Si è svolta martedì 15 maggio

Premiazione della quinta edizione del “Progetto Incipit” all’ Istituto “G. Salvemini” di Fasano

Il tema era la data casuale del “14 marzo 2016” e gli studenti hanno raccontato un’esperienza personale significativa avvenuta nella predetta data, liberando la propria creatività letteraria

Cultura
Fasano mercoledì 16 maggio 2018
di La Redazione
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Si è svolta martedì 15 maggio in sala Agape dell’Istituto Professionale Alberghiero “G. Salvemini” di Fasano la premiazione del “Progetto Incipit”, riservato agli studenti del medesimo istituto scolastico presieduto da Rosanna Cirasino.

La quinta edizione del “Progetto Incipit”, coordinato dalle docenti Angelica Brunetti e Angela Ranieri Dellino, ha avuto per tema la data casuale del “14 marzo 2016”. Gli studenti hanno raccontato un’esperienza personale significativa avvenuta nella predetta data, liberando la propria creatività letteraria.

La professoressa Angela Ranieri Dellino ha illustrato le finalità del progetto in questione e, soprattutto, ha posto l’accento sull’interesse e la rilevante partecipazione degli studenti.

«Abbiamo svolto un duro e lungo lavoro di preparazione – ha detto la prof.ssa Ranieri – ottenendo degli ottimi risultati. Ringrazio gli studenti per aver preso a cuore questa iniziativa e, in particolare, per l’impegno profuso in classe e a casa».

La giuria era composta dalla dirigente scolastica Rosanna Cirasino, dallo scrittore Dino Cassone e dall’assessore comunale all’Istruzione Cinzia Caroli.

Al primo posto si è classificata Grazia Pugliese, classe V sezione D; al secondo Flavia Carparelli, classe IV sezione; al terzo Gianmario Attanasio, classe V sezione D.

Premio speciale riservato agli studenti Flavio Fiore, Lorenzo Gimignani, Anna Pinto ed Emanuala Semeraro della classe I sezione B; Vincenzo Renna e Sara Passoforte della classe II sezione B

Per quanto riguarda i testi segnalati dalla giuria, si sono distinti gli studenti Jonida Allmuca (IV A), Settimio Caramia (II B), Graziana Ciaccia (IV B), Alessia D’Errico (V A), Chiara Ester Legrottaglie (V A), Angela Loparco (II A), Angela Lupoli (V A), Valeria Mizzi (III E), Carlo Pantaleo (II B), Sabrina Pizzutoli (V A), Grazia Pugliese (V D), Alessia Rosato (IV B).

«Ho letto con attenzione e piacere – dice la dirigente scolastica dell’Istituto Professionale Alberghiero “G. Salvemini” di Fasano, Rosanna Cirasino – gli elaborati degli studenti, che hanno esaminato lo scibile umano nelle più varie declinazioni. Grazie alla direzione culturale dei docenti gli studenti hanno stabilito una sinergia tra la propria realtà intima e la realtà esterna, incrociando le diversità del mondo degli oggetti e degli eventi con il mondo sociale dei valori e delle norme. E’ stato, dunque, un gioco costruttivo, edificato con un personale criterio di razionalità comunicativa e con uno slancio che evidenzia la voglia di fare, la volontà di essere per nobilitare le idee e gli stati affettivi in un atto comunicativo».

Questo il testo 1° classificato di Grazie Pugliese, V D:

«Oggi è il mio funerale. I funerali sono tristi. Anche il mio lo è. Ricordo ogni singolo spillo di questo giorno. Si sono sveglieti tutti molto presto. Lily, la mamma e il papà hanno indossato l'abito per le occasioni importanti e si sono avviati in chiesa. Li ho visti. Stanchi. Tristi e smarriti. Ho preso la bici,l'mp3 e la giacca e sono corso via. Proprio come fanno le anime. Non sapevo dove fossi diretto, probabilmente al mio funerale, ma cosa avrei fatto? Avrei osservato me stesso in una bara. Avrei pianto? Non credo. Il destino mi ha portato in chiesa, fortunatamente la cerimonia era quasi finita, io in ogni caso rimasi dietro per darmi l apossibilità di non vedere me stesso. L'elogio funebre letto da mia sorella Lily è stato commovente. Come tutto il resto. Più tardi vi racconterò cosa mi è capitato».

Testo 2° classificato, Flavia Carparelli, IV D:

«Le mani intrecciate a quelle del suo papà, abbagliati dallo stile Haussmann della grande Parigi. Chris è lì, senza pretese, con un sorrisino tra due guanciotte che parevano due pomodori e un giocattolino comprato da un mendicante poco prima. Per lei tutto ciò significava toccare il cielo con un dito e pensava già a come sfruttare il nuovo arrivato una volta a casa. L'ambiente circostante era stracolmo di gente, nell'aria solo cose belle e la sua tenera mente vagava nella parte più pura del mondo. Un solo sguardo, un solo respiro, delle grandi luci abbaglianti si abbatterono sulla folla. Quelle mani intrecciate si divisero, urla strazianti di quel povero padre: di Chris rimase soltanto quel piccolo giocattolino in terra. Ora è quel mondo trasformatosi da mille colori ad un pezzzo di carta straccia in bianco e nero, gente usurpata dal privilegio di essere vivente, gente che corre nel tentativo di afferrare la vita. Ma tutto ciò è impassibile, quasi appare come una sinfonia monotona, perché ormai l'uomo crede di viaggiare tenendosi per mano senza mai però guardarsi da lontano».

Testo 3° classificato, Gianmario Attanasio, V D:

«Vi racconterò della mia vita, subito dopo la mia morte. Comincio col dire che probabilmente sarà il primo caso al mondo di libro nel quale l'autore stesso non saprà mai il titolo. Ciò mi duole ma m'incuriosisce allo stesso tempo. Ho scelto volontariamente di raccontarvi le situazioni più tragiche, tormentate e paradossalmente malate che ho vissuto. Metterò a nudo tutto ciò che mi appartiene, solo e soltanto al tramontare della mia vita. Ma la vera domanda è: chi sono io? Un modesto giornalista di nome Matteo Scali sposato con una semplice casalinga di nome Matilde Bozzi; ma ciò non basta a dare una risposta esaustiva. Sono uno dei più grandi criminali con cui il mondo abbia avuto a che fare. E il fatto che probabilmente non mi conosciate implica che ho sempre fatto un ottimo lavoro. Sapete, provo una forte perversione verso l'omicidio, la conoscenza di possedere la vita di un'altra persona mi gratifica. Le mie prede sono tutte preventivamente selezionate con lo scopo di purificarle. Ma la cosa che più mi fa innervosire è la superficialità con la quale quest'ultime vivono. sapete quando finalmente capiscono il peso e l'importanza di ciò che possiedono? Quando sono io a toglierglielo. Dovreste vedere i loro occhi colmi di paura, raggelati dalla mia presenza, prima che accada l'inevitabile. Ma non perdiamoci in chiacchiere, parliamo subito di mia moglie, e di come io l'abbia uccisa».

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