Arrestato l’imprenditore Luigi Dagostino

Outlet Fasano: arrestato Dagostino il re di “The Mall”

Arrestato (ai domiciliari) l’imprenditore barlettano Luigi Dagostino: la realizzazione dell’Outlet incontra un nuovo ostacolo

Cronaca
Fasano giovedì 14 giugno 2018
di Graziana Lacirignola
"The Mall" a Sanremo © n.c.

Ieri, mercoledì 13 giugno 2018, è stato arrestato (ai domiciliari ) a Firenze Luigi Dagostino, l'imprenditore di origine pugliese che ha fatto fortuna con la costruzione di outlet.

Il nome dell’imprenditore è noto ai fasanesi per la realizzazione di un centro commerciale, in particolare un outlet, proprio a Fasano. I lavori per la realizzazione dell’opera, tuttavia, non sono ancora partiti.

All’imprenditore, barlettano d’origine ma fiorentino d’adozione, è contestato il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Secondo l'accusa, infatti, sarebbero state utilizzate fatture false per operazioni inesistenti, al fine di evadere l’Iva e le imposte sui redditi per circa 3 milioni di euro, somma sequestrata all’imprebditore.

Il nome dell’imprenditore è salito agli onori delle cronache degli ultimi mesi perché in contatto (e in passato in affari) con Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, anche se la procura di Firenze ha precisato che l’arresto di ieri non è legato all’inchiesta sui coniugi Renzi.

L’arresto pone nuovamente l’accento su una questione, quella della realizzazione dell’Outlet, che ha alimentato non poche discussioni tra le diverse forze politiche locali proprio per i rapporti poco trasparenti contestati all’imprenditore nella gestione degli affari.

La storia burocratica è complessa. A fine del 2015 l'idea del Mall viene bloccata dalla Regione per motivi urbanistici: per realizzare il progetto (che si dovrà estendere su 22 ettari e che ospiterà 25 negozi con le migliori griffe internazionali) era necessaria — aveva detto la Regione — l'approvazione di un piano particolareggiato.

Un'impresa praticamente impossibile perché la proprietà dei terreni era divisa tra centinaia di persone, impossibile dunque metterli d'accordo.

Arriva così un piano B, che offre il commissario prefettizio nella primavera del 2016: invece di vedere il progetto come un unico lotto, lo spacchetta in quattro micro zone, più piccole. D'Agostino presenta un progetto meno vasto, che dunque sulla carta non ha le caratteristiche del grande centro commerciale. In questa maniera si riescono a bypassare le autorizzazioni regionali.

L'operazione riesce: ad agosto del 2016 il consiglio comunale fasanese approva il progetto e nel novembre del 2017 chiude la parte più delicata, quella ambientale: il grande outlet di lusso non necessita di autorizzazioni particolari, tanto da non essere sottoposto alle Valutazioni di impatto ambientale.

Ma la vicenda s’intorbidisce nuovamente nel marzo del 2018 quando, indagando sulle attività dell'imprenditore degli outlet Luigi Dagostino, a Firenze scatta un sequestro preventivo di 1,4 mln di euro in un conto corrente della filiale Mps di Fasano.

Il pm Christine von Borries indaga per appropriazione indebita in concorso l'avvocato pugliese Salvatore Castellaneta, 58 anni di Fasano e il manager del lusso Carmine Rotondaro, 44 anni di Cosenza e residente nel Principato di Monaco.

I due stavano mandando la somma in Svizzera ma una segnalazione di Bankitalia blocca l'operazione (un bonifico) perché sospetta.

Il punto di giunzione con l’Outlet la “Rotondino Mall”, una srl in liquidazione dal 2017 con sede a Firenze, della quale Rotondaro è socio al 48%, mentre l'altro 52% delle quote è posseduto proprio da Luigi Dagostino.

I lavori per la realizzazione del centro commerciale, come detto, ad oggi non sono ancora stati avviati, forse anche per una prudenziale cautela adottata dall’amministrazione, e alla luce dei nuovi avvenimenti probabilmente non si realizzeranno nell’immediato.

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