale (politico) che locale (amministrativo).

L’incontro si è svolto sulla falsa riga di una campagna elettorale nella quale si ribadiscono buoni propositi e si esaltano gli ideali che animano il partito/movimento: i rappresentanti politici hanno parlato di “pulizia”, di onestà e della grande occasione, offerta dalla vittoria elettorale, di iniziare un nuovo percorso che scardini il vecchio sistema, ormai logoro, a favore di una politica che fa perno su nuove idee e principi e valori da riscoprire.

E’ stato ribadito, inoltre, il desiderio di realizzare una sorta di “filiera corta” che unisca le comunità ai massimi vertici istituzionali: i cittadini che lo vorranno potranno promuovere istanze su problematiche e temi concreti, delle quali i rappresentanti si faranno portavoce.

Ad essere tutelati, ha rassicurato l’On. Macina, saranno tutti i cittadini indistintamente, abbandonando la vecchia logica partitocratica secondo cui le comunità, per vedere garantiti i propri diritti, debbano essere rappresentate da un esponente del proprio paese.

Antonella Laricchia, portavoce del Movimento 5 Stelle in Puglia (candidata nel 2015 per la carica di Presidente della Regione Puglia) ha sottolineato come il nuovo “peso” del Movimento (passato da 10 a ben 42 deputati pugliesi) possa portare nuovi benefici alla nostra regione.

Laricchia ha ricordato come il sud sia stato ancora una volta offeso da quelle persone che, inventando fantomatiche file di cittadini ai Caf per chiedere il reddito di cittadinanza, hanno voluto far passare l’idea che chi ha votato per i 5 stelle lo abbia fatto per ottenere uno stipendio senza lavorare, ripetendo il vecchio mantra dei meridionali fannulloni. Un concetto falso, alimentato da una “bufala”, che, al fine di sminuire il risultato del Movimento, getta discredito su un intero popolo, "colpevole" di aver fatto una scelta diversa da quella che alcuni politici si aspettavano.

Insomma, l’incontro di ieri, oltre che per ringraziare la comunità fasanese, ha rappresentato un’occasione per rinnovare gli impegni assunti durante la campagna elettorale, per assicurare una presenza futura sul territorio delle istituzioni politiche che il Movimento rappresenta e per chiedere ai cittadini di interessarsi della “cosa pubblica” che rischia, altrimenti, di essere strumentalizzata per interessi privati.

Quanto al tema di più stringente attualità, visto il grande disordine politico nel quale la nazione si ritrova per l’assenza di una maggioranza in grado di formare un governo, non è stato chiarito in che modo il Movimento intenda uscire dall’impasse che al momento sembra aver paralizzato la politica nazionale. Risposta che, chiaramente, non può essere fornita dai singoli eletti ma che sarà il frutto dei prossimi accadimenti politici nazionali.


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