Presso il Minareto

Ferdinando Boero e la bellezza nascosta della natura

Presentato dallo scrittore Ferdinando Boero e dal mediatore Valerio Palasciano, alla Selva di Fasano, il libro "L'ecologia della bellezza. I gusti della natura", edito Besa

Cultura
Fasano domenica 13 agosto 2017
di Marzia Perrini
La presentazione
La presentazione © fasanolive.com

Futuro, distruzione, sostenibilità bellezza. Questi i temi discussi ai nostri giorni e soprattutto l'11 agosto, per la presentazione del libro “L’ecologia della bellezza. I gusti della natura” di Ferdinando Boero, edito Besa. L’incontro, organizzato dall’associazione “Presidio del libro” e inserito all’interno della rassegna “Selva in Festival. Culture- Arti- Paesaggi”, si è svolto alla Selva di Fasano presso il Minareto. A dialogare con l’autore, docente di Zoologia e Biologia marina all’Università del Salento, Valerio Palasciano, dottore in Progettazione dei sistemi turistici e culturali, che lo ha abilmente stimolato attraverso continue domande; i due sono stati introdotti da Annamaria Toma e Vito Bianchi.

Boero ha catturato l’attenzione dei presenti con dati, denunce, convinzioni, partendo dal fatto che, attualmente, facciamo cose alla natura che la rendono ostile per la nostra sopravvivenza, ignorando il funzionamento degli ecosistemi e vivendo in modo irresponsabile. La natura è irrimediabilmente bella, bella dappertutto, eppure, ha affermato lo scrittore, fin da bambini non siamo educati alla percezione della sua bellezza e alla conoscenza delle specie di piante o animali: ne conseguono poi adulti che non rispettano la bellezza della natura e che vivono nell’inconsapevolezza della biodiversità che ci circonda. Citando la Bibbia, ha in seguito espresso una metafora con il giardino dell’Eden, interpretando il frutto proibito come limite all’uso della natura e quindi come metafora della sostenibilità: abbiamo mangiato il frutto proibito e le punizioni sono l’agricoltura e l’acquacoltura che ci costringono a prendere dalla natura più di ciò che può offrirci. «Ma abbiamo superato troppi limiti- ha dichiarato lo scrittore- e le catastrofi stanno realmente arrivando (un esempio è il caldo torrido di questa estate). Ignorante è chi pensa a una possibile colonizzazione su altri pianeti.»

Così il professore, con una buona dose di ironia, ha regalato un momento di lezione intenso e interessante, offrendo ottimi spunti di riflessione per problemi sfortunatamente molto attuali, ammettendo anche di non credere a chi fa previsioni poiché la storia è fatta di contingenze. Il libro dimostra come sia possibile parlare di bellezza anche da scienziati; con coinvolgenti domande e infrangendo luoghi comuni regala il piacere, forse ultimamente un po’ perso, della scoperta.

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