Presso la chiesa di San Francesco da Paola

Dopo vent'anni, riproposta la "Cantata della Vittoria":pagine musicali che narrano l'epica cittadina

Intervista al regista Angelo De Leonardis

Cultura
Fasano giovedì 14 giugno 2018
di Marzia Perrini
“La Vittoria sui Turchi”, cantata in cinque quadri
“La Vittoria sui Turchi”, cantata in cinque quadri © n.c.

Nel 1998, in occasione del primo ventennale de “La Scamiciata”, venne messa in scena per la prima volta la Cantata della Vittoria, eseguita e presentata sotto forma di concerto. E dunque esattamente vent’anni dopo, per festeggiare il quarantennale della grande e ormai celebre manifestazione, il gruppo teatrale “Peppino Mancini”, convocando gli artisti presenti nella prima esecuzione, ha deciso di riproporre la Cantata in forma scenica, affidandone poi la regia allo stesso basso Angelo Deleonardis. L’appuntamento è previsto per oggi, giovedì 14 giugno, presso la chiesa di San Francesco da Paola: ingresso ore 20:10, spettacolo ore 20:30.

Proprio al regista abbiamo rivolto alcune domande, per ricevere approfondimenti riguardo alla particolare opera che sarà messa in scena nella serata di oggi.

“La vittoria sui turchi”: in cosa consiste e com’è articolata?

«Si tratta di cinque stanze poetiche allestite da Maria Teresa Marasco che ha trascritto in versi (con metro molto musicale) le pagine salienti dello scritto omonimo di Paolo Magno (ristampato per l’occasione dall’editore Schena), il tutto messo in musica dal compositore Antonio Vinci. La Cantata si organizza in cinque quadri per voci soliste, coro polifonico e strumenti, con la voce narrante di Carlo De Caro che introduce i vari momenti. Inoltre, le arie solistiche delle voci dei due soprani, Stefania Cavallo e Antonella Barletta, del baritono Ciro Greco e del basso Angelo De Leonardis si alternano ai brani corali che evidenziano le reazioni del popolo fasanese in rapporto agli eventi di quel giugno 1678, narrate in canto dai solisti».

Dunque una grande importanza è ricoperta dalle masse… ma in che modo saranno rappresentate?

«Con la presenza del coro “La Sonora Alternanza”, che con i suoi quaranta membri rappresenta uno di quei personaggi collettivi tipici della grande tradizione operistica, in cui le masse, con movimenti e vocalità, esprimono la vera anima di un intero popolo in tutte le sue sfumature. Dal prologo, che descrive la vita dei fasanesi nel suo sereno svolgimento, alla vigilia del 2 giugno e ai successivi quadri, che vedono susseguirsi momenti di attacco e contrattacco, vittoria e trionfo, le pagine musicali vengono messe in scena con efficacia evocativa e tonalità sempre diverse».

Quale pensa sia il valore aggiunto che la Cantata dona a questa edizione della Scamiciata?

Se ormai la tradizionale Scamiciata realizza annualmente la rievocazione drammatica degli eventi narrati, quella scenica della Cantata ha il valore aggiunto di una commovente evocazione lirica e corale che, con la sua componente sonora, realizzata grazie all’ausilio del gruppo di fiati “Ignazio Ciaia” e dei “Timpanisti Fajanensis”, indurrà il pubblico ad una partecipazione più liricamente empatica dell’epica cittadina».

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