«La sua giustizia siamo noi»

Gli studenti dell'Alberghiero ricordano Palmina Martinelli col giudice Nicola Magrone

Tema dell’assemblea d’Istituto, tenutasi martedì 13 marzo all’Istituto Professionale Alberghiero “G. Salvemini” di Fasano, è stato il femminicidio

Attualità
Fasano mercoledì 14 marzo 2018
di La Redazione
Il Salvemini ricorda Palmina Martinelli con il dott. Nicola Magrone
Il Salvemini ricorda Palmina Martinelli con il dott. Nicola Magrone © n.c.

Nel corso dell’assemblea d’Istituto, tenutasi martedì 13 marzo nella sala Agape dell’Istituto Professionale Alberghiero “G. Salvemini” di Fasano, è stata ricordata Palmina Martinelli, bruciata viva il 31 ottobre 1981 e morta il 2 dicembre dello stesso anno.

È intervenuto il dott. Nicola Magrone, sindaco di Modugno, ex magistrato, presidente della Fondazione “Popoli e Costituzioni”, all’epoca dei fatti pubblico ministero della terribile vicenda.

Tema dell’assemblea d’Istituto dell’Arberghiero di Fasano è stato il femminicidio: gli studenti della scuola presieduta da Rosanna Cirasino hanno seguito con interesse e partecipazione l’intervento del dott. Magrone.

A coordinare i lavori i professori Vito Mileti e Mina Piccoli e i rappresentanti degli studenti Anita Di Tano e Antonio Ciaccia dell’Istituto Alberghiero di Fasano. Magrone ha riesaminato in modo toccante la vicenda Martinelli: l’amore per la vita negato, violentato, bruciato.

«Questa storia – ha detto il dott. Magrone agli studenti – deve essere ripercorsa affinché il diritto all’amore e alla vita possa essere difeso e promosso per sempre».

Il pubblico ministero dell'epoca Nicola Magrone ha tenuto viva la memoria di Palmina Martinelli, ripercorrendo fatti, ricordi, e amarezze. «Oggi noi, popolo italiano – ha aggiunto il dott. Magrone – diciamo che Palmina aveva ragione. La sua giustizia siamo noi».

L’occasione è stata propizia per riflettere sul senso della nostra esistenza, in un tempo nel quale spesso si assiste alla riduzione degli autentici valori umani a “cose” da usare e gettare senza riflettere neppure per un istante.

«Oggi la violenza sulle donne – dice la preside dell’Istituto Professionale Alberghiero “G. Salvemini” di Fasano, Rosanna Cirasino – riempie purtroppo le cronache quotidiane. È un germe letale che si è insinuato nelle pieghe più profonde delle relazioni famigliari producendo disastri immani. A noi educatori il compito delicato di insegnare stili di vita improntati al rispetto reciproco e di tutela della donna, che spesso è la figura bersaglio delle forme più bieche del maschilismo e del narcisismo patologico».

Gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Fasano hanno voluto offrire questa sorta di messaggio d’amore a Palmina Martinelli, giovane vittima della violenza e del degrado sociale, con la precipua volontà di “vigilare” affinché fatti come questo non accadano più in futuro.

Palmina Martinelli morì il 2 dicembre 1981, dopo tre settimane di agonia, ma prima di spegnersi riuscì a pronunciare i nomi di due ragazzi che l’avrebbero ridotta in quello stato perché lei non voleva prostituirsi. Nel terzo grado di giudizio, la Cassazione assolse i due con formula piena giungendo alla conclusione che Palmina si era tolta la vita da sola.

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