L’intervista

«Ecco perché a Fasano abbiamo buche sulle strade dopo una semplice pioggia»

A pochi giorni dall’inizio dei lavori di sistemazione di alcune vie di Fasano, l’ingegnere Stefano Convertini palesa tutti i perché delle nostre strade danneggiate

Attualità
Fasano venerdì 17 febbraio 2017
di Mariagrazia Semeraro
Strade dissestate a Fasano © FasanoLive

L’asfalto usato sulle nostre strade, i rattoppi utilizzati molto spesso per colmare le buche che si formano alla prima pioggia lasciano perplessi tanto i cittadini di Fasano quanto gli addetti ai lavori.

Sembra che nell’affidare appalti e nello scegliere l’asfalto da usare per sistemare le strade dissestate, molti Comuni comparino solo il prezzo tra le ditte appaltatrici, premiando quello che costa meno, non quello qualitativamente migliore: una soluzione che non offre neppure reali economie a lungo termine, figuriamoci se può offrire sicurezza.

L’ingegnere fasanese Stefano Convertini risponde ad alcuni interrogativi, in modo tale da chiarire, attraverso un punto di vista autorevole e più tecnico, come mai l’asfalto delle strade di Fasano si deteriora dopo una semplice pioggia.

Pensa che dipenda dal trattamento mediocre del fondo dell’asfaltatura o dal tipo di manto usato?

«Penso che dipenda da entrambi gli aspetti. Il trattamento che alcune ditte appaltatrici effettuano sulle nostre strade non ritengo che rispecchi la regola dell’arte né nella sua posa in opera né nella scelta e nella preparazione dei materiali che costituiranno il tappeto d’usura ovvero lo strato superficiale di asfalto.

Quando parliamo di questo tipo di procedimento ci riferiamo ad un miscuglio di componenti accuratamente miscelati all’interno della loro stessa confezione e successivamente posati con l’ausilio di una semplice spatola in gomma.

In questo modo, il cosiddetto asfalto (conglomerato bituminoso) raggiunge un buon livello di impermeabilità agli idrocarburi, ottima adesione alla superficie sottostante e altissimo valore di attrito radente.

Raggiungere l’impermeabilità è l’aspetto più importante in quanto andrebbe a proteggere gli strati sottostanti dall’aggressione degli agenti corrosivi.

Per quanto concerne il manto utilizzato, apparentemente sembrerebbe accettabile anche se, a distanza di poco tempo dalla sua posa in opera, tende a sfaldarsi e a perdere aderenza con gli strati sottostanti, questo a conferma del fatto che la posa non è avvenuta in maniera corretta».

Si nota anche che l'asfalto nuovo viene posato sul vecchio diverse volte, anche per risparmiare i costi di svellimento: questa situazione può compromettere la durata del nuovo asfalto?

«Il nuovo asfalto non andrebbe mai posato sull’esistente in quanto non si riuscirebbe mai ad ottenere una compattazione ed un risultato di omogeneità ottimale dei vari strati che compongono la pavimentazione stradale.

Avete mai visto un intonachista che tenta di re-intonacare una superficie già intonacata senza prima aver effettuato lo svellimento dell’intonaco presente? No, perché il nuovo intonaco non potrebbe mai aderire al precedente. La stessa tecnica va applicata nel rifacimento delle strade.

La procedura consistente nel rattoppare le buche stradali, ormai divenuta moda a Fasano, apporta un risparmio indiscutibile, in quanto sono evitate le operazioni di svellimento che risultano essere costose ma, a distanza di poco tempo, il ritorno economico di cui si è goduto in precedenza viene meno».

Esistono manti o bitume tecnologicamente avanzati che, pur costando più di quelli usati comunemente, durano di più e quindi a lungo termine si avrebbe un indiscutibile ritorno economico e una sicurezza maggiore per le strade?

«Certo. Esiste un manto in particolare, non proprio tecnologicamente avanzato ma abbastanza resistente e duraturo, composto da calcestruzzo e cemento che ha una durabilità superiore al bitume-asfalto.

L’unica controindicazione è che se utilizzato nel centro urbano, la demolizione dello stesso a causa di manutenzioni su impianti idrici, fognari e/o reti elettriche interrate, può far salire i costi complessivi invece di ridurli.

La realizzazione di una strada in cemento è un procedimento che richiede esperienza in quanto bisogna dosare bene il legante all’interno della miscela e posarlo in modo tale da ottenere un manto compatto.

Questo aspetto fa innalzare inizialmente i costi del 20% circa rispetto al bitume ma, questa spesa iniziale viene recuperata nel tempo, ovvero nei 30 anni circa di vita utile prima di effettuare una manutenzione strutturale della stessa.

Questa pavimentazione essendo meno rugosa di quella bituminosa riduce i consumi di carburante perché presenta una minore resistenza al rotolamento degli pneumatici e, di conseguenza, apporterebbe un vantaggio anche dal punto di vista dell’inquinamento».

C’è qualche Comune pugliese o italiano può rappresentare un modello positivo da seguire anche per Fasano? 

«Monopoli e Polignano a Mare sono in grado di rifare un manto stradale applicando le corrette procedure che cominciano con lo svellimento della pavimentazione esistente, comprensivo del raschiamento del fondo sul quale si andrà a posare la prima emulsione bituminosa fino all’ultimo strato che sarebbe appunto il tappeto d’usura multifunzionale.»

 

Mentre due arterie importanti della città, via Fratelli Rosselli e via Giardinelli, sono pronte a essere "raschiate" e poi asfaltate, l’auspicio è che siano poste in essere anche le altre premure necessarie ad avere un manto compatto e resistente per lungo tempo, mentre per le altre strade, la soluzione “tampone” di coprire le buche sia archiviata e si provi a investire ovunque nella posa in opera a regola d’arte.

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