Tradeco

«La Tradeco non rispetta gli accordi presi con tutti i cittadini fasanesi»

In due note, Movimento 5 Stelle Fasano e Martino Rubino della Fesica-Confsal chiedono un taglio con la Tradeco e il rispetto di tutti gli accordi presi con i lavoratori

Attualità
Fasano venerdì 17 febbraio 2017
di La Redazione
un mezzo della Tradeco © FasanoLive.com

La Tradeco non rispetta gli accordi presi con i lavoratori e i cittadini fasanesi? “Le motivazioni risultano di semplice comprensione – si legge nella nota del Movimento 5 Stelle di Fasano - perché tramite la nuova Amministrazione e la maggioranza in consiglio comunale, che ha approvato il Piano Economico Finanziario, tutti noi abbiamo approvato il comportamento ormai abituale di questa azienda, ed in qualche modo, dato che paghiamo la bellezza di quasi € 9.000.000,00 l'anno (18 miliardi del vecchio conio) per continuare a comportarsi così, dovremmo sentirci tutti responsabili”. 

Secondo il movimento, il sindaco Zaccaria “pare abbia preferito tradire se stesso per motivi francamente a noi incomprensibili. Noi attivisti del Movimento 5 Stelle Fasano, siamo vicini alle difficoltà degli operatori ecologici fasanesi, che devono compiere il loro dovere nonostante la società Tradeco non rispetti il loro contratto di lavoro”.

Il dubbio “Per quanto tempo dobbiamo sopportare tutto questo?” espletato dal movimento nella sua nota è lo stesso palesato da Martino Rubino, segretario provinciale della Fesica-Confsal (Federazione Nazionale Lavoratori Industria Commercio Artigianato) che ieri, 16 febbraio, ha inviato una nota di sollecito alla direzione aziendale e al direttore tecnico della Tradeco, al sindaco di Fasano Francesco Zaccaria e per conoscenza ai sindacati Cisl, Cgil, Usla.

“La presente – si legge nella lettera di sollecito - per richiedere il rispetto degli accordi presi nei diversi incontri ed in particolar modo la corresponsione dello stipendio che, puntualmente, viene erogato non alla scadenza prevista dal contratto di lavoro.

Inoltre è il caso di ricordare che siete manchevoli: nella assunzione del personale a tempo indeterminato per coprire il vostro organico; nelle visite mediche; nella manutenzione mezzi; nel pagamento delle trattenute sindacali; nel pagamento del fondo Fasd; nel pagamento del fondo Previambiente; nel pagamento delle cessioni del quinto; nella consegna del vestiario invernale 2015, estivo 2016 ed invernale 2016 (siamo alle porte della consegna del vestiario estivo 2017); nella mancanza di un orario di lavoro ben definito.

Ricordiamo, ancora, che in data 25 gennaio 2017 vi abbiamo chiesto autorizzazione di fare un'assemblea per il giorno 27 gennaio con tutti i lavoratori, per focalizzare i punti discussi nella riunione presso il Comune di Fasano, ma ad oggi non abbiamo questa concessione. Ricordiamo, ancora, l'impegno assunto di compilare, approvare e sottoscrivere un accordo che regolamenti i rapporti contrattuali dei dipendenti a tempo determinato eliminando lo "schifo" che è stato fatto nell'anno 2016 dove sono stati calpestati i più elementari diritti di questi lavoratori che non hanno potuto fruire del loro piccolo periodo di lavoro. Abbiamo assistito ad ingiustizie spettacolari con lavoratori che hanno potuto fare un congruo periodo di lavoro e altri che si sono accontentati di qualche giorno o settimana.

Alla compagine sindacale che mi legge e che ha a cuore le sorti di questi lavoratori si chiede di soprassedere alle rivendicazioni sindacalesi e per un attimo abbracciare la causa di questi operai bistrattati che tutti diciamo di difendere, ma in pochi ci si adopera. Sottoscriviamo insieme il verbale d'accordo, già pronto, perché è sulla pelle di questa gente che si stanno facendo i giochi e quelle che sembrano nostre diatribe vengono colte come debolezze da parte dell'azienda che ha tutta la responsabilità di questa deriva. Dal canto nostro siamo disponibili a sottoscrivere nell'immediatezza quanto concordato da oltre cinque mesi e a stringere la mano a quanti hanno la buona volontà di lavorare con onestà e moralità. All'Amministrazione comunale chiediamo: ci siete? Potete battere un colpo per farvi sentire? Perché oltre ai proclami non abbiamo visto azioni concrete e tutto tace nell'andare avanti nell'apatia generale".

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