Organizzato dalle maestre

I bambini dell’“I. Ciaia” a lezione di vendemmia: dal gioco rinasce la tradizione

Le classi del secondo e terzo anno della scuola dell’infanzia “I. Ciaia” del 1° Circolo Didattico Collodi Fasano si sono cimentati nella produzione del loro primo vino

Attualità
Fasano martedì 14 novembre 2017
di La Redazione
I bambini dell’“I. Ciaia” a lezione di vendemmia
I bambini dell’“I. Ciaia” a lezione di vendemmia © n.c.

Le classi del secondo e terzo anno della scuola dell’infanzia “I. Ciaia” del 1° Circolo Didattico Collodi Fasano si sono cimentati nella produzione del loro primo vino: Vinicola “I Ciaia”.

L’esperienza che ha visti protagonisti i bambini di 5 anni ed i loro compagni di 4 anni, è stata ideata ed organizzata dalle maestre Anna Maria Carparelli e la collega Antonia Calderaro in collaborazione con la rappresentante di classe Vanessa Ammirabile ed il marito enologo Angelo Bagorda, il quale ha spiegato in più tappe i processi e le fasi che portano l’uva a trasformarsi in vino.

Tutto ha inizio il 6 ottobre alle ore 9,30 con l’arrivo dell’uva in cassette offerta dall’azienda agricola Bagorda Michele, nell’atrio interno della scuola dove tutti i bimbi erano pronti e preparati ad accogliere l’esperto.

I piccoli produttori vinicoli si sono cimentati nella diraspatura dei grappoli d’uva, cioè la separazione degli acini dai raspi, raccogliendoli in contenitori di plastica. Successivamente hanno proseguito con la pigiatura a mano degli acini, ottenendo il succo d’uva.

«Vedere le loro mani immerse nei contenitori che schiacciavano gli acini facendo fuoriuscire il succo - dichiarano gli organizzatori - faceva crescere i loro sorrisi, la loro curiosità ed il loro divertimento, in un’immagine agli occhi di noi osservatori indimenticabile, racchiudendo il vero significato della festa della vendemmia.

Hanno separato con l’aiuto degli adulti le vinacce dal succo raccogliendolo in una bottiglia come se fosse un piccolo tino. Sulle bottiglie si sono posizionati dei palloncini per far comprendere ai bimbi la fermentazione del mosto. Qui si è conclusa la prima tappa del loro percorso vinicolo.

La meraviglia e lo stupore negli occhi degli alunni nel vedere i palloncini gonfiati, come se fosse una magia, ascoltare sbalorditi il perché accade la fermentazione, del perché nella bottiglia si deposita la feccia del vin o, del perché si creano le bollicine e porre domande incuriosite, ha reso i laboratori vere esperienze di vita».

L’enologo Angelo Bagorda, padre di una delle bimbe del plesso “Ciaia”, ha spiegato la cultura del vino, la passione e l’impegno che ci vuole per ottenere un buon vino, ha spiegato con parole semplici che l’uva va curata già dal vigneto, la vendemmia e tutte le fasi necessarie, fino ad arrivare al giorno di San Martino dove i bimbi hanno travasato il vino nelle bottigliette ed attaccato l’etichetta con scritto il nome del vino e l’anno di produzione, proprio come una vera “cantina”. Dopo il lavoro, il meritato riposo, festeggiando gradi e piccoli con focaccia calda e canti popolari. Con le maestre hanno impacchettato le bottigliette ed insieme alla lanterna di San Martino le hanno regalate ai genitori per festeggiare una delle più antiche tradizioni fasanesi. La vitivinicoltura.

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